23 luglio 2016

Da solo intorno al mondo su una barca a vela di 12 metri: la nuova impresa di Gaetano Mura

Partirà fra tre mesi la nuova impresa di Gaetano Mura: il giro del mondo in barca a vela senza assistenza e senza scalo. Un viaggio in solitaria che durerà 4 mesi e non sarà solo una sfida sportiva: servirà anche a studiare le reazioni dell'organismo umano alle condizioni ambientali tipiche di questo genere di impresa e agli innumerevoli. I contenuti dell'impresa saranno annunciati Lunedì 25 Luglio nella sede dell'Agenzia Nazionale per il Turismo (ENIT) a Roma. Alla conferenza stampa, insieme a Gaetano Mura (testimonial della Regione Autonoma della Sardegna), parteciperanno il direttore generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Francesco Palumbo, il direttore dell'Enit Gianni Bastianelli, l'assessore al turismo della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Morandi, l'assessore all'Igiene e Sanità della Regione Autonoma della Sardegna Luigi Benedetto Arru e l'antropologa dello IED di Cagliari Alessandra Guigoni.

Lo skippper di Cala Gonone non è nuovo a questo genere di imprese, ma ogni traversa è una nuova storia.

21 luglio 2016

Medicina, giornali e social media. Appunti sparsi e link utili

Nel 2003 l'American Journal of Medicine ha pubblicato uno studio dal titolo Translation of highly promising basic science research into clinical applications in cui si mostrava la sorte di terapie o tecnologie mediche molto promettenti contenute in 101 articoli pubblicati fra il 1979 e il 1983 in 6 riviste scientifice internazionali: solo 5 prodotti farmaceutici sono arrivati al mercato. E solo un farmaco era ampiamente utilizzato al momento della pubblicazione della ricerca.

Nel 2014 l'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato Non ho nulla da perdere a provarlo. Cure “miracolose”: guida per il paziente (tradotta dall'originale del 2013 “I’ve Got Nothing To Lose By Trying It”, Sense About Science).

Nel sito partecipasalute.it ha reso disponibile il Generatore di Comunicati Stampa di ambito sanitario.
Il generatore si basa su un semplice assunto: i comunicati stampa sono uno degli strumenti più comuni attraverso cui i mass media ricevono le informazioni e il loro schema spesso si articola secondo uno schema dettato dalle regole del marketing. La struttura dei comunicati viene poi trasferita, spesso in modo acritico, all'articolo giornalistico o al materiale informativo che giunge infine al cittadino. I comunicati di questo genere si articolano tutti secondo uno medesimo schema:
1° ingigantire il problema affermando che tocca milioni di persone per lo più inconsapevoli;
2° suscitare timori inducendo a credere che i rischi siano gravi, soprattutto se non si interviene tempestivamente;
3° indurre asostenere esami e visite per creare potenziali malati/clienti;
4° banalizzare la soluzione, sostenendo che un nuovo prodotto è in grado di risolvere facilmente il problema.


20 luglio 2016

com.unica senza frontiere 7 - La Comunicazione Utile. Salute, Cultura, Innovazione. Cagliari, 21 Luglio 2016

Il corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Cagliari organizza una giornata di confronto tra docenti, esperti e studenti.
Giovedì 21 luglio (dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00) aula magna Motzo (Sa Duchessa, via Is Mirrionis 1, Cagliari).
Al dibattito partecipano Andrea Volterrani (sociologo), Oreste Gentilini (medico-oncologo), Alessandro Lovari (sociologo), Andrea Mameli (comunicatore scientifico), Francesco Birocchi (presidente Ordine giornalisti Sardegna), Alessandra Guigoni (antropologa), Enrico Cicalò (architetto).
La seconda sessione verte su Comunicazione pubblica e innovazione. Dalle nuove tecnologie ai media digitali specie nella valorizzazione dei beni culturali, comunicazione pubblica e didattica. In scaletta interventi di, tra gli altri, Fabrizio Frongia (presidente associazione Imago Mundi), Alice Soru (Open Campus), Riccardo Porcu (direzione comunicazione Regione Sardegna), Franca Tuveri (assessore cultura Guspini), Vito Biolchini (blogger).
Direzione scientifica: Elisabetta Gola, Emiliano Ilardi, Valentina Favrin.
Hashtag: #‎csf7‬



19 luglio 2016

Radio telescopio sardo "vede" un buco nero (L'Unione Sarda, 14 Luglio 2016)

Il gigante di Pranu Sanguni ha aperto gli occhi. E quello che ha visto ha permesso a un gruppo di ricercatori sardi di realizzare uno studio di grande importanza. La ricerca, la prima basata su dati ottenuti nella cosiddetta banda C dal Sardinia Radio Telescope, meglio noto come SRT, è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale “Montly Notices of the Royal Astronomical Society”. Il radio telescopio sardo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che sorge nella spianata di Pranu Sanguni, territorio di San Basilio, a 35 chilometri da Cagliari, ha fornito l'immagine inedita di un buco nero distante da noi 300 milioni di anni luce che avanza velocemente verso il centro di un ammasso di galassie noto come 3C129. I ricercatori sardi, guidati dall’astrofisico Matteo Murgia, hanno ottenuto immagini radio dalle quali si nota che il buco nero cresce, a spese del materiale che lo circonda. Ma rispetto all’immagine classica del black hole che risucchia tutto quello che ha intorno, qui c’è qualcosa di particolare: il materiale non precipita nel buco nero ma viene espulso in due getti di plasma. A Matteo Murgia, primo autore dello studio, abbiamo chiesto di illustrare il valore scientifico della scoperta: «Per testare SRT in maniera da esaltare le sue qualità abbiamo individuato un buco nero e ne abbiamo analizzato la struttura e abbiamo scoperto che si muove formando una lunga scia composta da un plasma di elettroni ad altissima energia miscelato con un campo magnetico. SRT ci ha consentito di assegnare un'età a ogni punto del plasma e grazie all’età abbiamo ricavato la velocità. Abbiamo rilevato che il gas caldissimo che circonda il buco nero si muove a 6 milioni di chilometri orari. Di fronte alla galassia è presente un'onda d'urto, simile a quella che si vede nelle foto ad alta velocità dei proiettili. E con nostra grande sopresa abbiamo constatato che la velocità da noi misurata è esattamente quella che era stata precedentemente teorizzata per giustificare la presenza dell’onda d’urto.»
Quali sono le caratteristiche più importanti del Sardinia Radio Telescope messe in luce da questo studio?
«Grazie a SRT possiamo osservare il cielo in luce polarizzata: la polarizzazione ci fornisce indicazioni sull'orientamento dei campi magnetici per questi oggetti. La polarizzazione vicino al buco nero è molto debole, ma vicino alla coda raggiunge valori enormi, segno che il campo magnetico è molto ordinato. In genere la polarizzazione è sempre l'ultimo e più difficile passo nella predisposizione di un radiotelescopio: SRT è pronto a produrre la scienza di punta per la quale è stato costruito.»
Quali sensazioni ha provato realizzando questo studio?
«Un'emozione fortissima. Non solo perché ho partecipato alla costruzione dell'elettronica di acquisizione e alla presa dei dati, ma anche perché ho seguito SRT fin dalla sua gestazione. Per me è un privilegio enorme. Ora mi sento portavoce di un numero enorme di persone: astronomi, tecnici, peronale amministrativo.»
Anche l’astrofisico Nichi D'Amico, attuale presidente dell’INAF, già direttore per 8 anni dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari e responsabile del progetto SRT fino all’anno scorso, non nasconde i sentimenti che sta provando in questo momento:
«Una grande emozione, ma sopratutto una grande riconoscenza per questi giovani che hanno raccolto il testimone di un’impresa appassionata e stanno lanciando con successo SRT nel circuito internazionale. Questi primi studi sono il risultato dello sviluppo di strumentazione accessoria di avanguardia, reso possibile grazie a un finanziamento "TENDER" della Regione Sardegna e grazie allo sviluppo dei laboratori spacialistici che la Regione ha promosso con grande determinazione.»
Cosa significa il Sardinia Radio Telescope per l’INAF?
«SRT è uno dei più grandi investivementi in conto capitale mai fatto dall'INAF e si trova in una regione molto motivata a crescere proprio nel settore dello sviluppo scientifico e tecnologico. Risultati come questo indicano una grande capacità del territorio di capitalizzare l’investimento.»
ANDREA MAMELI
L'Unione Sarda, 14 Luglio 2016


La galassia 3C129 in luce polarizzata ottenuta con SRT (la lunghezza dei segmenti bianchi fornisce una misura della percentuale di polarizzazione)



05 luglio 2016

Ecco spuntare "Alone 22" l'arcobaleno del Sole

Ieri mattina i cieli del Nord Sardegna hanno riservato una sorpresa: un grande anello di luce intorno al Sole. Il nome del fenomeno sembra il titolo di un libro di fantascienza (“Alone 22”) me in realtà non c’è niente di particolarmente eccezionale: «Non sono fenomeni comunissimi ma neanche tanto rari – spiega Manuel Floris, astrofisico, direttore del Planerario L’Unione Sarda – e sono causati dai cristalli di ghiaccio contenuti nei cirri: le nubi che si formano tra 7 e 9 chilometri di altezza da terra. Quando la luce li attraversa viene deviata per il fenomeno della rifrazione».
La rifrazione si manifesta quando la luce attraversa in sequenza sostanze diverse o per meglio dire “a diverso indice di rifrazione” e determina la proiezione dei colori a diversi angoli, come avviene nell’arcobaleno o nelle bande colorate che fuoriescono da un prisma di vetro.
«I cristalli di ghiaccio presenti nei cirri hanno forma esagonale – prosegue Floris – e a volte possono dare origine a un fenomeno ancora più raro: il doppio sole, detto anche “cani del sole”. In questo caso la rifrazione aggiunge due false immagini della nostra stella».
Si vede solo intorno al Sole?
«Lo stesso fenomeno si può osservare, ma più raramente, anche intorno alla Luna. In questo caso l’alone è più debole e quindi si nota con più difficoltà. Recentemente il fenomeno degli aloni intorno alla Luna è stato osservato a Cagliari nella notte di Natale e nella notte di Santo Stefano».
Il fenomeno è solo suggestivo?
«No: sapendo che gli aloni precedono l’arrivo di un fronte caldo di circa 500-800 chilometri rivestivano un ruolo significativo nelle previsioni del tempo, prima dell’avvento dei satelliti e della meteorologia moderna».
Se osservato con attenzione il fenomeno degli aloni, chiamato anche "Cerchio Parelico" o “Archi di ghiaccio” o “Aureole”, rivela altre particolarità. Nei colori e nelle forme. L’anello appare bianco intenso al centro, violetto all'esterno e rosso all'interno. Inoltre la porzione di cielo interna all'alone appare leggermente più scura di quella esterna.
L’alone più comune ha un raggio di apertura di 22 gradi (ecco spiegato il nome di “Alone 22”) e la sua origine è la rifrazione della luce che colpisce i cristalli perpendicolarmente. In casi rari si può manifestare un secondo alone e questo avviene quando la luce colpisce i cristalli parallelamente.
È tutta questione di come la luce colpisce i cristalli di ghiaccio: non ci sono significati soprannaturali. Forse qualche fenomeno inspiegabile, classificato come “suggestione collettiva”, potrebbe essere spiegato con gli aloni? E quanti presunti “UFO” erano in realtà gli effetti dei cristalli di ghiaccio? Sicuramente è stato così in Sudafrica, con il cosiddetto “Ufo di Johannesburg” del Novembre 2010. O il grande anello luminoso fotografato in Svezia, intorno al Sole, il 25 Aprile 2014. Forse anche la scia di fuoco accanto al Sole che Antonello Venditti giura di aver visto nel 1960. E forse, continuando di questo passo, gli aloni solari potrebbero dare una spiegazione razionale anche a Cicerone: “non sono pochi né sciocchi coloro che dicono di aver visto due soli” (De re publica, Liber Primus).
Andrea Mameli
articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda il 5 Luglio 2016 a pagina 34
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12 giugno 2016

Guido Tonelli e gli studenti di Sassari, in perenne equilibrio tra rigore e semplificazione

Catturare l'attenzione del pubblico in eventi di comunicazione della scienza rivolti a persone sicuramente interessate, come accade nei festival o nei seminari a ingresso libero, è relativamente semplice.
Quando invece la scienza viene comunicata a gruppi persone che sono qualche modo obbligate a partecipare allora la sfida si fa decisamente più intensa.
Ecco perché apprezzo molto iniziative come quella che ho avuto il piacere e l'onore di vivere il 7 Giugno a Sassari: l'incontro pubblico tra il fisico Guido Tonelli e gli studenti e i docenti dell'Istituto tecnico agrario Pellegrini e di altre scuole di Sassari: un Istituto tecnico professionale per l'agricoltura e l'artigianato, un Istituto tecnico per ragionieri, un liceo scientifico, un liceo classico e un liceo artistico.

Io apprezzo molto anche questa varietà di provenienze: sono convinto che tutti i cittadini di domani (intendendo gli studenti non ancora maggiorenni) devono potersi confrontare con la scienza.
Anche con quella che non studiano a scuola.
L'Auditorium della Provincia di Sassari poco prima dell'inizio.
In questo genere di incontri la varietà di provenienza scolastica dovrebbe essere la normalità.
E devo dire che le risposte che Tonelli ha fornito alle mie domande (quando e perché ha deciso di studiare fisica? cosa è stato più utile alla sua carriera di studente? che tipo di emozioni si provano nella scoperta scientifica?) e soprattutto alle questioni sollevate dai ragazzi e dai loro insegnanti (cosa sono i buchi neri? che cosa è la materia oscura? lo Stato investe a sufficienza nella ricerca scientifica? cosa può aver dato origine al big bang? esistono altri universi?) sono state molto chiare e hanno realmente catturato l'attenzione di tutti i presenti. E ha riportato sempre il discorso al concreto delle cose.
"Se avete un'idea della fisica come di una cosa astratta siete fuori strada: si tratta di una cosa estremamente concreta!"
Tonelli a Sassari
Ho visto che Tonelli si muove con invidiabile disinvoltura su quel sottile crinale che separa il rigore scientifico dall'eccessiva semplificazione: cerca sempre di fare qualche esempio per spiegare i concetti senza mai cadere nella tentazione di alleggerire troppo.
Mantenere l'equilibrio in queste situazioni non è per niente facile e devo dire che Tonelli ci riesce molto bene.
Estremamente interessante anche il seminario che il professore dell'Università di Pisa e ricercatore del CERN e dell'INFN ha tenuto nella parte centrale dell'incontro.
Il titolo del seminario "La nascita imperfetta delle cose" (che coincide con il titolo dell'ultimo libro di Tonelli, presentato a Sassari il pomeriggio dello stesso giorno) fa riferimento a quanto accaduto un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang: in uno stato di equilibrio tra materia e antimateria il bosone di Higgs ha scelto la materia al posto dell’antimateria e in quel momento si è delineato il mondo che abbiamo sotto gli occhi.
Tonelli ha poi presentato una meticolosa rassegna delle principali sfide scientifiche tuttora aperte, evidenziando la nostra gigantesca ignoranza rispetto alla complessità: conosciamo una piccolissima parte dell'universo.
  • Inflazione ("quella folgorante espansione dell'universo iniziata 13,8 miliardi di anni fa"). 
  • Materia Oscura ("sappiamo che contribuisce per circa un quarto alla massa totale dell'Universo, ma non sappiamo assolutamente come è fatta"). 
  • Energia Oscura (prevista da Albert Einstein nel 1916).

Le domande non finiscono mai
All'evento, organizzato dall'Istituto Tecnico Agrario Pellegrini, hanno partecipato almeno 200
persone. Cosa resterà nelle loro menti? Sicuramente una parte dei concetti illustrati da Tonelli non se andrà via molto facilmente, ma altrettanto sicuramente alcuni degli argomenti brillantemente spiegati dallo scienziato toscano avranno bisogno di qualche approfondimento.
In fondo la bellezza di simili incontri è anche questa: non sappiamo quali contenuti possano trovare immediato appiglio nella mente di chi ascolta, ma possiamo provare a percepire il grado di attenzione delle persone, ovviamente se non fingono troppo.
Ho avuto modo di apprezzare la rara dote di Guido Tonelli di esprimersi con adeguata semplicità anche dopo il seminario: quando alcuni studenti si avvicinavano e ponevano domande che forse non avevano avuto il coraggio di porre in pubblico.
A tavola, per rispondere alla domanda di una giovane commensale, Tonelli ha provato a spiegare il significato dei cosiddetti “worm-holes” con un tovagliolo di carta: "si tratta di anomalie dello spazio tempo che sono annunciate dalla teoria e che prevederebbero la possibilità di costituire una specie di scorciatoia per collegare due punti dell’universo molto distanti fra loro. Purtroppo la teoria prevede che siano strutture molto volatili, che si formano ed evaporano in una frazione di secondo e quindi, se la teoria è corretta non sarebbero adatte a permetterci di viaggiare su grandi distanze. In ogni caso, ora che siamo in grado di rivelare onde gravitazionali, il giorno in cui la sensibilità degli strumenti sia adeguata uno può pensare di utilizzare la propagazione delle onde gravitazionali per cercare queste anomalie dello spazio-tempo. Fantascienza ma non troppo."

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 12 Giugno 2016



06 giugno 2016

Guido Tonelli a Sassari il 7 Giugno #TonelliSassari

Domani, 7 Giugno, avrò il piacere di rivedere Guido Tonelli, fisico del CERN e dell'INFN. E avrò il piacere di presentarlo agli studenti dell'Istituto Tecnico Agrario e dell'Istituto Professionale Industria e Artigianato e dell'Istituto d'Istruzione Superiore "N. Pellegrini" di Sassari.

Tonelli parlerà del Bosone di Higgs e delle Onde gravitazionali e presenterà il suo libro "La natura imperfetta delle cose".

Appuntamento alle 10:30 nell'Auditorium di Via Monte Grappa (Sassari).
 
L’intero seminario sarà trasmesso sul canale 622 del digitale terrestre Sassari.tv e i ragazzi potranno porre domande dal vivo o via twitter: #TonelliSassari
 
Guido Tonelli è Professore ordinario di Fisica Generale all'Università di Pisa e Ricercatore associato all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN); è stato professore all’Università di Sassari; ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali; ha condotto ricerche in fisica delle particelle elementari; ha svolto esperimenti al CERN e al Fermilab; è autore di oltre 800 pubblicazioni scientifiche; è stato Coordinatore internazionale dell'esperimento CMS nel 2010 e 2011, diventando uno dei principali protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che gioca un ruolo fondamentale nella formazione dell’Universo.


Guido Tonelli a Sassari, la fisica del futuro spiegata ai ragazzi



31 maggio 2016

Premio Romeo Bassoli 2016. Borsa per comunicazione istituzionale e divulgazione scientifica

BORSA DI STUDIO "ROMEO BASSOLI" SUL TEMA DELLA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E DELLA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA. Concorso per ii conferirnento di n. 1 borsa di studio. Scadenza: 18 Giugno 2016.

Per la partecipazione al concorso sono richiesti:
a) ii possesso della laurea di primo livello ai sensi del D.M. 270/2004 oppure ii possesso della laurea vecchio ordinamento o delle lauree specialistiche o delle lauree magistrali in tutte le classi equiparate ai sensi del decreto interministeriale del 9 luglio 2009 secondo la tabella allegata al decreto stesso;
b) ii possesso del Master in Comunicazione della Scienza conseguito da non pill di 3 anni dalla data di scadenza del bando;
c) il titolo di studio deve essere conseguito presso Università o Istituti Superiori italiani o presso Università o Istituti Superiori stranieri. Ne! caso in cui il titolo di studio richiesto per l'ammissione al concorso sia stato conseguito all'estero, deve essere presentata una documentazione dettagliata de! percorso formativo per consentire al Direttore Generale dell'Amministrazione Centrale la dichiarazione di equivalenza, ai soli e limitati fini della partecipazione al suddetto concorso.
L'assunzione del borsista dovrà in ogni caso avvenire entro la data del 31 dicembre 2016.


Romeo Bassoli: il mio piccolo ricordo di una grande persona

29 maggio 2016

Incontrare l'arte e incontrarsi. L'esperienza del MOMA modello per l'accoglienza di malati di Alzheimer

Dal 2007 al 2014 il Museum of Modern Art di New York ha sviluppato un'articolata serie di interventi in favore delle persone affette da demenza, in particolare il progetto "Meet me at Moma": visite per piccoli gruppi dedicata a sei opere scelte all'interno di uno specifico tema. La parte principale dell’incontro consiste in una conversazione di gruppo a partire da alcune domande poste dalla guida. L’incontro ravvicinato con le opere (visivo e tattile) e il coinvolgimento attivo dei visitatori possono permettere di costruire connessioni di senso fra le storie personali dei visitatori e le opere, recuperare esperienze personali e accedere alla memoria a lungo termine, vivere esperienze  di senso che possono favorire la crescita personale e il rafforzamento della relazione con la persona accompagnatrice.
Con l'aiuto di artisti e personale medico il MOMA è riuscito nell'obiettivo di rendere l'arte realmente accessibile e da anni l’esperienza del MoMA costituisce un modello per molti musei nel mondo. Come ad esempio l'iniziativa intrapresa a partire dal 2011 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, “La Memoria del bello”, un progetto di visite guidate per malati di Alzheimer e accompagnatori.



Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 29 Maggio 2016

28 maggio 2016

A case study of an inclusive Museum: the National Archaeological Museum of Cagliari becomes "Liquid" (Anna Maria Marras, Maria Gerolama Messina, Donatella Mureddu and Elena Romoli)

A case study of an inclusive Museum: the National Archaeological Museum of Cagliari becomes "Liquid" (Anna Maria Marras, Maria Gerolama Messina, Donatella Mureddu and Elena Romoli) in: Cultural Heritage in a Changing World – the RICHES book


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