31 dicembre 2016

Inflazione di auguri: ipocrisia acuta o sincero bisogno di condividere sentimenti?

Fino a 20 anni fa in occasione delle feste di Natale ricevevo lettere e cartoline augurali. Da qualche tempo il lavoro del postino, almeno da queste parti, si è notevolmente ridotto (tra il 2010 e il 2015 il volume di corrispondenza postale in Italia è calato del 39%); qualche giorno fa ho ricevuto l'unica lettera di auguri, proveniva dagli USA.
Non è che lo scambio sia diminuito, anzi. E-mail, Facebook, Twitter, WhatsApp e all'nossidabile SMS, si assiste a un proliferare di auguri, greetings, happy e merry... Solo che la maggior parte di queste comunicazioni non è diretta a una persona ma è collettiva. Spesso sono auguri sparati nel mucchio, facilitati anche dalla semplicità: non ci sono lettere da scrivere a mano, affrancare e imbucare. O lanciati compulsivamente come quelli che si scambiano nei negozi, negli uffici, nelle scuole: dire auguri o, peggio, "auguroni" (!) non costa niente.
Attacchi di ipocrisia acuta o sincero bisogno di condividere sentimenti?
Ovviamente dipende dai casi.
Vediamo se qualche ricerca sul tema può aiutarci a capire qualcosa.

Secondo gli antropologi Robin Hill (Università di Durham) e Robin Dunbar (Oxford) la spedizione degli auguri per posta è ancora l'unico indicatore valido per misurare la reale volontà di restare in contatto con le persone care.
Hill R., Dunbar R.,  Social Networks Size in Humans, Human Nature, Vol. 14, No. 1, pp. 53-72.

Nel 1976 Phillip R. Kunz e Michael Woolcott studiarono i comportamenti sociali legati agli auguri di Natale inviando cartoline augurali a 578 sconosciuti pescati sull’elenco telefonico. I due ricercatori riscontrarono che i loro auguri venivano contraccambiati più spesso di quanto si aspettavano e conclusero che il comportamento osservato fosse funzionale al mantenimento di una coesione sociale formale. Il 20% di coloro che risposero non si informarono sull'identità del mittente.
Kunz, P.R. e . Woolcott, M., Season's greetings: From my status to yours, Social Science Research, Vol 5, 3, Sep, 1976. pp. 269-278.

Nel 1999 Karen Fingerman e Patricia Griffiths analizzarono il comportamento di un gruppo di 87 persone di età compresa tra 24 e 87 anni per studiare la qualità dei biglietti d’auguri ricevuti e corrisposti in occasione delle festività. I risultati della ricerca indicano che gli auguri di Natale rappresentano una convenzione sociale con funzioni e scopi differenti a seconda dei destinatari e dell’età anagrafica delle persone.
Fingerman, K.L., et.al., Season's greetings: Adults' social contacts at the holiday season, Psychology and Aging, Vol 14, 2, Jun, 1999. pp. 192-205.

Non ho trovato quello che cercavo. Continuerò a cercare. Per ora ho confermato la mia convinzione: gli auguri possono essere sinceri o del tutto finti, possono essere frutto di sentimenti sinceri o di atteggiamenti stereotipati. Dipende dai casi.

Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina
31 Dicembre 2016


25 dicembre 2016

L'eredità di Fabrizia, Fräulein F.

Fabrizia Di Lorenzo su Twitter aveva scelto di chiamarsi Fräulein F. (Signorina F.) e il suo account era @bizia: personaggio dell'Eneide che muore trafitto da una falarica (giavellotto). Sono andato a guardare i suoi ultimi tweet e ho trovato una bella intervista a Zigmunt Bauman, dalla quale è partita la riflessione che riporto qui sotto.





Fabrizia con questo ci ricorda almeno tre cose importanti:
  1. nessuno di noi può sapere quando non potrà più accedere ai propri account: potrebbe capitare in qualsiasi momento; e in alcuni casi quello che lasciamo scritto, gli articoli che condividiamo, le foto, le citazioni, tutto può costituire in qualche modo un'eredità per gli altri, come nel caso di Fabrizia (o essere dimenticato, come in molti altri casi); io questo lo prendo come un avvertimento: stai attento a quello che posti sui social;
  2. nessuno di noi può sapere che fine faranno i propri scritti sui social (potranno essere citati, commentati, condivisi, twittati e ritwittati): così come Maria Serena Natale, la giornalista che ha firmato l'intervista twittata da Fabrizia Di Lorenzo il 25 Marzo 2016; anche questo lo prendo come un avvertimento: stai attento a quello che scrivi (sul tuo blog o sui giornali con i quali collabori); ringrazio Fabrizia anche per questo;
  3. Zigmund Bauman nell'intervista di Maria Serena Natale sostiene esattamente quello che penso, (ovviamente in maniera più precisa e circostanziata di come potrei fare io); non avevo letto l'intervista e ringrazio Fabrizia per avermi offerto l'occasione di leggerla (anche se avrei preferito farlo in altre circostanze).

Grazie Fabrizia. Vorrei un'Europa piena di persone come te.


Nell'intervista di Maria Serena Natale, pubblicata sul Corriere della Sera il 24 Marzo 2016 Bauman dice:
"secondo la logica della profezia che si auto-avvera, infiammare sentimenti anti-islamici in Europa, facendo sì che siano gli stessi europei a convincere i giovani musulmani dell’esistenza di una distanza insormontabile tra loro. Questo rende molto più facile convogliare i conflitti connaturati alle relazioni sociali nell’idea di una guerra santa tra due modi di vivere inconciliabili, tra la sola vera fede e un insieme di false credenze".

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, Domenica 25 Dicembre 2016

11 dicembre 2016

A cavallo tra i fili di rame e la filiconìa. Cosa mi ha insegnato la mostra Barocco digitale di Alberto Soi

Memoria di macchine elettroniche che hanno elaborato idee, pensieri, immagini, lavoro.
Elementi rivelatisi caduchi, ormai muti, impenetrabili.
Geometrie, volumi, oggetti ormai destituiti di senso incontrano altri oggetti ancora densi di devozione popolare.
La loro unione richiede adattamenti e scomposizioni, crea un contorno che echeggia fasti barocchi e un nuovo senso, ancora religioso.

Alberto Soi



I circuiti stampati scelti da Alberto Soi costituiscono, per chi scrive, qualcosa di molto vicino alla perfezione.
Questi fogli rigidi, quasi tutti di verdissima bachelite, sui cui corpi s'innestano lucenti piste di rame e avvolgimenti di sottili fili dorati, rappresentano l'eterno conflitto tra conduttori e isolanti.
Ma per esaltare le virtù di questi materiali prodigiosi, i seminconduttori, dobbiamo cercare con più attenzione, fino a scorgere i transistor, le resistenze, i condensatori, i diodi.
E, talvolta, possiamo riuscire a riconoscere anche le sublimi forme dei circuiti integrati, che racchiudono tanti componenti in pochissimo spazio.
Per questi brandelli di computer, io, fisico non praticante, confesso di nutrire qualcosa di religioso: li considero resti sacri, da venerare, come reliquie di quella conoscenza intellettuale che si è saputa incarnare nella materia fisica.
Un'incarnazione a grandezza decrescente, come recita la profezia di Gordon Moore (1965): il numero di transistor che si possono inserire in un circuito integrato raddoppia ogni due anni.
Ma grazie al cielo la Legge di Moore, che in altre parole regola il rimpicciolimento dei dispositivi elettronici, è destinata a fare i conti con le supreme leggi della fisica, in particolare l'effetto Joule (quello che lega indissolubilmente il passaggio di corrente elettrica all'interno dei circuiti con la produzione di calore) e i comportamenti quantistici della materia. (1)
Non è dunque per un caso fortuito che oggi abbiamo Barocco digitale.
Provate a pensare che cosa sarebbe successo se i circuiti non fossero stati più grandi di pochi millimetri?
Dove avrebbero trovato spazio le sacre immagini?
Ecco che ora i circuiti non più percorsi da corrente svelano tutto il loro potere salvifico, che consiste nel concedere asilo a quelle "piccole immagini devozionali", come le chiamava il loro primo studioso, Adolf Spamer. (2)
Ora, non è che la filiconia, così definita dieci anni fa dal collezionista di immaginette sacre Attilio Gardini, troverà spazio tra i cultori del retrocomputing.
Nient'affatto: resteranno due mondi separati. Ma due mondi che da questo incontro possono trarre incoraggiamento reciproco, sempre che i RAAE (3) e le immaginette possano aver bisogno di qualche incoraggiamento.
Sarei curioso di osservare le reazioni del pubblico, quelle istintive e quelle meditate, come di fronte a ogni forma d'arte, al cospetto di quelle cornici di rame che ornano il volto della Beata Vergine o di quei "pin" che racchiudono la Madonna del Buon Consiglio.
Cosa accade quando la creatività di un artista fa sposare il prodotto dell'ingegno umano con il falso barocco?
Sarei curioso anche di sapere quali reazioni susciterebbe Barocco digitale in Jorge Mario Bergoglio, primo papa a citare un film nel testo di un'Esortazione Apostolica ("Il pranzo di Babette" di Gabriel Axel in Amoris laetitia, 2016) per spiegare il concetto di gratuità e di festa. E il primo papa a parlare di Ecologia Integrale dentro un'enciclica (Laudato si', 2015).
Ora non vorrei ammantare di valore escatologico l'opera di Alberto Soi, ma secondo me Barocco digitale sembra proprio inserirsi nel solco tracciato dall'enciclica ispirata a San Francesco: "Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un'altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura" (4).
Forse la metafora di queste due crisi risiede nel rifiuto elettronico che si riveste di volti sorridenti?

Andrea Mameli

(1) The chips are down for Moore's law. The semiconductor industry will soon abandon its pursuit of Moore's law. Now things could get a lot more interesting. M. Mitchell Waldrop. Nature, 9 February 2016.
(2) Adolf Spamer. Das kleine Andachtsbild vom XIV. bis zum XX. Jahrhundert (F. Bruckmann, München, 1930).
(3) Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, direttiva europea RAEE 2012/19/EU.
(4) Laudato sì. Capitolo quarto. Un'ecologia integrale (139).


P.S. Oggi ho visto la mostra e ho capito (anzi ho rafforzato perché in qualche modo lo sapevo già) due cose:
1)  rivedere la mostra almeno una seconda volta, possibilmente con qualcuno che possa cogliere particolari che tu non noti, è indispensabile per trovare le sfumature che ti erano sfuggite;
2) quando pensi di aver capito tutto e osservato tutto c'è sempre qualcuno che ti mostra qualcosa che non avevi proprio capito o neppure visto, come l'immaginetta "Madonna con Bambino" connessa con un sacerdote cinese, Padre Taddeo, che visse a Cagliari (e io invece immaginavo del tutto lontana, come origine almeno alla nostra città) e le mani 

06 dicembre 2016

Laboratorio di creazione di videogiochi narrativi. Cagliari, sabato 17 dicembre 2016

Un laboratorio di creazione di videogiochi narrativi? Sì.
Ma dove? A Cagliari. Hostel Marina. Scalette San Sepolcro.
E quando? Sabato 17 dicembre.
Quanto costa? Niente.
Ma stai scherzando? No, è tutto vero.
E allora cosa aspettiamo? Giusto il tempo di entrare su EventBrite per la registrazione, sempre che ci sia ancora posto!


Il laboratorio è indirizzato a disegnatori, storytellers, game designer o semplici appassionati che vogliono conoscere il mondo dei videogiochi narrativi e le opportunità offerte dal mercato. Si parlerà di tecniche di scrittura creativa, di teoria e pratica del game design, dei vari generi di videogame narrativi e dei più diffusi software di creazione.

Il seminario fa parte degli eventi in preparazione alla Global Game Jam Cagliari in programma per dal 20 al 22 gennaio 2017.
PROGRAMMA
9:15 Ricevimento e presentazione
9:30 - 10:00 Di cosa parliamo: panoramica sui vari tipi di videogame narrativi, il loro mercato e casi di successo
10:00 - 10:30 Di cosa son fatte le storie: panoramica sulla struttura delle storie da Vonnegut a Propp, passando da Pixar
10:30 11:30 Fabbricar Storie: tecniche di scrittura creativa per creare mondi fantastici, personaggi eccezionali e trame superlative
11:30 - 11:45 Pausa
11:45 - 12:15 Game Design per giochi narrativi: la storia non è tutto. Meccaniche di gioco, enigmi e dialoghi
12:15 - 13:00 Strumenti per Game Designer: panoramica sui principali tool di creazione specifici per i vari generi

Per altre informazioni vedi il sito dell'associazione Fabbricastorie 

29 novembre 2016

Giocomix 9: una manifestazione riuscita. Foto dei cosplayer, complimenti agli organizzatori e suggerimenti per il futuro.

Ho visto da vicino Giocomix e devo dire che ho apprezzato.
A partire dalla fila ordinata all'ingresso, dalla proclamazione dei vincitori della gara cosplay con le motivazioni e i consigli forniti ai partecipanti da una giuria composta da persone competenti e simpatiche (Daniela "Krylù" Lo Presti, Andrea "Starchild" Di Virgilio, Luigi Sechi).
Ma in questi casi cerco di osservare anche se i partecipanti si divertono davvero o se prevale la competizione e in molti ho ammirato la spontaneità e l'allegria.
Ho visto cose bellissime, come gli splendidi costumi e gli accessori di scena fatti a mano.
Ho capito che in molti casi c'era un lavoro notevole alle spalle.
Ho colto nei volti di alcuni ragazzi e ragazze la gioia di partecipare a un evento bello e piacevole; un evento che secondo me meriterebbe maggiore attenzione.
Perché oltre al divertimento c'è tutta una dimensione culturale che merita di essere approfondita.
la mattina.
Per finire con la proclamazione dei vincitori della gara di cosplay che ha rispecchiato l'allegria e la serenità di tutta la manifestazione.
Giocomix 9: il selfie dei giurati: Daniela "Krylù" Lo Presti, Andrea "Starchild" Di Virgilio, Luigi Sechi

Il Selfie [Foto: Daniela Krylù Lo Presti]
Anche una cosa apparentemente semplice come lo spazio selfie dedicato a Star Wars (grazie a Monica Zedda che lo ha reso vivo) erano davvero stupende. Ovviamente io non ho resistito al fascino di Guerre Stellari:
Una foto pubblicata da Andrea Mameli (@linguaggiomacchina) in data:


Ho osservato cosplayer di ogni età in attesa del verdetto della giuria: emozionati e stanchi ma felici.


E cascate di simpatia, sul palco e fuori dal palco.
Tutto questo per me rappresenta più di altre cose la riuscita della manifestazione: non solo (sana) competizione ma anche tanta (sana) serenità.
Ma la spremuta di sensazioni positive, che ho cercato di raccogliere in questo post e nelle foto che seguono (a proposito se mi fate conoscere i nomi delle persone che ho fotografato li inserisco nelle didascalie, scrivetemi qui: blog.linguaggio.macchina@gmail.com grazie!) non è tutto. Ovviamente come ogni cosa ci sono anche aspetti negativi. Io ne evidenzio due (anche perché non me ne vengono in mente altri): troppe cose in troppo poco spazio e in troppo poco tempo.
  1. Giochi di ruolo, videogame, esposizioni, meriterebbero qualche metro quadrato in più, anche perché se il numero di partecipanti cresce non sarà davvero possibile camminare!
  2. Riuscire a portare in Sardegna ospiti del calibro di Midori Harada, Bartolomej Gawel, Laura Braga, e poi farli parlare solo una volta è davvero un peccato. Alcuni workshop non si potrebbero ripetere o filmare?
Un suggerimento: visto che la materia prima non manca perché non istituire qualche photo contest (es. via Instagram o Twitter)? E non solo il costume più bello o, che so, la coppia più affascinante, ma anche le espressioni più buffe o gli accostamenti di personaggi più bizzarri. Organizzarlo non è difficile ma il risultato può essere davvero divertente (e interessante).

Agli organizzatori (Associazione Culturale Mondi Sospesi) i miei migliori complimenti!









Le foto (se non diversamente indicato) sono di Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina, 29 Novembre 2016


25 novembre 2016

Sono molto curioso di vedere #Giocomix9

Un PROGRAMMA impressionante per Giocomix numero 9, in programma al Setar Hotel di Quartu Sant'Elena (Cagliari) dal 26 al 27 Novembre 2016. Un fenomeno culturale e sociale, forse meno considerato di quanto dovrebbe. Sono curioso di osservare da vicino il cosplay, le mostre, gli incontri, i workshop. I miei complimenti all'Associazione culturale Mondi Sospesi, ideatrice di questo straordinario progetto.
Dalla pagina Facebook Giocomix trapelano le immagini dei preparativi di quella che si annuncia l'edizione più grande di sempre: ampi spazi espositivi e aree gioco e cosplay al coperto, ottima partecipanti previsti.
Tra gli ospiti di spicco: l'illustratrice giapponese Midori Harada (Pokemon Trading Card Game) e per le illustrazioni dell’orsetto Fuwa fuwa no kuma. Bartlomiej Gawel, concept artist del team CD Project RED e responsabile del character modeling del videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings. Due mostre, EVANGELION: Rewind Forward e The Witcher3. E due giurati d’eccezione nella giuria dei due cosplay che animentanno il festival: Andrea Starchild Di Virgilio e Daniela Krylù Lo Presti.

Eventi Palco (Padiglione C)
  • Sabato 26 novembre:
    11:00 On Stage! Un gioco di improvvisazione teatrale a tema Star Wars, aperto a tutti.
    14:00 Intervista ai cosplayer Andrea Starchild Di Virgilio e Daniela Krylù Lo Presti.
    15:00 Cosplay Disney Parade. Un contest cosplay dedicato interamente all’Universo Disney che ci farà immergere nelle magiche atmosfere dei lungometraggi che hanno fatto la storia dell’animazione, nell’azione dei film Marvel e Star Wars, nelle scanzonate avventure della Lucas-Art e in tutte le altre produzioni Disney. In palio tantissimi gadget della Disney e un weekend a Disneyland Paris per 2 persone!
    Ore 18:00 Pokemon Show con Cydonia
    Ore 19:00 Premiazioni
  • Domenica 27 novembre:
    11:00 Quiz del Raduno dei fan di Harry Potter
    14:00 Spettacolo delle Maid
    15:00 Cosplay Contest. In palio per i migliori cosplayer sul palco una Playstation 4 Pro, Macchina da cucie, Tagli e Cuci e tanti altri premi.
    18:00 Pokémon Show  
    Workshop
    • Sabato 26 novembre:
      • IL DISEGNO MANGA: Workshop con Midori Harada. Alle 11:00 nella Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati. Midori illustrerà ai giovani artisti le tecniche base del disegno manga, soffermandosi principalmente sulla prospettiva della figura e del volto dei personaggi. Delle solide basi sono fondamentali per sviluppare qualsiasi tipo di stile, sia che si parli di manga, di anime o di videogiochi, come vi racconterà Midori secondo le sue esperienze personali.
      • ALLA CONQUISTA DELL’AMERICA: Workshop con Laura Braga. Alle 16:00 nella Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati. In questo workshop intitolato “Alla conquista dell’America” Laura Braga parlerà della sua esperienza personale nel mercato americano offrendo consigli su come proporsi e come presentare il proprio book focalizzandosi anche su quali strumenti usare.
      • FARE FUMETTI SU LICENZA: Workshop con Antonio Solinas Ore 18:00 Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati L’Italia è il paese rinomato per una grande produzione fumettistica autoctona, come quella Bonelli e Disney, ma ha anche una tradizione di lunghissima data per quanto riguarda la proposta di fumetti creati in altri contesti editoriali, come, per esempio, i supereroi e altre iniziative editoriali USA. Come nasce un fumetto su licenza? Quali scelte bisogna fare in sede di traduzione? Come si stila un piano editoriale? Che cos’è un timone? In generale, a quali esigenze risponde l’edizione italiana di un fumetto nato in un altro paese? Antonio Solinas, editor e traduttore Panini, raccontando della propria esperienza per la casa editrice di Modena, risponde a tutte queste (e altre) domande in un workshop che insegna come, da un fumetto straniero, si arriva a una una pubblicazione studiata per l’editoria italiana.
    • Domenica 27 novembre:
      • ZOOTROPOLIS: DALLA BOZZA ALLA CHINA: Workshop con Rob Di Salvo Ore 11:00 Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati In questo workshop intitolato “ZOOTROPOLIS: DALLA BOZZA ALLA CHINA” Rob Di Salvo partirà proprio da una pagina di Zootropolis, illustrando tutti i passaggi principali dal layout fino alla china.
      • IL PROCESSO CREATIVO NEL VIDEOGIOCO: Workshop con Bartłomiej Gaweł Ore 17:00 Sala incontri (Padiglione A), Ingresso libero, posti limitati Durante il workshop avrete modo di vedere all’opera il Principal Concept Artist di The Witcher 3 , che mostrerà alla platea il processo creativo e le tecniche della sua arte mediante l’utilizzo di strumenti digitali e come queste si interfacciano con le necessità di sceneggiatura e di storia. 

    TORNEI
     
    SABATO
    ORARIO
    NOME
    STAND/AREA
    PADIGLIONE
    10:30
    FIFA 17 - Sony Playstation 4
    Computer Point
    B
    11:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A
    14:00
    Hearthstone
    Altrove Cagliari
    A
    15:00
    Mario Kart 8 - Nintendo Wii U
    Computer Point
    B
    15:30
    Pokémon Sole e Luna
    Pokémon Millennium
    C
    15:30
    Super Smash Bros.  Wii U
    Pokémon Millennium
    C
    16:30
    Tekken 3 - Sony Playstation 1
    Game’s Hunter
    A
    17:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A
    DOMENICA
    ORARIO
    NOME
    STAND/AREA
    PADIGLIONE
    10:00
    Yu-Gi-Ho!
    Altrove Cagliari
    A
    10:00
    Magic the Gathering
    Altrove Cagliari
    A
    10:30
    Mario Kart 8 - Nintendo Wii U
    Computer Point
    B
    11:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A
    11:30
    Street Fighter V  - Sony Playstation 4
    Computer Point
    B
    13:30
    Pokémon Premier Challenge
    Pokémon Millennium
    C
    15:00
    FIFA 17 - Sony Playstation 4
    Computer Point
    B
    15:30
    Super Smash Bros.  Wii U
    Pokémon Millennium
    C
    16:30
    Crash team racing - Sony Playstation 1
    Game’s Hunter
    A
    17:00
    Gara di costruzione LEGO®
    Area LEGO®
    A

15 novembre 2016

Actors save the dogs di Fabrizio De Blasio, il primo dicembre a Roma

Per chi si trova a Roma il primo dicembre: ACTORS SAVE THE DOGS.
Fabrizio De Blasio espone una selezione di ritratti, stampati su legno, scelti tra le attrici e gli attori, immortalati nel corso della sua carriera. L'iniziativa è a sostegno delle attività dell'associazione 6 Orme Onlus di Roma che si occupa in particolare dell'adozione dei cani abbandonati.
Ho avuto la fortuna di conoscere Fabrizio De Blasio e credo di riconoscere una sua qualità artistica: quella di catturare con l'immagine fotografica non sono la bellezza, ma anche qualche elemento della personalità di chi è ritratto, elemento spesso nascosto in quello che chiamiamo in una parola sguardo, ma che racchiude molto, ma non è facile da catturare.

L'appuntamento è in Via Della Paglia 33A, STUDIO 33, a partire dalle 18:30

12 novembre 2016

Studiosi a caccia dei cugini della "Particella di Dio"

Nel montaggio del grande film dell’universo mancano due scene: l'iniziale e la finale. I primi istanti del big bang e il the end. A svelare i segreti di questo film il Cagliari Festivalscienza ha scelto Guido Tonelli. Toscano di nascita ma sardo d’adozione (anni trascorsi all’Università di Sassari), Tonelli ha contribuito in maniera rilevante alla scoperta del Bosone di Higgs, che non ama chiamare Particella di Dio: «Questa particella, che ha un ruolo decisivo, non va rivestita di significati soprannaturali. La caccia al Bosone è durata 50 anni e ha coinvolto ricercatrici e ricercatori di tutto il mondo. Ma non finisce qui: le domande per il futuro sono altrettanto appassionanti e l’acceleratore LHC del CERN funziona a pieno regime. Si cercano i cugini del bosone, che potrebbero nascondersi in ogni anfratto».
A Cagliari Guido Tonelli ha fornito l’ultimo remake della storia dell'universo: «Abbiamo un’immagine in mutazione, destinata a cambiare. Della scena iniziale abbiamo ipotesi di ciò che è accaduto un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il big bang, quando la temperatura si è abbassata e le particelle si sono potute organizzare».  
Cosa c’era all’inizio dell’inizio?
«Solo particelle prive di massa che fluttuavano in ogni direzione. E avrebbero continuato a farlo se non fosse avvenuta quella che io chiamo la "nascita di tutte le cose". La forza elettromagnetica si è separata dalla forza debole e alcune particelle hanno acquistato massa. Poi intorno al protone si è messo a orbitare un elettrone e sono nati atomi e molecole».  
Cosa c'è nella parte centrale del film?
«Ci sono 13,8 miliardi di anni nei quali si aprono gli abissi dell’ignoranza: non sappiamo come funziona la materia oscura, quella che costituisce circa un quarto dell'universo e tiene insieme gli ammassi di galassie e l’energia oscura, che governa l'espansione dell'universo».  
E la scena finale?
«Un'espansione indefinita, con un universo che muore di freddo o una catastrofe conclusiva con un drammatico ritorno alla scena iniziale».  
Ma perché svelare la trama?
«Non c’è società al mondo che non abbia avuto una sua cosmologia, intorno a cui organizzare una propria visione. E poi ciò che ora sembra astratto, domani potrebbe portare innovazioni utili a tutti».


Andrea Mameli
(articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda il 20 novembre 2016) 
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