29 novembre 2016

Giocomix 9: una manifestazione riuscita. Foto dei cosplayer, complimenti agli organizzatori e suggerimenti per il futuro.

Ho visto da vicino Giocomix e devo dire che ho apprezzato.
A partire dalla fila ordinata all'ingresso, dalla proclamazione dei vincitori della gara cosplay con le motivazioni e i consigli forniti ai partecipanti da una giuria composta da persone competenti e simpatiche (Daniela "Krylù" Lo Presti, Andrea "Starchild" Di Virgilio, Luigi Sechi).
Ma in questi casi cerco di osservare anche se i partecipanti si divertono davvero o se prevale la competizione e in molti ho ammirato la spontaneità e l'allegria.
Ho visto cose bellissime, come gli splendidi costumi e gli accessori di scena fatti a mano.
Ho capito che in molti casi c'era un lavoro notevole alle spalle.
Ho colto nei volti di alcuni ragazzi e ragazze la gioia di partecipare a un evento bello e piacevole; un evento che secondo me meriterebbe maggiore attenzione.
Perché oltre al divertimento c'è tutta una dimensione culturale che merita di essere approfondita.
la mattina.
Per finire con la proclamazione dei vincitori della gara di cosplay che ha rispecchiato l'allegria e la serenità di tutta la manifestazione.
Giocomix 9: il selfie dei giurati: Daniela "Krylù" Lo Presti, Andrea "Starchild" Di Virgilio, Luigi Sechi

Il Selfie [Foto: Daniela Krylù Lo Presti]
Anche una cosa apparentemente semplice come lo spazio selfie dedicato a Star Wars (grazie a Monica Zedda che lo ha reso vivo) erano davvero stupende. Ovviamente io non ho resistito al fascino di Guerre Stellari:
Una foto pubblicata da Andrea Mameli (@linguaggiomacchina) in data:


Ho osservato cosplayer di ogni età in attesa del verdetto della giuria: emozionati e stanchi ma felici.


E cascate di simpatia, sul palco e fuori dal palco.
Tutto questo per me rappresenta più di altre cose la riuscita della manifestazione: non solo (sana) competizione ma anche tanta (sana) serenità.
Ma la spremuta di sensazioni positive, che ho cercato di raccogliere in questo post e nelle foto che seguono (a proposito se mi fate conoscere i nomi delle persone che ho fotografato li inserisco nelle didascalie, scrivetemi qui: blog.linguaggio.macchina@gmail.com grazie!) non è tutto. Ovviamente come ogni cosa ci sono anche aspetti negativi. Io ne evidenzio due (anche perché non me ne vengono in mente altri): troppe cose in troppo poco spazio e in troppo poco tempo.
  1. Giochi di ruolo, videogame, esposizioni, meriterebbero qualche metro quadrato in più, anche perché se il numero di partecipanti cresce non sarà davvero possibile camminare!
  2. Riuscire a portare in Sardegna ospiti del calibro di Midori Harada, Bartolomej Gawel, Laura Braga, e poi farli parlare solo una volta è davvero un peccato. Alcuni workshop non si potrebbero ripetere o filmare?
Un suggerimento: visto che la materia prima non manca perché non istituire qualche photo contest (es. via Instagram o Twitter)? E non solo il costume più bello o, che so, la coppia più affascinante, ma anche le espressioni più buffe o gli accostamenti di personaggi più bizzarri. Organizzarlo non è difficile ma il risultato può essere davvero divertente (e interessante).

Agli organizzatori (Associazione Culturale Mondi Sospesi) i miei migliori complimenti!









Le foto (se non diversamente indicato) sono di Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina, 29 Novembre 2016


25 novembre 2016

Sono molto curioso di vedere #Giocomix9

Un PROGRAMMA impressionante per Giocomix numero 9, in programma al Setar Hotel di Quartu Sant'Elena (Cagliari) dal 26 al 27 Novembre 2016. Un fenomeno culturale e sociale, forse meno considerato di quanto dovrebbe. Sono curioso di osservare da vicino il cosplay, le mostre, gli incontri, i workshop. I miei complimenti all'Associazione culturale Mondi Sospesi, ideatrice di questo straordinario progetto.
Dalla pagina Facebook Giocomix trapelano le immagini dei preparativi di quella che si annuncia l'edizione più grande di sempre: ampi spazi espositivi e aree gioco e cosplay al coperto, ottima partecipanti previsti.
Tra gli ospiti di spicco: l'illustratrice giapponese Midori Harada (Pokemon Trading Card Game) e per le illustrazioni dell’orsetto Fuwa fuwa no kuma. Bartlomiej Gawel, concept artist del team CD Project RED e responsabile del character modeling del videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings. Due mostre, EVANGELION: Rewind Forward e The Witcher3. E due giurati d’eccezione nella giuria dei due cosplay che animentanno il festival: Andrea Starchild Di Virgilio e Daniela Krylù Lo Presti.

Eventi Palco (Padiglione C)
  • Sabato 26 novembre:
    11:00 On Stage! Un gioco di improvvisazione teatrale a tema Star Wars, aperto a tutti.
    14:00 Intervista ai cosplayer Andrea Starchild Di Virgilio e Daniela Krylù Lo Presti.
    15:00 Cosplay Disney Parade. Un contest cosplay dedicato interamente all’Universo Disney che ci farà immergere nelle magiche atmosfere dei lungometraggi che hanno fatto la storia dell’animazione, nell’azione dei film Marvel e Star Wars, nelle scanzonate avventure della Lucas-Art e in tutte le altre produzioni Disney. In palio tantissimi gadget della Disney e un weekend a Disneyland Paris per 2 persone!
    Ore 18:00 Pokemon Show con Cydonia
    Ore 19:00 Premiazioni
  • Domenica 27 novembre:
    11:00 Quiz del Raduno dei fan di Harry Potter
    14:00 Spettacolo delle Maid
    15:00 Cosplay Contest. In palio per i migliori cosplayer sul palco una Playstation 4 Pro, Macchina da cucie, Tagli e Cuci e tanti altri premi.
    18:00 Pokémon Show  
    Workshop
    • Sabato 26 novembre:
      • IL DISEGNO MANGA: Workshop con Midori Harada. Alle 11:00 nella Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati. Midori illustrerà ai giovani artisti le tecniche base del disegno manga, soffermandosi principalmente sulla prospettiva della figura e del volto dei personaggi. Delle solide basi sono fondamentali per sviluppare qualsiasi tipo di stile, sia che si parli di manga, di anime o di videogiochi, come vi racconterà Midori secondo le sue esperienze personali.
      • ALLA CONQUISTA DELL’AMERICA: Workshop con Laura Braga. Alle 16:00 nella Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati. In questo workshop intitolato “Alla conquista dell’America” Laura Braga parlerà della sua esperienza personale nel mercato americano offrendo consigli su come proporsi e come presentare il proprio book focalizzandosi anche su quali strumenti usare.
      • FARE FUMETTI SU LICENZA: Workshop con Antonio Solinas Ore 18:00 Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati L’Italia è il paese rinomato per una grande produzione fumettistica autoctona, come quella Bonelli e Disney, ma ha anche una tradizione di lunghissima data per quanto riguarda la proposta di fumetti creati in altri contesti editoriali, come, per esempio, i supereroi e altre iniziative editoriali USA. Come nasce un fumetto su licenza? Quali scelte bisogna fare in sede di traduzione? Come si stila un piano editoriale? Che cos’è un timone? In generale, a quali esigenze risponde l’edizione italiana di un fumetto nato in un altro paese? Antonio Solinas, editor e traduttore Panini, raccontando della propria esperienza per la casa editrice di Modena, risponde a tutte queste (e altre) domande in un workshop che insegna come, da un fumetto straniero, si arriva a una una pubblicazione studiata per l’editoria italiana.
    • Domenica 27 novembre:
      • ZOOTROPOLIS: DALLA BOZZA ALLA CHINA: Workshop con Rob Di Salvo Ore 11:00 Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati In questo workshop intitolato “ZOOTROPOLIS: DALLA BOZZA ALLA CHINA” Rob Di Salvo partirà proprio da una pagina di Zootropolis, illustrando tutti i passaggi principali dal layout fino alla china.
      • IL PROCESSO CREATIVO NEL VIDEOGIOCO: Workshop con Bartłomiej Gaweł Ore 17:00 Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati Durante il workshop avrete modo di vedere all’opera il Principal Concept Artist di The Witcher 3 , che mostrerà alla platea il processo creativo e le tecniche della sua arte mediante l’utilizzo di strumenti digitali e come queste si interfacciano con le necessità di sceneggiatura e di storia. 

    TORNEI
     
    SABATO
    ORARIO
    NOME
    STAND/AREA
    PADIGLIONE
    10:30
    FIFA 17 - Sony Playstation 4
    Computer Point
    B
    11:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A
    14:00
    Hearthstone
    Altrove Cagliari
    A
    15:00
    Mario Kart 8 - Nintendo Wii U
    Computer Point
    B
    15:30
    Pokémon Sole e Luna
    Pokémon Millennium
    C
    15:30
    Super Smash Bros.  Wii U
    Pokémon Millennium
    C
    16:30
    Tekken 3 - Sony Playstation 1
    Game’s Hunter
    A
    17:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A
    DOMENICA
    ORARIO
    NOME
    STAND/AREA
    PADIGLIONE
    10:00
    Yu-Gi-Ho!
    Altrove Cagliari
    A
    10:00
    Magic the Gathering
    Altrove Cagliari
    A
    10:30
    Mario Kart 8 - Nintendo Wii U
    Computer Point
    B
    11:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A
    11:30
    Street Fighter V  - Sony Playstation 4
    Computer Point
    B
    13:30
    Pokémon Premier Challenge
    Pokémon Millennium
    C
    15:00
    FIFA 17 - Sony Playstation 4
    Computer Point
    B
    15:30
    Super Smash Bros.  Wii U
    Pokémon Millennium
    C
    16:30
    Crash team racing - Sony Playstation 1
    Game’s Hunter
    A
    17:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A

15 novembre 2016

Actors save the dogs di Fabrizio De Blasio, il primo dicembre a Roma

Per chi si trova a Roma il primo dicembre: ACTORS SAVE THE DOGS.
Fabrizio De Blasio espone una selezione di ritratti, stampati su legno, scelti tra le attrici e gli attori, immortalati nel corso della sua carriera. L'iniziativa è a sostegno delle attività dell'associazione 6 Orme Onlus di Roma che si occupa in particolare dell'adozione dei cani abbandonati.
Ho avuto la fortuna di conoscere Fabrizio De Blasio e credo di riconoscere una sua qualità artistica: quella di catturare con l'immagine fotografica non sono la bellezza, ma anche qualche elemento della personalità di chi è ritratto, elemento spesso nascosto in quello che chiamiamo in una parola sguardo, ma che racchiude molto, ma non è facile da catturare.

L'appuntamento è in Via Della Paglia 33A, STUDIO 33, a partire dalle 18:30

12 novembre 2016

Studiosi a caccia dei cugini della "Particella di Dio"

Nel montaggio del grande film dell’universo mancano due scene: l'iniziale e la finale. I primi istanti del big bang e il the end. A svelare i segreti di questo film il Cagliari Festivalscienza ha scelto Guido Tonelli. Toscano di nascita ma sardo d’adozione (anni trascorsi all’Università di Sassari), Tonelli ha contribuito in maniera rilevante alla scoperta del Bosone di Higgs, che non ama chiamare Particella di Dio: «Questa particella, che ha un ruolo decisivo, non va rivestita di significati soprannaturali. La caccia al Bosone è durata 50 anni e ha coinvolto ricercatrici e ricercatori di tutto il mondo. Ma non finisce qui: le domande per il futuro sono altrettanto appassionanti e l’acceleratore LHC del CERN funziona a pieno regime. Si cercano i cugini del bosone, che potrebbero nascondersi in ogni anfratto».
A Cagliari Guido Tonelli ha fornito l’ultimo remake della storia dell'universo: «Abbiamo un’immagine in mutazione, destinata a cambiare. Della scena iniziale abbiamo ipotesi di ciò che è accaduto un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il big bang, quando la temperatura si è abbassata e le particelle si sono potute organizzare».  
Cosa c’era all’inizio dell’inizio?
«Solo particelle prive di massa che fluttuavano in ogni direzione. E avrebbero continuato a farlo se non fosse avvenuta quella che io chiamo la "nascita di tutte le cose". La forza elettromagnetica si è separata dalla forza debole e alcune particelle hanno acquistato massa. Poi intorno al protone si è messo a orbitare un elettrone e sono nati atomi e molecole».  
Cosa c'è nella parte centrale del film?
«Ci sono 13,8 miliardi di anni nei quali si aprono gli abissi dell’ignoranza: non sappiamo come funziona la materia oscura, quella che costituisce circa un quarto dell'universo e tiene insieme gli ammassi di galassie e l’energia oscura, che governa l'espansione dell'universo».  
E la scena finale?
«Un'espansione indefinita, con un universo che muore di freddo o una catastrofe conclusiva con un drammatico ritorno alla scena iniziale».  
Ma perché svelare la trama?
«Non c’è società al mondo che non abbia avuto una sua cosmologia, intorno a cui organizzare una propria visione. E poi ciò che ora sembra astratto, domani potrebbe portare innovazioni utili a tutti».


Andrea Mameli
(articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda il 20 novembre 2016) 
RIPRODUZIONE RISERVATA

09 novembre 2016

Prima che il tempo finisca... spunti di riflessione (dopo il nostro spettacolo al Cagliari FestivalScienza)

Daniele Barbieri (foto: Mauro Manunza)
Trova il tempo di riflettere,
è la fonte della forza.

Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.

Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.

Trova il tempo d'essere gentile ,
è la strada della felicià.

Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.

Trova il tempo d'amare,
è la vera gioia di vivere.

Trova il tempo d'esser contento,
è la musica dell'anima...

(Antica Ballata Irlandese)

Andrea Mameli (foto: Mauro Manunza)
Con queste parole si è concluso lo spettacolo portato in scena oggi all'ExMà di Cagliari (per il FestivalScienza 2016) da me e Daniele Barbieri.

Un incontro dedicato al tempo, con orologi che scorrono all'indietro, riferimenti a Bob Dylan, Jean-Paul Sartre, George Orwell, Philip K. Dick, Carlo Rovelli, Sant'Agostino, Groucho Marx e Karl Marx...

Una conferenza-spettacolo dedicata alla necessità di riprendere in mano il proprio tempo, alla forza delle parole di Albert Einstein ("Le persone che come noi credono nella fisica sanno che la distinzione fra passato, presente e futuro non è altro che una persistente cocciuta illusione"), alla potenza della mente di Stephen Hawking ("Il calore dei buchi neri è una Stele di Rosetta, scritta a cavallo di tre lingue - quanti, gravità e termodinamica - che attende di essere decifrata per dirci cosa sia davvero lo scorrere del tempo), al bisogno di capirci qualcosa. Prima che il tempo finisca...

Una brillante idea di Daniele che ho apprezzato molto e ho sposato con entusiasmo. Un modello di indagine della conoscenza, proprio al confine tra scienza e fantascienza, che a mio modo di vedere diverte e spinge a riflettere.

Prima che il tempo finisca (Cagliari FestivalScienza 2016)

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 9 Novembre 2016 

ExMà, Sala Conferenze, 9 Novembre 2016 (foto: Greca Meloni)





06 novembre 2016

Triangolo delle Bermude: «Risolto il mistero. Anzi no» (Andrea Mameli. L'Unione Sarda, 5 Novembre 2016)

È il più grande pozzo dei misteri non svelati? O è la madre di tutte le bufale?
C'è poco da fare: il Triengolo delle Bemude è uno di quelle cose che dividono nettamente: o ci credi o non ci credi. Le posizioni sono sempre distanti: per i primi la cospirazione o la mano aliena sono cause lampanti; per i secondi il numero di incidenti nel presunto Triangolo maledetto non è per nulla superiore a quello di una qualsiasi altra regione a densità di traffico aeronavale molto elevata.
INTERESSE. Ma perché questa fetta di Oceano Atlantico situata tra le isole di Bermuda, Puerto Rico e Fort Lauderdale (Florida) suscita tanto interesse? L'infame zona ha goduto di enorme popolarità grazie al libro di Charles Berlitz “Bermuda, il triangolo maledetto” (titolo originale: “The Bermuda Triangle”) pubblicato nel 1974. Ma forse ancora di più è riuscito a fare Steven Spielberg nel 1977, in Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, facendo ricomparire i 5 motosiluranti della "Squadriglia 19” (sparita dai radar nel dicembre del 1945) e la nave da carico “SS Cotopaxi” (volatilizzata nel 1950) nel deserto. Tuttavia la storia, o meglio la leggenda, ebbe inizio con un articolo del 1950 comparso sul quotidiano The Miami Herald, dedicato alla sparizione dei 5 aerei. La scia mediatica prosegue con un servizio dedicato alla grande quantità di sparizioni che sarebbero avvenute in quella zona, pubblicato sulla rivista Fate (il nome della testata è tutto un programma dato che in italiano si traduce con Destino) e con un numero incalcolabile di articoli e servizi televisivi.
SPIEGAZIONE. Nei giorni scorsi pareva che fosse stata trovata una spiegazione razionale, molto distante dalle interpretazioni paranormali o complottiste. È quanto poteva sembrare ascoltando Randy Cerveny (docente di geografia della Arizona State University) e Steve Miller (metereologo della Colorado State University) in un servizio andato in onda nel programma “What On Earth?” del canale Science Channel, facilmente reperibile nel relativo canale Youtube. Gli incidenti sarebbero causati da venti in grado di sferzare la zona a 170 miglia orarie (273 chilometri all'ora). E all'origine di questi venti di straordinaria velocità, chiamati da Cerveny “air bombs” (“bombe d'aria”) ci sarebbero le “nubi esagonali” riprese dai satelliti e già note alla letteratura scientifica.
Le parole dei due ricercatori, riprese immediatamente dal Mirror (quotidiano inglese più vicino agli scandali che alla ricerca scientifica), sono poi rimbalzate in maniera acritica sui media di tutto il mondo. Ma non se ne trova alcuna traccia su riviste scientifiche e stampa specializzata. E quando il dubbio affiora in maniera prepotente, come in questo caso, è obbligatorio andare a vedere cosa ne pensa il cacciatore di bufale Paolo Attivissimo. E così dal suo blog apprendiamo che Cerveny e Miller hanno smentito la tesi a loro attribuita, contestando il modo in cui le loro parole sono state riassemblate forzatamente. In particolare http://attivissimo.blogspot.it/ rivela: «Miller ha detto che queste condizioni non possono essere incolpate delle sparizioni nel Triangolo delle Bermude, perché “avvengono ovunque... più generalmente alle latitudini medio-alte sugli oceani e solitamente nella stagione fredda”. Cerveny, in particolare, ha obiettato che “Hanno fatto sembrare che io stessi facendo una grande scoperta... Purtroppo non è così”».
BLOG. Sul blog pulseheadlines.com Elizabeth De Faria evidenzia poi che secondo Steve Miller alle nuvole esagonali non può essere attribuito il presunto potere catastrofico del Triangolo delle Bermude in quanto queste formazioni si presentano anche in altre parti del pianeta: «si tratta di un fenomeno comune, che si verifica a livello globale sopra gli oceani, di solito durante la stagione fredda».
Anzi, per Paolo Attivissimo non vi è proprio «nessuna anomalia statistica o misteriosa concentrazione di incidenti aerei e naufragi nella zona».
E allora, in fondo, la domanda forse è sempre la stessa: non se l'enigma del Triangolo è stato risolto, ma se tale enigma esiste.

ANDREA MAMELI

Articolo pubblicato il 5 Novembre 2016 dal quotidiano L'Unione Sarda 
RIPRODUZIONE RISERVATA

27 ottobre 2016

Leggere di cinema, spiegare il cinema, scrivere per il cinema. Tre belle letture.

A volte i libri si svegliano dal letargo in cui li abbiamo costretti e si manifestano, come a chiederci: "Leggimi!". E se ricompaiono in gruppo è un chiaro segnale: "Leggici insieme!".
Mi è successo qualche giorno fa con Fuori il regista (David Grieco, 1979), Spiegare il cinema ai bambini (Laura Galasco, Marina Oddenino, Francesca Paraboschi, 2006) e STORY: Substance, Structure, Style and the Principles of Screenwriting (Robert McKee).
Il libro di David Grieco contiene una serie di interviste a registi raccolte nella sua lunga esperienza di critico cinematografico. Ci trovo Bertolucci che accende squarci di luce sul cinema: "Nato e cresciuto, non a caso, di pari passo con la psicoanalisi, il cinema è la materializzazione corrente di quell'inconscio collettivo che un qualsiasi «regime» ha, nel ventesimo secolo, l'«obbligo» di pilotare o, altrimenti, di distruggere. Come il sogno, il cinema è un mondo ineffabile che si sovrappone al nostro presente reale, teoricamente liberatorio rispetto a quest'ultimo se l'ispirazione poetica assolve il suo naturale compito disinibitorio, praticamente coercitivo se utilizzato quale veicolo di sopraffazione mediante coercizione."
Il manuale di Galasco, Oddenino, Paraboschi si rivolge a genitori e insegnanti e fornisce ottimi consigli per analizzare i film con i bambini, dal titolo alla narrazione alle riprese ai diversi significati che si possono cogliere attraverso la visione di una pellicola, uno strumento concredo di "pedagogia dello spirito critico".
Nel volume di Robert McKee c'è tutto il resto. Ci sono le istruzioni in sintesi come in un manuale. C'è la storia del cinema. C'è chiara, senza semplificazioni, l'idea che un film nasce da uno studio severo, da un progetto serio, da un'idea vincente. Ma STORY mostra anche il profondo amore di McKee per la scrittura e per il cinema. E lo fa spiegango la forma, non le formule per raggiungere il successo.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 27 Ottobre 2016

21 ottobre 2016

Prima che il tempo finisca (Cagliari FestivalScienza, 9 novembre 2016)

Dopo l'esperienza del 2011 (Il volo spaziale tra scienza e fantascienzaDaniele Barbieri e Andrea Mameli ritornano insieme con Prima che il tempo finisca: mercoledì 9 novembre, Sala Conferenze Exmà, Via San Lucifero, Cagliari con inizio alle 10:15 (puntuali, perché chi non arriva in tempo rischia di non trovare spazio...) per il Cagliari FestivalScienza 2016

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Orologi e viaggi temporali tra scienza e fantascienza suscitano più domande che risposte... L’homo quasi-sapiens possiede il concetto di tempo? E l’uomo ultra-sapiens potrà viaggiare nel tempo?





19 ottobre 2016

Uno studio sulle proprietà anticancerogene della mela pubblicato su Scientific Reports

Uno studio dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr), condotto in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno, fornisce alcune spiegazioni in merito alle proprietà anticancerogene della mela.
I risultati, pubblicati il 2 Agosto 2016 su Scientific Reports ("A theoretical study on predicted protein targets of apple polyphenols and possible mechanisms of chemoprevention in colorectal cancer") mostrano i meccanismi nel dettaglio : «Da diversi anni è riportato in letteratura che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale - spiega uno degli autori del lavoro: Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr - Noi abbiamo studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula».
I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela, Annurca, Red Delicious, Golden Delicious, per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti: «I polifenoli della mela ostacolano in particolare la replicazione e l'espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon, in particolare impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale - prosegue Facchiano - inoltre, abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati. L’ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi, è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci».
Ovviamente, come precisa Facchiano, sapere che un certo tipo di cellula è il bersaglio a cui mirare «è importante, ma non è sufficiente. Per avere una visione completa e mettere a punto eventuali terapie è necessario conoscere quali sono i meccanismi molecolari e quali proteine sono coinvolte».
I risultati di questo studio suggeriscono l'ipotesi che gli effetti chemio-preventivi degli estratti di mela in patologie umane, in particolare per il cancro del colon-retto, possano riguardare l'interferenza con l'attività del metabolismo e metilazione di enzimi nucleotidi, in modo analogo a quanto accade in alcune classi di farmaci antitumorali.
«Oltre che di tecniche di chimica analitica, ci siamo avvalsi di bioinformatica e simulazioni molecolari. È stato possibile riprodurre al computer un gran numero di "esperimenti" per individuare quali interazioni avvengano tra i composti antiossidanti presenti nelle mele e le proteine dell’uomo: una metodologia che offre grandi potenzialità e opportunità, tra cui quella di limitare la necessità di esperimenti di laboratorio che richiederebbero l’uso di reagenti costosi e strumentazioni complesse».