10 novembre 2017

Fisica sognante fa rima con insegnante. Federico Benuzzi a Cagliari per il FestivalScienza 2017

Federico Benuzzi è attore, giocoliere, insegnante di matematica e fisica. Al Cagliari FestivalScienza 2017 ha portato i suoi spettacoli e la sua capacità di spiegare con semplicità. Perché una delle qualità di Benuzzi è proprio questa: far divertire e poi far capire perché ci si è divertiti.
Prima con tre mattoni da giocoliere, poi con quattro, lancia, riprende, lascia cadere, raccoglie, rilancia, riprende. Scherza: "Attrito attrito delle mie brame, da cosa dipendi nel mio reame?".
E poi spiega: l'attrito è causato da microsaldature presenti fra le superfici a contatto.
La Sala delle Mura dello spazio culturale Il Ghetto è piena: non c'è una sedia libera. Studenti e professori seguono le battute dell'attore, i movimenti del giocoliere e le parole dell'insegnante.
E così le tre figure si fondono in una sola. Lui ne è consapevole e lancia alcuni messaggi nella bottiglia: galleggeranno nelle menti dei ragazzi finché sarà il momento di spaccare il vetro e leggere il contenuto.
"Quando studiate state sviluppando intelligenze per sfidare il mondo. E ricordatevi che anche le materie che non ci piacciono sono utili perché ci aiutano a capire le regole del mondo".


Il pubblico si diverte e Benuzzi alza il tiro: coinvolge alcuni ragazzi guadagnando ulteriore attenzione, in particolare quando porta in scena il suo monociclo e salta un ragazzo sdraiato a terra. Spiega l'equilibrio, mostra un video con strabilianti evoluzioni in sella al monociclo. Scherza: "Ombelico, i pugliesi lo chiamano baricentro".
Benuzzi non si limita a mostrare come sa usare bene il monociclo ma spiega con chiarezza come funziona: il pedale, la ruota, l'altezza della sella.


Poi accade qualcosa che altri, al suo posto, avrebbero fatto finta di non vedere. Un ragazzo strappa un capello a una ragazza. Benuzzi vede, si ferma, si rivolge prima al ragazzo per una breve ma intensa sgridata e poi al professore e gli chiede di allontanarlo. Il tutto dura pochi secondi. La lezione di educazione civica (quella materia introdotta nella scuola italiana da Aldo Moro nel 1958 e cancellata dalla "Riforma Gelmini" nel 2011) sarà sicuramente recepita.
Si passa poi al diablo (non dallo spagnolo diavolo ma dal greco "lanciare attraverso") e qui il palcoscenico è tutto per il giocoliere.



Ma poi il fisico si riprende la scena e spiega quali sono le regole che governano il comportamento di questa sorta di clessidra posata su una corda: regole non semplici, come non sono semplici le traiettorie e i movimenti del diablo.





Benuzzi - che illustra la fisica del diablo nel suo manuale di giocoleria in formato Kindle: "Giocolieri si diventa" - spiega chiaramente come funzionano le cose che porta sul palcoscenico e diffida dal farne un uso spericolato.
Dopo un'ora e mezza di conferenza-spettacolo o meglio di lezione-spettacolo è il momento delle domande.
Un ragazzo chiede: "cosa provi quando sei sul palco?" e lui: "mi piace quando la battuta che ho preparato fa ridere e quando il mio gesto, provato e riprovato, fa applaudire il pubblico".
Poi il ragazzo si scusa, evidentemente teme di aver posto un quesito sciocco.
E Benuzzi intuisce e risponde, forse parafrasando don Milani: "Non esistono domande sciocche, ma possono esistere risposte superficiali".

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 11 novembre 2017

Saper(e) Comunicare. Fabrizio Piredda e Andrea Mameli: la Scienza nella Pubblicità

Che rapporto c'è tra Pubblicità e Scienza?
Questa è la domanda che ci siamo posti io e Fabrizio.
E da questa domanda è nato il seminario che abbiamo proposto il 9 novembre 2017 al Cagliari FestivalScienza.
Nella sua storia la pubblicità ha sempre usato la reputazione connessa con alcune professioni o organizzazioni o categorie di pensiero, per dare forza al suo messaggio.
Nel 1938 la rivista scientifica British Medical Journal pubblicò la lettera di un lettore, intitolata “Science in Advertising”, nella quale si criticava con forza l’uso di termini medico-scientifici a scopo pubblicitario.
Chi predispone una campagna pubblicitaria ha bisogno di dare spessore al suo messaggio inserendo parole e immagini legate in grado di fornire un supporto di autorevolezza scientifica. Per evitare un uso scorretto di queste parole e di queste immagini sono state adottate regole severe: scienziati e medici ‘veri’ non potevano fare pubblicità, ma era vietato anche l’uso di camici, ambienti di lavoro, strumenti che richiamavano troppo da vicino la ricerca scientifica e il mondo scientifico e medico-sanitario. Questo costrinse i pubblicitari a rappresentare in modo creativo ciò che non era possibile mostrare direttamente. Ma non fu mai imposto alcun limite all’utilizzo della parola ‘Scienza’ o di termini scientifici.
Qualche paletto, in Italia, lo impone il decreto legislativo n. 145 del 2 agosto 2007 (emanato in attuazione dell'articolo 14 della direttiva 2005/29 della Comunità Europea che modifica la direttiva 84/450/CEE sulla pubblicità ingannevole), che definisce come pubblicità qualunque forma di messaggio che sia diffuso, nell’esercizio di una attività economica, allo scopo di promuovere la vendita o il trasferimento di beni mobili o immobili, oppure la prestazione di opere e servizi. Secondo questo decreto la Pubblicità deve essere: veritiera, riconoscibile e non ingannevole.
Il decreto legislativo 145/2007 classifica la pubblicità come ingannevole quando è in grado di indurre in errore o quando è idonea a ledere un concorrente.
La sentenza numero 5000 del 2011 del Consiglio di Stato afferma: "La pubblicità è ingannevole se induce il consumatore in errore o lo confonde influenzando la sua libera scelta".
Una pratica commerciale è scorretta quando, in contrasto con il principio della diligenza professionale, falsa o è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che raggiunge o al quale è diretta.
Le prariche scorrette fioccano. E non da oggi.
Un esempio che abbiamo portato è quello della Red Bull, condannata per pubblicità ingannevole in Usa e in Italia e per l’uso improprio di reportistica medico-scientifica a supporto dei presunti ‘benefici’ della bevanda.
Chi ha fatto causa indicava la mancanza di supporto scientifico delle affermazioni “mettere le ali” e “dare la carica” che darebbero ai consumatori l’impressione, solo apparente, di ricevere un rafforzamento psico-fisico. Nel 2009 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha definito scorretta la diffusione di un pieghevole “Red Bull – energy drink” che promuoveva il consumo della bevanda anche per fronteggiare stati di sonnolenza alla guida, utilizzando espressioni quali “il compagno di viaggio ideale per chi percorre lunghi tragitti” e “se gli occhi si chiudono e la strada verso casa sembra interminabile, è ora di ascoltare un po’ di buona musica ritmata e rinfrescare la mente con una lattina di Red Bull". L’Autorità, anche in considerazione del ravvedimento operoso del professionista, il quale aveva cessato la distribuzione dei volantini, ha applicato una sanzione amministrativa pecuniaria di 80 mila euro.
Al FestivalScienza abbiamo mostrato un altro caso in cui era coinvolta la Red Bull: dopo l'intervento dell'Autorità Garante il messaggio contenuto nel sito è stato modificato:

Un caso più recente riguarda il pronunciamento del TAR del Lazio (del 3 gennaio 2017) secondo il quale è legittimo il provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha inflitto a ditte produttrici di chewing gum una sanzione per pratica commerciale scorretta, per i messaggi promozionali incentrati sui benefici salutistici derivanti dal consumo degli stessi, specificamente per l’igiene orale e dentale: antitartaro, anticarie e antiplacca.
Messaggi che sembrano suggerire una sostanziale equivalenza dell’uso delle gomme da masticare pubblicizzate rispetto all’utilizzo dello spazzolino e del dentifricio e all’intervento del dentista, senza fornire adeguato sostegno con prove scientifiche.
Un altro esempio molto suggestivo, di cui abbiamo parlato il 9 novembre, riguarda lo spot della Land Rover in cui si parla di "una variante genetica, nota come DRD4-7R, presente in una persona su quattro, nota comunemente con il nome di Gene dell’Avventura: la variante rende le persone curiose, vogliose di andare oltre i confini e, se possibile, ancora più lontano".
Lo spot è molto bello e il gene esiste davvero, ma realtà complesse come la alla curiosità e il desiderio di avventura non si possono ridurre a un singolo gene.
Lo spiega molto bene David Dobbs in un articolo pubblicato nel 2013 su National Geographic Italia: L'inquietudine dei geni: "in effetti esiste una mutazione genetica di cui si parla spesso quando si affrontano questi temi: è una variante del gene DRD4, che serve a controllare la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto dal cervello che ha un ruolo importante nei meccanismi dell’apprendimento e della ricompensa. La variante, di cui è portatore circa il 20 per cento degli esseri umani, si chiama DRD4-7R, e diversi studi la associano alla curiosità e all’irrequietezza."

Il 9 novembre abbiamo concluso ricordando che in pubblicità è lecito avvalersi di dati scientifici solo se veritieri. Sembra banale, eppure non sempre accade.
Violare questa condotta è profondamente scorretto: si tratta di una presa in giro che in qualche caso può determinare conseguenze spiacevoli.
Chiunque può richiedere l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per segnalare casi di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette.

In fondo la pubblicità quando ci emoziona e ci tocca nel profondo può influenzare le nostre scelte. Per questo un pizzico di consapevolezza, razionale, non guasta.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 10 novembre 2017


Fabrizio Piredda e Andrea Mameli (Cagliari 9 novembre 2017)

09 novembre 2017

Pier Luigi Gaspa a Cagliari: dai fumetti a Marie Curie

Pier Luigi Gaspa, biologo prestato ai fumetti e mai restituito, è ospite del Cagliari FestivalScienza2017. Ho avuto il piacere di intervistarlo due volte: prima per Linguaggio Macchina e poi per Radio X. Ecco la prima intervista.

Gaspa, Zurru, Mameli a Radio X (9 novembre 2017). Foto: Davide Cabras

Pier Luigi Gaspa è a Cagliari. A cosa dobbiamo questa presenza?
«Sono a Cagliari perché perché sono stato invitato al FestivalScienza a presentare il mio libro "Madame Curie. Indipendenza e modernità" e ho scoperto con piacere che esiste un felicissimo connubio tra il festival della scienza e un festival del fumetto, che cerca di unire questi due modi di raccontare l'esistenza.»

Questo libro non tratta tanto la straordinaria avventura scientifica di questa donna quanto la sua esperienza umana. Perché indipendenza e modernità?
«Stiamo parlando di una donna che ha vissuto a cavallo tra due secoli durante i quali si sono stati parecchi cambiamenti ma che erano comunque indietro in parecchie cose. Indipendenza perché in quel periodo la donna di indipendenza ne aveva pochissima. Lei invece riesce a fare un sacco di cose: lavora, si sposta dalla Polonia alla Francia, si laurea in un periodo in cui le donne laureate erano pochissime, riesce a intraprendere un corso di studi che ha cambiato il nostro mondo. Perché questi studi hanno portato alla scoperta della radioattività e quindi a tutto quello che è nato in seguito. Modernità perché il suo atteggiamento verso il mondo era molto moderno e lei ha vissuto continuamente infrangendo tabù. Madame Curie è stata la prima donna a vincere un Nobel, è stata la prima donna a vincerne due, è stata la prima donna a insegnare alla Sorhona, violando una serie di preconcetti che erano tipici dell'epoca».

Come evolve il fumetto in relazione alla comunicazione della scienza?
«I fumetti, come altri medium dell'immagine, sono delle spungne: assorbono quelli che sono gli umori dell'epoca e li ritrasmettono sotto forme diverse. La scienza sì può raccontare con i fumetti per la loro immediatezza nel rappresentare concetti e personaggi. Il concetto scientifico trasmesso per mezzo dei fumetti viene veicolato meglio perché questo abbatte le difese. Esiste un autore che vi posso consigliare: Keno Don Hugo Rosa, noto Don Rosa (Zio Paperone: L'incerdibile avaro minuaturizzato; Sistema Solare in Zio Paperone: L'attacco delle orribili creature spaziali)».

Ed ecco la seconda intervista (alla quale si riferisce la foto pubblicata sopra):
150 anni di modernità: intervista radiofonica a Pier Luigi Gaspa e Alessia Zurru (Radio X, 9 novembre 2017)

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 9 novembre 2017

Anche fumetti al Cagliari FestivalScienza (4 novembre 2008)
 
Viva la scienza che vive tra le nuvole (L'Unione Sarda, 12 maggio 2008)

Il mondo scientifico di Don Rosa (Gianluigi Filippelli, 14 ottobre 2012)

06 novembre 2017

Lucca Comics & Games 2017: la fantasia al potere

Non è facile descrivere una grande manifestazione (240 mila biglietti venduti in cinque giorni), che è contemporaneamente una festa, una gigantesca mostra interattiva e un'occasione (spesso unica) per sentire dal vivo una varietà di autori di altissimo livello, da Robert Kirkman (The walking dead) a Licia Troisi. In una parola un grosso evento culturale. Ho detto culturale?
Sì, ne sono sono convinto: Lucca Comics & Games è un evento culturale.
Perché Cultura - come ha scritto Giacomo Brunoro su Sugarpulp Magazine il 4 novembre 2013- «è anche il giocare, Cultura è riflessione consapevole sul mondo, Cultura è una visione che unisce passato, presente e futuro, Cultura è evoluzione, Cultura è divertimento, Cultura è anche un disegnatore che passa le sue giornate ad incontrare i suoi lettori e a disegnare per loro, Cultura è un bagaglio di esperienze, di saperi e di conoscenze che vengono condivise, è un flusso continuo e vivo di energie, di persone, di vitalità.»
Di sicuro posso testimoniare tre cose: il clima sereno (mai vista tanta gente allegra tutta insieme), l'organizzazione impeccabile (tutto sembra pensato con cura), la ricchezza della proposta (mostre da vedere, seminari da ascoltare, videogame da provare, cosplay da esibire).
Ma c'è un altro aspetto che vorrei evidenziare: la qualità del pubblico. E non solo, come scrivevo prima, per la sua allegria. Per me la qualità del pubblico la esprime anche la sua capacità di assorbire un grande numero di fasce d'età, con proposte diversificate.
Inoltre quello di Lucca mi sembra l'unico festival italiano autenticamente internazionale e realmente multimediale (dove con multimediale intendo una molteplicità di mezzi espressivi che raramente si incontra altrove).
La 51ª edizione di Lucca Comics & Games sarà ricordata anche per l'annuncio, da parte del Comune di Lucca e della società che organizza l'evento (Lucca Crea srl), del Lucca Expo Comics Museum: un nuovissimo museo del fumetto che sarà anche un luogo di sviluppo della creatività
Per la realizzazione di questo progetto l’amministrazione comunale può contare su 7 milioni di euro per realizzare un progetto si sviluppa attorno alle esposizioni (permanenti e temporanee), uno spazio autori, un’area di lavoro attrezzata, una foresteria e uno spazio di aggregazione accessibile anche senza biglietto.
E pensare che tutto è nato (come me) nel 1965, con il Salone internazionale dei comics, del cinema d’animazione e dell’illustrazione (prima a Bordighera e un anno dopo a Lucca.
Oggi Lucca Comics and Games, per impatto economico, presenze e biglietti venduti (56 milioni di euro solo da questa voce, nel 2016, contando vitto, alloggio, acquisti all'interno e all'esterno) è una delle principali manifestazioni europee dell’intrattenimento.
Intanto si pensa già al futuro: sono pronte le date per l'edizione 52, da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre 2018.  



Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 6 novembre 2017

29 ottobre 2017

Con Gianni Morandi, sull'Isola di Pietro

L'isola di Pietro, terza puntata (Canale 5, ottobre 2017)
Oggi va in onda l'ultima puntata della serie tv nella quale ho avuto l'onore di lavorare: L'isola di Pietro.
Gianni Morandi alla festa del primo ciak (sett. 2016)
Ricordo nitidamente l'annuncio del casting ("Si cercano attori e comparse in Sardegna per una nuova serie televisiva prodotta da Lux Vide Spa"), il provino del luglio 2016 (nella sede di Mommotty a Cagliari) e la telefonata di Laura Biagini (il 4 agosto): "Siediti che ti devo dare una notizia importante. Sei stato scelto!"...
Poco più di un mese dopo ero a Roma, convocato dalla Lux Vide per provare i vestiti di scena.
Poi, tra settembre e ottobre 2016, una serie di chiamate per le riprese, soprattutto sull'Isola di San Pietro (un luogo incantato, di cui mi sono innamorato a 13 anni e non ho mai smesso di amare).
Così ho avuto il privilegio di lavorare accanto a una grandissima attrice, Maria Rosaria Russo. E ho avuto il piacere di scoprire la professionalità, la simpatia e la positività di Cristian Cocco.
Ma la sorpresa più grande di tutta questa storia è stata trovarmi a lavorare sul set insieme a Gianni Morandi. Non me lo sarei mai immaginato. E invece è successo.
Indimenticabile.

Andrea Mameli, 29 ottobre 2017

P. S. Con Luisa Massidda, Infermiera Maria nella serie, abbiamo discusso a lungo della grande opportunità che ci è capitata con L'isola di Pietro. Per entrambi la recitazione non è l'attività principale, quindi esserci aveva un sapore particolare.




L'isola di Pietro. Set della quarta puntata. Spiaggia La Bobba, ott. 2016. Foto: Fabrizio De Blasio
L'isola di Pietro. Quarta puntata.
L'isola di Pietro. Quarta puntata.

28 ottobre 2017

Laboratorio di cucina sostenibile per bambini da 3 a 6 anni. ExMà Cagliari 29 ottobre

ExMà (Exhibiting and Moving Arts, Via San Lucifero 71, Cagliari) nell'ambito del ciclo Cervello che pensa, cervello che fa: Laboratorio di Cucina Sostenibile per bambini da 3 a 6 anni, Domenica 29 ottobre 2017.
Il laboratorio sarà condotto da Raffaelangela Pani (Scuola di Pasta) che insegnerà a preparare la pasta semplice a partire da due soli ingredienti: acqua e semola di grano duro.
Contemporaneamente verrà illustrato il funzionamento del forno solare "Mameli I", con una dimostrazione di cottura.

P.S. Il 29 ottobre il forno solare ha svolto egregiamente 
il suo compito, cuocendo i culurgionis con l'energia del sole
Culurgionis solari all'ExMà (Andrea Mameli)


Forno solare all'ExMà (Andrea Mameli)
Forno solare all'ExMà (Andrea Mameli)
La temperatura raggiunta all'interno del forno solare durante la dimostrazione all'ExMà (Andrea Mameli)

25 ottobre 2017

Gli spettacoli del Cagliari FestivalScienza 2017

Gli spettacoli del Cagliari FestivalScienza 2017:
  • l'8 novembre alle 12:00 e alle 15:00 Exmà (Foyer) Via S. Lucifero 71, Cagliari va in scena lo spettacolo: “Show food: quale sarà la nostra alimentazione nel futuro?”, di Pina Rosa e Lina Deplano con gli allievi del Liceo Pitagora di Selargius e i ragazzi extracomunitari seguiti dal COSAS (Comitato Sardo di Solidarietà). Età: 11 - 15 anni.
  • il 9 novembre alle 11:00 e alle 19:00 Teatro Massimo, Viale Trento 9 a Cagliari, spettacolo: “Scrivere il Futuro” uno spettacolo di Teatro Scienza e Nuove Tecnologie “Compagnia Kyber Teatro”.
  • il 9 novembre alle 11:45 e alle 15:00 Il Ghetto (Sala delle Mura) Via Santa Croce 18 a Cagliari: “Dr. Molecula: Magic or Science?”, spettacolo (in lingua inglese) a cura di Ori Weyl (Israeli artist).
  • il 10 novembre alle 11:00 Teatro Massimo, Viale Trento 9 a Cagliari, spettacolo: “STARLIGHT settemillimetridiuniverso”, di e con Filippo Tognazzo prodotto da Zelda Teatro in collaborazione con l’INAF.
  • il 10 novembre alle 12:00 e alle 15:00 ExMà (Sala conferenze) Via S. Lucifero 71 a Cagliari, lo spettacolo: “Macramè” Pièce teatrale curata da M. Bonaria Zandara (ANISN Sardegna), Alessandro Gervasi e Marina Floris, Istituto Comprensivo di Dolianova. Per tutti.
  • il 18 novembre alle 11:30 al Teatro Eliseo di Nuoro, in collaborazione con Sardegna Teatro, conferenza dal titolo Vampiri, fantasmi e mutanti, le metafore per parlare del neutrino

24 ottobre 2017

Alcune immagini della conferenza stampa di presentazione del Cagliari FestivalScienza 2017

Oggi alla MEM di Cagliari è stata presentata la decima edizione del Cagliari FestivalScienza 2017
#Scienzafutura Giuseppe Dessena (Assessore Regionale Pubblica Istruzione)
#Scienzafutura intervento di Paolo Frau (Assessore Comunale alla Cultura)
#Scienzafutura intervento di Carla Romagnino (Presidente comitato organizzatore)


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 ottobre 2017


FestivalScienza Cagliari 2017. Conferenza stampa: 24 ottobre 2017

Si sviluppa intorno al binomio Scienza Futura la decima edizione del Cagliari FestivalScienza attraverso un ricco programma, fatto di conferenze, presentazioni di libri, spettacoli, letture, laboratori, percorsi espositivi, botanici, naturalistici e scientifico-tecnologici. Dopo l'edizione cagliaritana (7-12 novembre), il festival prosegue per il terzo anno consecutivo a Oliena (da 22 al 24 novembre), a Oristano, per la sua seconda edizione (dal 29 novembre al 2 dicembre) e per la prima volta a Iglesias (dal 30 novembre al 2 dicembre).
La conferenza stampa del Cagliari FestivalScienza è in programma oggi, 24 ottobre, alla MEM di Cagliari con inizio alle 10:00.
Intervengono Carla Romagnino, presidente dell'Associazione Scienza Società Scienza e Paolo Frau, Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari.
#Scienzafutura
#cagliariscienza17


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 ottobre 2017