24 agosto 2016

La missione di Simone Mori: lottare contro il linfoma di Hodgkin, con #tenaciaetenerezza

Il giorno di Ferragosto ha compiuto 40 anni. Da uno e mezzo ha ingaggiato una lotta contro un Linfoma di Hodgkin. E lo fa pubblicamente, con l'hashtag #tenaciaetenerezza.
Simone Mori su twitter infonde coraggio ("Il cancro si impossessa della quotidianità. Io proverò fino alla fine ad ostacolarlo") e speranza ("Molti pensano che il tumore sia come la fine. Non deve passare questo messaggio"), rivendicando solo dignità ("Devo essere nei cuori di tutti voi per quello che sono, per quello che esprimo e non per la malattia che ho").

Secondo l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro questo linfoma ("tumore che prende origine nel sistema linfatico, ovvero nelle cellule e nei tessuti che hanno il compito di difendere l'organismo dagli agenti esterni e dalle malattie e di garantire una corretta circolazione dei fluidi nell'organismo") è relativamente raro: rappresenta circa lo 0,5% di tutti i casi di tumore diagnosticati.

Simone, quando hai scoperto la malattia?
In maniera conclamata a Maggio 2015

Quali sono stati i primi sintomi?
Debolezza e febbre persistente. Vivo con una vita differente da prima, certo, ma non sono morto. Si combatte fino alla fine.

Perché hai deciso di affrontarla pubblicamente?
Questa è stata una decisione istintiva. Dopo la diagnosi sono rimasto due giorni senza parlare con nessuno. Poi mi son detto: visto che le possibilità di guarire ci sono, allora perché non essere utile agli altri? Così ho deciso di raccontare tutto sui social. Fa bene anche a me perché così la esorcizzo. E poi vedo che raccontare la mia malattia fa bene anche agli altri. Finora ho trascorso almeno 3 mesi negli ospedali ma la vita va avanti.

Cosa sono i braccialetti con l'hashtag ?
Il braccialetto è semplicemente perché ho voluto celebrare il mio quarantesimo compleanno con questi braccialetti: 15 mesi fa non era scontato che sarei arrivato a 40 anni. Il ricavato è servito a sostenere due associazioni che ho scelto spontaneamente (Vidas e L'arcobaleno della speranza). L'hashtag racchiude quello che penso e quello che gli altri pensano di me. Per la precisione "Tenacia e tenerezza" nasce dalla definizione che il mio amico Moreno Marinozzi ha dato di me.. penso che mi abbia letto nel profondo di come sono.


Cosa ti provoca più fastidio?
L'insulto gratuito, la cattiveria insensata, l'ignoranza presuntuosa. Poi vedo che manca la tenerezza tra di noi, ma la tenerezza non deve essere scambiata per debolezza.

Cosa di regala più soddisfazione?
Quando riesco a dare forza agli altri sono contento. Quando leggo i messaggi di tutte quelle persone che mi scrivono che stanno meglio grazie ai miei tweet sto meglio anch'io. Condividere le emozioni, anche quelle negative, è fondamentale, come pure essere empatici. Anche ricevere messaggi da persone sconosciute e da personaggi famosi, che spesso mi chiedono di non essere citati, è incoraggiante. Io trovo forza nelle persone: è davvero bellissimo aprire i social e trovare queste cose. Spero solo di essere utile a più persone.

Grazie!

Se volete incontrare Simone sui social:


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina

Terremoti nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia: i comunicati INGV delle 5:00 e delle 7:00


Comunicati stampa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia 

INGV, Roma, 24 agosto 2016
Sequenza sismica tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L'Aquila e Teramo: aggiornamento e approfondimento

Al momento (7:00) sono state registrate numerose repliche e sono 39 gli eventi sismici localizzati di magnitudo pari o maggiore di 3.0. I più forti sono avvenuti nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.1 e 5.4, alle 04:32 e alle 04:33, rispettivamente.
In tabella la lista degli eventi sismici localizzati dopo il terremoto delle ore 03:36 italiane:


La zona interessata dalle repliche (aftershocks), che in prima approssimazione rappresenta l’estensione della faglia attivata, è pari a circa 25 km ed è allineata in senso NNO – SSE. Questa dimensione è coerente con un terremoto di magnitudo 6. La mappa di scuotimento del terremoto più forte, calcolata con i dati delle reti accelerometriche dell’INGV e del Dipartimento della Protezione Civile, indica uno scuotimento del terreno relativamente più alto nella zona Nord-Occidentale. I valori di picco più alti registrati sono pari a circa il 45% di g alla stazione della Rete Accelerometrica Nazionale di Arquata del Tronto, a 11 km dall’epicentro.
Il terremoto avvenuto questa notte nella zona dell’Appennino centrale alle ore 3:36 (ora italiana) ha avuto epicentro in provincia di Rieti (vicino Accumoli) ed ha interessato anche le province di Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. I comuni più vicini all’epicentro sono: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto.
La magnitudo locale (Richter) del terremoto è pari a 6.0. La magnitudo momento Mw, calcolata con l’analisi delle forme d’onda della Rete Sismica Nazionale, è pari a 6.0. Secondo i questionari arrivati fino a questo momento sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it/, il terremoto di questa notte è stato risentito in gran parte dell’Italia centrale. Di seguito la mappa (aggiornata alle ore 06:53) che mostra la distribuzione dei risentimenti sul territorio in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).

Ingv_nota stampa_Terremoti nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia: aggiornamento delle ore 5:00
INGV, Roma, 24 agosto 2016

In riferimento agli eventi sismici, avvenuti questa mattina nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, ti segnalo la nota di aggiornamento pubblicata sul Blog INGVterremoti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dove potrai trovare in seguito ulteriori approfondimenti. Dopo il terremoto di magnitudo ML 6.0 delle 03:36 si sono verificati altri eventi sismici nell'area, con due scosse più forti di magnitudo ML 5.1 e ML 5.4 alle 04:32 e alle 04:33 rispettivamente, a 5 km da Norcia (PG). Di seguito la mappa dei terremoti localizzati fino ad ora (5:00).

20 agosto 2016

Una risata vi disseppellirà

Chi li conosce sta preparando il fazzoletto perché sa che riderà a lacrime. E dall'incontro tra Lercio e Spinoza (Cagliari, 20 Agosto, Centro per lo spettacolo Intrepidi Monelli, viale Sant'Avendrace 100, ore 21, biglietti da 10 euro) il divertimento, satirico, è assicurato. Non mancherà la musica, con il gruppo rock sassarese “La plonge”: Domenico Canu voce e chitarra, Felice Carta basso, Francesco Marini chitarra, Massimiliano Lai (autore di Spinoza) batteria. Due esempi scelti a caso - “È morto l'uomo più alto del mondo. Adesso è l'uomo più lungo del mondo” (Spinoza.it), “Inventa la nave a energia eolica, ma i Fenici lo accusano di plagio” (Lercio.it) - non bastano a capire cosa sono questi siti. Così abbiamo interpellato due autori: Stefano Andreoli per Spinoza e Alessandro Cappai per Lercio.
Chi siete? Che cosa fate?
SPINOZA «L'idea è di Alessandro Bonino e risale al 2005 quando c'era solo qualche germe di socialità su Internet. Il sito è nato in un pomeriggio di noia, ancor prima di sapere cosa farne. Bonino l'ha chiamato Spinoza perché nutre simpatia per il filosofo, e ha iniziato a metterci dentro foto, aforismi, cose più o meno divertenti trovate in giro. Poi ha coinvolto altri, tra cui me, e abbiamo cominciato a pubblicare battute su politica e attualità. Non pensavamo che completi sconosciuti ci avrebbero spedito battute. Invece è successo e accade tuttora. In poco tempo è nata una vera e propria community. Poi con l'arrivo dei social abbiamo trovato il notro ambiente ideale su Twitter e Facebook, ma Spinoza resta sempre un sito che prende a colpi di satira il giornalismo, pesca le frasi fatte e le espressioni vetuste che ancora si usano. E fa la parodia di quello stesso linguaggio.»
LERCIO «Lercio nasce da un'idea di Michele Incollu, un ragazzo di Cagliari che a un certo punto decide di fare la parodia di Leggo.it che infatti subito il boom di Lercio ha cambiato la grafica per somigliare il meno possibile a Lercio perché all'inizio erano identici. Io, Michele e altri autori scrivevamo già in un altro blog, Acido Lattico. Abbiamo iniziato a fare grandi numeri quando gran parte dei lettori credeva che le notizie fossero vere. Inizialmente ci siamo rimasti male, perché non era questo il nostro obbiettivo. Poi per fortuna le persone hanno capito. Tutti gli autori di Lercio hanno iniziato nella palestra di Luttazzi, una rubrica che aveva inserito nel suo sito, ogni giorno tra le nostre battute sceglieva le migliori e ci dava consigli.»
La vostra missione?
S «Dare una lettura originale e comica delle notizie, lanciando al contempo un messaggio. Renard diceva “Cerca il grottesco in qualsiasi cosa e lo troverai”. Ci riconosciamo molto in questa frase. Ma poi, stringi stringi, l’obiettivo di tutto quel che facciamo è far ridere, e se possibile scandalizzare i bigotti. “Quando si scherza bisogna essere seri”, aveva ragione il Marchese del grillo. In fondo la battuta è un esercizio di stile raffinato e per dare corpo alla satira non basta l'intuizione. Il modello televisivo di Daniele Luttazzi a Mai dire gol è la nostra ispirazione.»  
L «a risata è una parte del nostro lavoro ma ci piace andare oltre. Vogliamo solo che la gente ci legga, capisca le nostre battute e si diverta insieme a noi. Stiamo attenti a quello che scriviamo, al messaggio che si vuole mandare, a patto che si voglia mandare un messaggio. Certo ci vuole impegno ma un minatore si impegna molto più di me.»
Fa più ridere la realtà o la finzione?  
S «La realtà è in vantaggio sulla fantasia, perché la fantasia deve sforzarsi di essere credibile mentre la realtà non deve farlo. Comunque siamo sicuri di una cosa: la realtà non smetterà mai di dare linfa all'ironia.»
L «Spessissimo noi di Lercio ci troviamo in difficoltà perché la realtà ci supera. Nelle nostre serate dal vivo abbiamo una rubrica che si chiama Vero Lercio: prendiamo due perone dal pubblico e devono indovinare se un titolo è di Lercio o è di un giornale reale. Spesso è difficilissimo capire. Noi stessi ci dimentichiamo e a volte non sappiamo più se l'abbiamo scritta noi o è reale.»

Andrea Mameli

articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda il 19 Agosto 2016


18 agosto 2016

Le belle risate si ricordano

Io le belle risate me le ricordo. Per esempio questa nella foto a destra è una bella risata con Zia Consola Melis (a Perdasdefogu il 26 Agosto 2013, quando aveva appena compiuto 106 anni). Sicuramente lei aveva sparato una delle sue battute micidiali e aveva trascinato me e tutti gli altri presenti; ho scritto qualcosa in questo post: Una risata NON vi seppellirà. Chi ride può campare più di cent'anni.

Ricordo risate da non riuscire a respirare, con i miei figli, per alcune gag di Mr. Bean.

Ricordo una favolosa risata collettiva (con amici e gente del posto) nella stazione di San Candido (Agosto 1983).

Ricordo risate a lacrime, spesso da solo, di fronte a qualche trovata geniale di Lercio. Ne ricordo in particolare tre:
Quali saranno le prossime risate memorabili?

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 18 Agosto 2016

Per approfondire:


17 agosto 2016

In attesa di Nuova Era e L'Accabadora riaffiora una foto scelta da La Nuova Sardegna nel 2012

Mentre aspetto di vedere Nuova Era (Manuele Trullu, 2015) e L'Accabadora (Enrico Pau, 2016) e di capire quanti secondi comparirò in questi film, riaffiorano ancora una volta i ricordi del set di Bellas Mariposas, complice la curiosità di amici che non hanno ancora visto il film di Salvatore Mereu.
E così riscopro (mi ero proprio dimenticato) che Ignazio Sanna e Antonio Pintus si erano suffermati sulla mia breve apparizione. In fondo fare le comparse serve a questo: farsi notare dagli amici. Ma a giudicare dalla foto scelta a pagina 36 del quotidiano La Nuova Sardegna del 27 Luglio 2012 (sotto). La foto fu scattata da un mio amico (Francesco Primavera) esattamente 5 anni fa (il 17 Settembre 2011) a bordo set, in una pausa tra le riprese (che nei 5 giorni di lavorazione a cui ho partecipato duravano generalmente dalle 18:00 alle 6:00).
La foto incredibilmente ritrae me e non le protagoniste del film, Sara Podda e Maya Mulas, o altri personaggi. Non esiste una spiegazione razionale per questo fatto, dato che le redazioni erano sicuramente in possesso di foto di scena. E un motore di ricerca è sempre a disposizione. Anzi forse proprio per questo, dato che la pubblicai il 9 Ottobre 2011 e chi sceglieva le foto per quella pagina probabilmente cercava un'immagine diversa dalle altre (La Nuova Sardegna ha dedicato ampio spazio a quel film a partire dall'inizio delle riprese). In ogni caso la scelta di quella foto resta per me uno dei più grandi misteri del cinema; o meglio: del rapporto tra cinema e quotidiani; o meglio ancora: dei quotidiani, punto.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 17 Agosto 2016

12 agosto 2016

La palestra per il cervello. Il segreto? Imparare giocando e divertendosi

Carlo Carzan e Sonia Scalco
Questo non è un libro ma una palestra. E non solo per la capacità di Carlo Carzan e Sonia Scalco a trasformare un manuale di giochi in un allenatore per il cervello. Qui c'è davvero tutta la bravura di Ignazio Fulghesu che con le sue ilustrazioni trasforma l'oggetto libro in qualcosa di diverso: così i disegni sembrano parlare con il testo e la grafica non è un ornamento ma uno strumento prezioso. E c'è anche la mano di un editore che da Trieste continua a coniare modelli di comunicazione: Editoriale Scienza.
Carlo Carzan, esperto di didattica ludica e fondatore della ludoteca palermitana “Così per gioco”, con la quale nel 2009 ha vinto il Premio Andersen, economista (per La Meridiana ha scritto “Economia felice. Educare i bambini a uno stile di vita consapevole”) ci spiega come è nato AllenaMente.
«La chiave di tutto è imparare giocando. Questo libro nasce come un manuale per bambini e ragazzi per imparare a usare al meglio il proprio cervello e di farlo in modo piacevole. Io e Sonia abbiamo formalizzato un metodo che si propone di formare teste ben fatte. Un metodo che mette insieme narrazione, gioco, socialià, logica, e li trasforma in strumenti utilissimi per la vita quotidiana di ogni ragazzo. Per crescere o migliorare sotto il profilo formativo. Utilizzare un metodo capace di fare del gioco uno strumento potente di scoperta e di piacere per la lettura. È la filosofia del nostro progetto Scuola ludens con cui facciamo formazione per gli insegnanti e attività con i ragazzi.»
Sotto l'ombrellone, in classe o con gli scarponi ai piedi?
«Questo è un libro pensato per tutte le stagioni. Abbiamo voluto farlo uscire in primavera perché fosse un libro per l'estate in modo che accanto ai compiti per le vacanze ci sia un modo simpatico per tenere il cervello in allenamento lontano dalla scuola. Sappiamo che leggono anche molti adulti e poi lo usano per giocare con i figli. Alcune attività possono essere sfruttate sotto l'ombrellone o in montagna. Ma anche in città per le feste di compleanno. Da settembre in poi riprenderà il suo ruolo istituzionale di manuale operativo per bambini e ragazzi, da usare anche a scuola. Un libro che potrebbe essere utile anche a insegnanti e genitori desiderosi di fornire idee stimonanti. Alcune scuole lo hanno preso quasi come libro di testo. Capire come combattere le distrazioni e organizzarsi per migliorare il metodo di studio sono strumenti utilissimi per scuola.»
Carlo Carzan è una nostra vecchia conoscenza: che rapporto lega il ludomastro palermitano a Cagliari?
«La collaborazione è intensa che inizia Centro Regionale di Documentazione Biblioteche per ragazzi della Provincia di. Cagliari e prosegue con il festival Tuttestorie. E con l'ingresso di Ignazio Fulghesu come illustratore del volume il triangolo Cagliari, Palermo, Trieste si rafforza. Questo libro avrà uno spazio a Tuttestorie 2016, la palestra AllenaMente.»
Che cosa c'è dietro?
«Con lo staff di Editoriale Scienza e con Ignazio Fulghesu abbiamo ragionato su come far interagire al meglio le pagine del libro con il cervello: grafica, illustrazioni, font, tutto è scelto per aiutare la mente a concentrarsi. Abbiamo cercato di abolire gli stretti vincoli nella lettura del libro. E crediamo che possa aiuta il cervello a orgazzare al meglio le informazioni. Abbiamo cercato il meglio dalla tradizione anglosassone dei manuali di auto-aiuto condendolo con il gusto estetico italiano.»
Andrea Mameli 

Articolo pubblicato l'11 Agosto 2016 nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda

07 agosto 2016

Mani di terracotta (IV-III secolo AC) Cagliari

Mani di terracotta (IV e il III sec. AC) rinvenute nella laguna di Santa Gilla (Cagliari) nel 1891. 
Le ho viste per la prima volta ieri al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

06 agosto 2016

Ha dormito 36 mila anni. Ora il vulcano si risveglia

Dopo un sonno durato 36 mila anni sembra dare segni di risveglio. È l'area vulcanica dei Colli Albani, alle porte di Roma, attiva a diversi chilometri di profondità. A stabilirlo, uno studio multidisciplinare condotto da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Università La Sapienza” di Roma.
Per Fabrizio Marra, ricercatore dell’INGV: «Il risultato sorprendente è che non solo il vulcano è tutt'altro che estinto, ma ha appena iniziato un nuovo ciclo di alimentazione delle camere magmatiche che potrebbe portarlo nel prossimo millennio, da uno stato dormiente a quello di risveglio.»
In quanto tempo il magma potrebbe riuscire a trovare una via di risalita e dar luogo a un'eruzione?
«Questo è difficile da stabilire con precisione. Quel che è certo è che i tempi fisici per cui ciò possa avvenire sono alla scala delle diverse migliaia di anni. Tutt'altra storia rispetto al Vesuvio, dove le eruzioni sono avvenute in tempi storici e i tempi di ritorno dell'attività vulcanica sono dell'ordine delle decine e delle centinaia di anni. Ai Colli Albani tutto procede con tempi delle migliaia e delle decine di migliaia di anni. A cominciare dai tempi di ritorno delle eruzioni.»
A quali risultati siete giunti?
«A partire da 600 mila anni fa ci sono stati 11 cicli eruttivi. L'ultimo, avvenuto al Cratere di Albano, è iniziato 41.000 anni fa e si è concluso intorno a 36.000 anni fa. Questo significa il vulcano deve considerarsi attivo e pronto per un nuovo futuro risveglio.»
I ricercatori hanno accertato che nel periodo di attività più recente, a partire da 100.000 anni fa, i tempi di ritorno si sono leggermente accorciati: circa 30.000 anni. Attualmente gli indicatori geofisici mostrano l’esistenza di una campo di forze estensionali ai Colli Albani e nell'area romana, compatibile con un sollevamento in atto e favorevole alla eventuale risalita di magma.
Ma allora i romani possono dormire sonni tranquilli o devono iniziare a temere di fare la fine dei pompeiani?
«Nessun elemento derivante dalle osservazioni geochimiche e geofisiche in atto lascia ipotizzare che un’eruzione possa avvenire né in tempi brevi né medi. Quindi, se una ricarica dei serbatoi magmatici è in atto, questa durerà senz'altro migliaia di anni prima che possa dar luogo a un'eruzione.»
Si fa presto a dire vulcani: le eruzioni sono ragionevolmente lontane nel tempo. In fondo, il rischio maggiore è costituito dalle emissioni di gas dal sottosuolo che si registrano in diverse zone dei Colli Albani: il Radon, il Disolfuro di Idrogeno e l’Anidride Carbonica, gas pericolosi per gli esseri viventi. In particolare il radon e i prodotti del suo decadimento sono la principale causa di esposizione alla radioattività naturale e rappresentano la seconda causa per tumore al polmone nel mondo dopo il fumo. Ma questi fenomeni, noti con il nome di degassamenti, sono causati più dal prosciugamento delle falde acquifere che da fenomeni connessi con le attività vulcaniche. Ancora una volta i pericoli vengono da mano umana.
Andrea Mameli
Articolo pubblicato il 5 Agosto 2016 nel quotidiano L'Unione Sarda, pagina della Cultura dell'inserto Estate



05 agosto 2016

L'arcipelago delle meraviglie: una mostra ricorda Paolo Budinich nel centenario della nascita. Trieste 27 Agosto - 25 Settembre 2016

Ci sono uomini che passano dentro la storia e la cambiano.
Se oggi Trieste è conosciuta come città di scienza e cultura lo dobbiamo in gran parte a Paolo Budinich.
Budinich ha attraversando la storia ha saputo progettare un futuro, per la sua città, Trieste, e per la scienza internazionale.
E anche per la visione della scienza internazionale.
Laureato in Fisica nel 1939, Budinich ha insegnato fisica sulla nave scuola Amerigo Vespucci. Durante la Seconda Guerra mondiale fu catturato dagli inglesi e fu prigioniero prima in Inghilterra e poi negli Usa. Nel 1951 lavorò con Werner Heisenberg a Gottinga e nel 1954 con Wolfgang Pauli a Zurigo. Fu poi coinvolto nella progettazione della Trieste scientifica dove nel 1964 fondò, assieme al fisico pakistano, il Centro internazionale di fisica teorica Centro internazionale di fisica teorica (ICTP) e l'Advanced School of Physics (dal 1978 Scuola internazionale superiore di studi avanzati: SISSA).
Così quella città di mare che alla fine della Seconda guerra mondiale soffriva più di altre i postumi dei conflitti internazionali diventa invece un faro della collaborazione mondiale, grazie alla scienza.
Per questo è importante ricordare Paolo Budinich a un secolo dalla sua nascita con una mostra ("L'arcipelago delle meraviglie") che sarà inaugurata il 26 Agosto e resterà aperta fino al 25 Settembre nella Sala Veruda di piazza Piccola a Trieste (dalle 10:00 alle 20:00).
La mostra è realizzata da Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) e Immaginario Scientifico, in collaborazione con l'Università di Trieste, il Centro Internazionale di Fisica Teorica "Abdus Salam" (ICTP), The World Academy of Sciences (TWAS), la Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT), con il contributo del Comune di Trieste.


Addio a Paolo Budinich, il "capitano" (Erio Tosatti, 19 Novembre 2013)

01 agosto 2016

Selezione al CRS4: sviluppo di applicativi e servizi Web per lo sviluppo di sistemi per la gestione della conoscenza.

Il CRS4, all'interno del programma di ricerca Natural Interaction and Knowledge Management Technologies, seleziona una persona in possesso di laurea di primo livello in Informatica, Ingegneria, Fisica o Matematica. Le attività riguarderanno principalmente lo sviluppo di applicativi e servizi Web con argomento lo studio e lo sviluppo di sistemi per la gestione della conoscenza. L'assunzione prevede un contratto a tempo determinato di 24 mesi.


Attività previste nell'ambito del rapporto di lavoro: 
  • Sviluppo di piattaforme Web (front-end e back-end);
  • Documentazione, testing e manutenzione del codice sorgente;
  • Redazione di specifiche tecniche sulla progettazione e documentazione del codice sorgente e di manuali utente;
  • Supporto nella pianificazione delle attività di ricerca e di sviluppo
Competenze ed esperienze tecnico-professionali:
Nell’ambito della procedura di selezione la Commissione, ai fini della valutazione dei candidati, terrà conto delle seguenti competenze ed esperienze:
  1. Esperienza professionale di sviluppo software nel settore dell’analisi dei testi;
  2. Esperienza nello sviluppo di web application su stack tipo MEAN (MongoDB, Express, AngularJS, Node.js);
  3. Esperienza nello sviluppo di front-end application con HTML5, CSS, jQuery, AngularJS;
  4. Esperienza professionale di sviluppo software nel linguaggio Java;
  5. Esperienza nel campo delle tecniche e degli strumenti di modellazione dell’informazione: analisi, design e gestione di DBMS;
  6. Capacità di comunicazione dei risultati del proprio lavoro, in forma scritta e orale, sia in italiano che in inglese.
Scadenza per la presentazione delle domande: 5 Settembre 2016.

Tutti i dettagli nel bando: http://jobs.crs4.it/show/jo-59-0311