26 dicembre 2006

Cresce il Centro per l'Autismo dell'Ospedale Brotzu (Cagliari)

AutismSwing [Newsweek Health, febbraio 2005: William Marquis, 11 anni, autistico, gioca con la sorellina Hannah, 6 anni, durante le attività di gruppo a Los Angeles]
Individuato nel 1943 da Leo Kanner (1943-1981), l'autismo, oggi denominato "Disturbo Pervasivo dello Sviluppo" (PDD, ICD 10, Organizzazione Mondiale della Sanità) si manifesta entro il terzo anno di età con deficit a livello di comunicazione, interazione sociale, immaginazione. L'Ospedale Brotzu di Cagliari nel 2003 ha dato vita al Centro per l'Autismo. Il 20 dicembre risultati e prospettive del centro sono stati presentati nel corso di una Conferenza stampa. "Il Centro per l'Autismo - ha spiegato il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera "G. Brotzu", Mario Selis - fornisce diagnosi, cura e riabilitazione sia in modo intensivo, all'interno della struttura ospedaliera, sia in forma integrata, cioà a domicilio, grazie alla collaborazione che si è instaurata con i soggetti che collaborano con il Brotzu. Nel 2003 gli ingressi furono di 50 soggetti. Oggi il Centro assistite più di 300 persone." I pazienti provengono da tutta la Sardegna, regione che fino a pochi anni fa non aveva alcun programma specifico.
pecs "I disturbi pervasivi dello sviluppo, o autismo - ha spiegato il direttore del Centro, Giuseppe Doneddu - alterano in maniera drammatica lo sviluppo dei bambini e compromettono le autonomie personali e sociali determinando costi molto elevati, dal punto di vista affettivo e economico, non solo per gli individui ma anche per le famiglie e per la società." Il Centro ha raccolto il numero di casi di pazienti affetti da Disturbi pervasivi dello sviluppo riordinato per anno di nascita. "Sono dati sottostimati - ha sottolineato Giuseppe Doneddu - perché non tutti sono stati visti nel nostro centro. I nati nel 2004 stanno arrivando adesso poiché le diagnosi vengono fatte tra i 18 e i 24 mesi. Siamo intorno ai 20 nati per anno. E se teniamo conto che i nati per anno in Sardegna sono circa 10 mila, noi stimiamo un'incidenza di nuovi dati pari a 20 nati ogni 10 mila."
L'intervento si fonda sull’Applied Behavior Analisys: due ore terapia cognitivo comportamentale al giorno per 5 giorni alla settimana; un'ora di terapia del linguaggio e della comunicazione (ABA) per 5 giorni alla settimana; mezz'ora di terapia occupazionale alla settimana; un'ora di intervento alla settimana con il sistema PECS (Picture Exchange Communication System, un esempio in alto a destra) per i pazienti non verbali.
velaterapia Il trattamento prosegue poi in ambito domiciliare per favorire l'integrazione dei pazienti nel contesto sociale e scolastico, o anche extrascolastico, come il progetto Vela Solidale, che si svolge da oltre un anno (in collaborazione con i Comuni di Cagliari e Quartu S. Elena, Unicef, Rotary, Yacht Club, Lega Navale, Centro velico di Quartu S. Elena, Ospedale S. Maria Bambina di Oristano): una cinquantina di pazienti di età compresa tra 4 e 20 anni, affetti da problemi motori o disturbi pervasivi dello sviluppo, hanno vissuto esperienze di velaterapia. I risultati della ricerca saranno presentati a Oslo, nel corso dell'VIII congresso internazionale sull'autismo in programma il 31 agosto 2007.
Il Centro del Brotzu negli ultimi mesi del 2006 ha dato vita a numerose attività. erin In particolare i corsi di formazione, l'ultimo dei quali ha avuto una docente d'eccezione: Erin Brooker Lozott (M.S., CCC-SLP UCF-Center for Autism and Related Disabilities Alessandri & Associates, Florida, foto a destra) sul tema "Funzioni Esecutive e Teoria delle Mente: modelli d’intervento per i disturbi del linguaggio e della comunicazione nei PDD". O i seminari tenuti da Lennart Gustafsson (professore associato all’Università Lulea, in Svezia, esperto di Ingegneria Informatica all’Embedded Internet System Laboratory) sulle reti neruali Self-Organizing Maps (SOMs), che permettono lo studio dello sviluppo delle mappe corticali, quelle compromesse negli individui con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo.

24 dicembre 2006

Un racconto inedito. Il mio regalo per i lettori di Linguaggio Macchina.

Linguaggio Macchina.
Alberto era un ragazzo tranquillo. Aveva iniziato a giocare con il computer del papà a 8 anni, e a dieci sapeva usare tutti gli apparati elettronici della casa. I vicini gli chiedevano di aggiustare il frullatore, la radio, l’aspiravolvere. A dodici anni aveva iniziato a programmare. A quindici era già in grado di eseguire qualche lavoretto serio: un programmino di contabilità per lo studio di papà, un applicativo per catalogare le ricette della zia Paola, il sito internet del negozio di quadri sotto casa. sabaOggi Alberto ha vent’anni e studia all’università: esce per andare a lezione, rientra per pranzo, riesce solo se ha laboratorio, palestra o qualche pizzata con gli amici. Ma il resto del tempo non esiste tv, ragazza o videogiochi. Alberto accende i suoi pc con i quali a allestito una rete senza fili e resta ore in camera. Studiava quel poco che gli serviva per fissare bene i concetti, quando non aveva già letto e capito l’intero paragrafo per conto suo prima della lezione.
I genitori lo chiamano ancora il bambino e pensano sempre che stia giocando come faceva molti anni prima. “Il gioco è la vita stessa del bambino – ripeteva spesso la mamma – l’esperienza che più di ogni altra lo aiuta a costruire la sua intelligenza e la sua personalità.”
Ma Alberto non era più un bambino. E non restava in camera a giocare. “Creo software” rispondeva agli zii quando passavano a trovarlo e gli rivolgevano il solito “Ciao Alberto, come va? Cosa stai facendo di bello?”
Una volta a tavola disse: “Sono un creatore. Leggo, capisco, imparo, e poi creo software.” E di fronte all’espressione interrogativa della mamma continuò: “Il software libera il potenziale presente nell’hardware e agisce come trasformatore e traduttore di informazioni. Dal linguaggio umano al linguaggio macchina. E io oltre a creare software devo anche studiare e dare gli esami.”
Il padre immaginava che dopo aver discusso la tesi e completato il lungo percorso universitario il suo bambino sarebbe stato pronto a entrare nel ciclo produttivo realizzando programmi per qualche grossa multinazionale del settore. Del resto da piccolo aveva dimostrato interesse per molti campi della conoscenza. E i docenti erano fieri di lui. Come amava le scale musicali e le combinazioni di colori, così aveva sviluppato una particolare predilezione per la tavola periodica, giungendo a considerare i componenti ultimi della materia alla stregua di una tavolozza o di uno spartito. Ma poi la passione per il computer aveva prevalso su ogni altro interesse.
Alberto ogni tanto pensava a cosa avrebbe fatto da grande. Non aveva alcuna intenzione di chiudersi in uno studio o peggio in un grande e rumoroso open space per creare software che altri avrebbero inserito in un pacchetto e rivenduto, dopo averlo etichettato con un nome e un marchio, senza mai citare il suo nome. Per lui il software si doveva sviluppare liberamente con la partecipazione di più menti in un percorso creativo senza compartimenti stagni. Ne era convinto per la bellezza e la vivacità del confronto che su questi temi era nato e si era sviluppato in rete e al quale aveva partecipato con entusiasmo e per quello che aveva letto nei pochi libri che si era fatto arrivare da fuori o aveva preso in prestito nella biblioteca della facoltà.
Alberto amava le frasi piene di contenuto, quelle che ricopiava nel suo taccuino di pelle nera ogni volta che le trovata in un libro o in un sito o nella segnature di un messaggio di posta elettronica. Una volta aveva scritto a un amico di tastiera, quello che si faceva chiamare artiglio, che certe frasi gli ricordavano le melanzane alla parmigiana. Squisite e con un effetto immediato sul palato, ma da mangiare con moderazione. E lo stesso valeva per i forum, le chat e i blog, dove spesso lasciava la sua opinione, ma non si fermava mai troppo tempo: a vent’anni era già in grado di amministrare il tempo come pochi alla sua età. “Non voglio sprecare le mie giornate” pensava quando le discussioni si facevano troppo animate e i flame poveri di significato. Lui non aveva mai voluto fissare una frase sotto la sua firma, nelle email, perché preferiva farlo a seconda del destinatario, della circostanza, del contenuto stesso della comunicazione. Agli inizi era solito chiudere con poche righe tratte da Computer Zen, di Philip Toshio Sudo: asaba
Gli esseri umani si differenziano dalle altre specie per il fatto di:
avere delle capacità comunicative;
essere abili a usare strumenti e attrezzi;
essere consapevoli di se stessi.

Alberto raramente riprendeva frasi usate da altri perché teneva molto a essere originale. Cercava nei libri qualcosa che potesse in qualche modo rappresentare i suoi pensieri, scuotere, provocare, emozionare. Poi, negli ultimi tempi amava trascrivere una frase di Nathaniel Borenstein dal libro "Programming as if People Mattered":
La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che è più probabile che la distruzione del mondo, qualora ciò si realizzi, avverrà accidentalmente.
A questo punto, siamo noi ad entrare in gioco. Noi siamo professionisti del computer e in quanto tali provochiamo incidenti.

Poi accadde qualcosa. Passavano le settimane e Alberto si isolava sempre più. Non parlava quasi più. Non usciva dalla sua stanza se non per necessità urgenti.
Era successo che Alberto, chissà, forse per dimostrare qualcosa, forse per riuscire a raccontare ai frequentatori delle stanze virtuali che preferiva, intelligenza artificiale e ingegneria del software, qualcosa di nuovo e non banale. O forse solo per la bruciante passione che lo animava Alberto aveva iniziato parlare con i computer. Nel senso che sapeva come comunicare con loro. Si esprimeva facilmente con il linguaggio più lontano dall’uomo, e più vicino al computer. Un linguaggio ai più totalmente inaccessibile. Noto con il nome di Linguaggio Macchina.

Linguaggio Macchina è un racconto di Andrea Mameli.
Le foto sono gentilmente concesse da Antonio Saba.
Cagliari, 24 dicembre 2006

23 dicembre 2006

AUGURI da linguaggiomacchina.it

Zavalloni Alle lettrici e ai lettori di linguaggiomacchina.it auguro Buon Natale e Felice 2007. Andrea Mameli, Cagliari. [Disegno: Gianfranco Zavalloni]
"Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore il resto è niente." (Giorgio Gaber)

I giornali moriranno nel 2034

newspaper of future Così titolava in prima pagina The Economist (27 agosto 2006). Newspapers Are Doomed! Buy Their Shares! gli fa eco Paul Talacko (Indipendent Financial Comparision, 29 August 2006): "Newspapers are disappearing. Readers are getting their news from the Internet and advertisers are following them. The last newspaper will be printed in 2034. That's what some people think anyway." [Nella figura a sinistra: Newspaper of the Future for skwish.com]
Per via dello sciopero di questi giorni, che dimostra la volontà (ostinata e anacronistica) degli editori di non accogliere le richieste dei giornalisti, mancano in edicola i miei quotidiani preferiti per molti giorni di seguito. E questo mi fa pensare ancora di più al valore dei Blog e delle testate informative presenti nel Web. Forse la profezia dell'Economist ha discrete probabilità di realizzarsi. sottile giornale digitale Sicuramente il mondo dell'informazione cambierà ancora, e molto, sotto la spinta delle tecnologie. Un esempio: lo schermo ultrapiatto e flessibile (foto a destra) pensato per la lettura delle notizie in stile simil-iPod, sviluppato al Paisley University's Thin Film Centre: Newspaper of Future (blog.newspaperindex.com 17 luglio 2005).

Any: il tasto fantasma.

anykey"King-Size Homer", episodio della saga dei Simpsons, mostra il povero Homer alle prese con una tastiera di Pc... impegnato nella ricerca del tasto "any". L'origine della procedura "Press any key to continue" risale ai tempi dello ZX Spectrum (Sinclair, 1982): con questo sistema si intendeva mantener viva l'attenzione nell'utente nell'esecuzione di un programma. Oggi pare che il problema della confusione tra "tasto any" e "qualsiasi tasto" assuma proporzioni non proprio marginali: lo dimostra la presenza, nelle Frequently Asked Questions ufficiali di una compagnia australiana (TPG) e della Compaq (ove si spiega che: The term "any key" does not refer to a particular key on the keyboard. It simply means to strike any one of the keys on your keyboard or handheld screen.)

Non poteva mancare un intero set di tasti speciali messo in vendita online: "Computer Key Caps (Set of 8) - $2.50 each"!

20 dicembre 2006

Una piccola sorgente per un piccolo pc.

potencoRicordate il progetto One Laptop per Child? Ne parlammo due mesi fa: (Libia: il pc da 100 dollari per tutti i bambini). C'era un problema: il piccolo computer potrebbe essere diffuso in zone dove l'energia elettrica è difficile (se non impossibile) da trovare. Ecco la soluzione: un piccolo generatore - ideato da Potenco - da azionare a mano! Vedremo nei prossimi mesi/anni quanto le due innovazioni riusciranno a diffondersi.

12 dicembre 2006

Piccoli Darwin crescono.

mini darwin
Trieste, 12 dicembre - Varato il progetto Mini-Darwin alle Galapagos. L'evoluzione raccontata dai bambini. I piccoli scienziati, di età compresa tra 7 e 14 anni, costituiscono il grosso dell'equipaggio che ripercorrerà alcune tappe del viaggio compiuto da Charles Darwin tra il 1831 e il 1836. Ecco la squadra: Amrit (7 anni, italiano, di origine nepalese con papà tedesco, vive a Trieste), Alberto (9 anni, italiano, bilingue: italiano e francese, vive a Ginevra), Mary (9 anni, francese, vive a Divonne-les-Bains, Francia), Fulvia (10 anni, italiana, vive a Napoli), Tommaso (11 anni, italiano, vive a Torino), Alberto (12 anni, italiano, vive a Napoli), Margherita (12 anni, italiana, vive a Torino), Philippe (14 anni, tedesco, trilingue: tedesco, spagnolo e francese, vive a Ginevra).
Alla guida della spedizione il biologo Alfred Beran (OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Trieste) e le giornaliste scientifiche Paola Catapano (ideatrice dell'iniziativa) e Simona Cerrato (che curerà il diario di bordo).
Il viaggio è parte del progetto "Evoluti per Caso - Sulla rotta di Darwin" cui la Rai dedicherà una puntata della tramissione Velisti per caso, mentre il canale RAI Educational realizzerà un approfondimento dedicato ai piccoli Darwin.
Alla casa editrice triestina Editoriale Scienza spetterà il compito di pubblicare un volume dedicato a questa magnifica avventura.

08 dicembre 2006

Quale Sardegna nella stampa britannica?

ita-ing Come appare la Sardegna tra le righe dei quotidiani e dei periodici britannici? Che idea hanno della nostra isola i discendenti di David Herbert Lawrence? Il tema, a mio avviso molto intrigante, sarà affrontato venerdì 15 Dicembre in un incontro organizzato dall'associazione culturale Italia-Inghilterra (Sala Convegni Camera di Commercio, Largo Carlo Felice 72, Cagliari, con inizio alle 17,30). L'occasione è data dalla pubblicazione del quinto Quaderno dell'associazione: uno studio sulla presenza della Sardegna nella stampa britannica, nel periodo compreso fra il primo Novembre 2005 e il 30 ottobre 2006. La ricerca è stata condotta da Olga Denti, ricercatrice di lingua inglese alla Facoltà di Economia dell'Università di Cagliari (con la collaborazione di Roberta Serra, Franco Staffa e Andrea Mameli). barnaby Il volume affronta anche il tema della figura dell'arbitro di calcio nella storia italiana, a cura di John Foot, autore di History of Italian Football, docente di Storia Italiana allo University College di Londra. Infine il musicologo scozzese Barnaby Brown (nella foto a destra in copertina su Piping Today) descrive la lunga permanenza in Sardegna, lo studio delle Launeddas, il confronto con altri strumenti a fiato delle Highlands. Scrive Brown su triplepipe.net: "The archaeological record suggests that the triplepipe originated in Sardinia. It appears to have been the leading musical instrument of Sardinian culture since the Bronze Age, and a tradition of distinction survives to this day in the launeddas."

04 dicembre 2006

Tecnologie informatiche e accesso alla conoscenza.

bologna auto schiacciata da macigno L'accessibilità come indicatore di civiltà era il tema dell'edizione 2006 del salone bolognese Handimatica. Anche considerando solo gli impedimenti all'apprendimento personalizzato, gli ostacoli all'accessibilità dal punto di vista informatico e le limitazioni di inadeguate impostazioni didattiche, sono condizioni che schiacciano l'individuo. A volte la riconquista della libertà può avvenire anche con l'aiuto delle nuove tecnologie. I seminari, i convegni e le esposizioni del salone Handimatica (evento che ha l'unico difetto di svolgersi ogni due anni e non annualmente) presentano innumerevoli proposte che permettono una più o meno drastica riduzione dei problemi dovuti alle più svariate forme di handicap per mezzo dell'informatica.
libri handicap Ho tra le mani due eccellenti volumetti, presi a Bologna sabato primo dicembre: Autismo e computer, pubblicato con il contributo del Rotary Club Bologna, a cura della Fondazione Asphi Onlus, e Ritardo Mentale, come utilizzare al meglio le nuove tecnologie con i disturbi cognitivi realizzato dalla Anastasis Scarl. I due volumetti, entrambi del 2006, forniscono informazioni importanti in merito alla scelta delle tecnologie per il supporto all'apprendimento. Per realizzare Autismo e Computer l'Asphi ha studiato le reazioni di un campione di bambini affetti da varie forme autismo (non accompagnato da ritardo mentale) di fronte a una serie di software educativi (sviluppo di abilità di base attraverso il gioco con le forme, con le lettere e con i numeri). Il volume della società Anastasis, illustra le diverse tipologie di ritardo mentale fornendo un elenco ragionato di ausili informatici consigliati caso per caso.

03 dicembre 2006

Imparare la Scienza giocando con i Robot.

robotIeri, di rientro dal Convegno sulla Comunicazione della Scienza di Forlì ho fatto un salto a Bologna al salone Handimatica (di cui parlerò in un prossimo post) e ho potuto prendere in mano il piccolo androide nello stand dell'importatore italiano (Media Direct).
Per approfondire, dalle origini (Papert) a oggi (Italia, 2006): Robotica Educativa di Maurizio Garbati (Le Scienze, 2006).
Dal 1998 i mattoncini Lego, compagni di giochi di molte generazioni di bambini, hanno il cervello.
Le tradizionali costruzioni nate nella bottega di Ole Kirk Christiansen, un falegname di Billund (Danimarca), nel 1934, con l'introduzione di microcessori, sensori e sistemi di connessione con o senza fili, hanno acquistato un immenso potenziale educativo.
mattoncino intelligenteCon "LEGO® MINDSTORMS® NXT for Education" e "ROBOLAB" ogni anno studenti di varie parti del mondo dagli 8 anni in su familiarizzano con scienze, tecnologia, ingegneria e matematica.
Esistono kit di costruzione accattivanti, software di programmazione e adeguati programmi scolastici.
dna Dai robot umanoidi al DNA, dalle automobiline alle centrali elettriche in miniatura, dalle ruspe ai meccanismi semplici: le proposte sono numerose. Anche alcune scuole italiane stanno adottando questi nuovi strumenti didattici.
Segnalo in proposito: “Primi passi nella cibernetica. Robot e mattoncini in un viaggio dal Liceo alla Scuola dell’Infanzia" di Alessandro Efrem Colombi, Linda Giannini, Carlo Nati (Atti del Convegno EXPO e-Learning Ferrara (9 ottobre 2004).

27 novembre 2006

Immune Attack: giocare con le cellule.

immune attackSi chiama Immune Attack. Ma non è il "solito" videogioco. Lo ha creato la Federation of American Scientists con l'obiettivo di proporlo alle scuole come strumento didattico. Presentato il 29 Settembre 2006 al convegno "Games for Health Conference" (School of Medicine, Baltimora) nella sezione "The Body is a Game", Immune Attack mostra diversi livelli d'infezione associati ai livelli di gioco. Il giocatore può percorrere i vasi sanguigni, insieme ai globuli rossi, e osservare come il sistema immunitario combatte contro agenti patogeni. Il videogame non è attualmente disponibile online. Per poterlo ricevere è necessario iscriversi alla newsletter: immuneattack@fas.org.

24 novembre 2006

Equilibri fragili e conoscenza per pochi...

apixeddaS'apixedda (vezzeggiativo di ape) percorre una strada vicino a Cagliari con il suo carico di cascittas & cascitteddas (cassette per la frutta di dimensioni varie) lenta e inesorabile. Ringraziamo molto Alessandra Basciu (fedelissima lettrice del Blog Linguaggio Macchina) per la testimonianza visiva. Le foto offrono lo spunto per anticipare uno dei contenuti che esporrò questo pomeriggio alla presentazione del progetto Fragili Equilibri.
Senza un veicolo adeguato (per dimensioni e potenza) la società della conoscenza resterà una chimera. O, peggio, una cosa vera, ma solo per pochi. Uno dei compiti dei Musei (e lo science center ancor di pià) era proprio democratizzare l'accesso al sapere... Intanto l'apixedda carica procede molto, troppo lenta. E rischia di farsi tamponare. Poi, alla prima curva, qualora malauguratamente la verticale tracciata fino al suolo a partire dal baricentro dell'apixedda cadesse oltre l'area triangolare tracciata fra le tre ruote del motocarrro... patapunfete! La società della conoscienza, credo di poterlo sostenere a meno di documentate prove contrarie, si radica, corre, decolla, solo se adeguatamente sostenuta. Altre città, altre regioni, si sono mosse non tanto prima di noi (ci sono esperienze sarde che vantano molti anni di decantazione) ma con più potenza. Una potenza data dalle Istituzioni locali che hanno creduto e sostenuto, certo, ma anche grazie a splendide collaborazioni tra Università e Associazioni, tra centri di ricerca e società private. E' accaduto a Genova, a Napoli, a Trieste, a Perugia...
195E noi siamo sempre sulla 195 (splendida vergogna europea giusto per usare un esempio di strada statale adatta all'ape) con il nostro carico di idee, progetti, esperienze, competenze, desiderio di fare e di cambiare, che arranchiamo con la nostra apixedda in attesa che avvenga il miracolo (o la lenta evoluzione giunga a compimento) di veder nascere un bellissimo Science Center. La Conoscenza è fatta di tanti tasselli. Un luogo dove sperimentare la scienza, magari partendo dalla sua interazione con l'arte e con la creatività, perché no... Ma non c'è bisogno di un (per quanto incantevole) guscio di livello mondiale, che rischia di fare la fine del sarcofago (come è accaduto altrove in Europa, precisamente in Spagna) semi-vuoto... Serve la serietà di crederci, con la voglia di lavorare assieme. Partendo da poco per arrivare dove altri sono già arrivati. E poi l'apixedda diventerà una fantastica attrazione, al confine tra arte e scienza, con la quale sperimentare gli equilibri fragili, e la bellezza del Sapere.
La scienza si fa arte. Così le scoperte diventano spettacolo (L'Unione Sarda, Cultura, 4 dicembre 2006).

23 novembre 2006

Equilibrismi scientifici

fragili equilibri Cagliari venerdì 24 novembre 2006 (Centro culturale EXMA, Via S. Lucifero 71, 17.00), tavola rotonda: Arti, giochi e saperi in equilibrio. Seminario di presentazione del progetto Fragili Equilibri.
Intervengono: Tonino Casula (artista), Lavinia Del Longo (responsabile Progetto Museo di Scienza, Museo Tridentino di Scienze Naturali, Trento), Andrea Mameli (ricercatore e giornalista scientifico), Rosella Onnis (Presidente provinciale Unicef), Carla Romagnino (ScienzaSocietàScienza), Giorgio Pellegrini (Assessore alla Cultura Comune di Cagliari), Antonello Arru (Presidente Fondazione Banco di Sardegna). Coordina: Pinella Depau (associazione Le strade di Macondo).

La scienza si fa arte. Così le scoperte diventano spettacolo Andrea Mameli (L'Unione Sarda, 4 dicembre 2006, pagina della Cultura).

18 novembre 2006

Accessibilità: misura di civiltà

HANDImatica 2006 ha per tema centrale l'accessibilità considerata cartina al tornasole del livello di civiltà di un Paese. A Bologna (Palazzo dei Congressi Piazza Costituzione) dal 30 novembre al 02 dicembre 2006 si parlerà anche di apprendimento: nella scuola, nel lavoro, per una vita indipendente, per tutti; di tecnologia: ICT come strumento di partecipazione; di comunicazione: comunicare con i disabili, comunicare la disabilità.

17 novembre 2006

Con "Musicolor" ora la scienza è più vicina all'arte

Musicolor Caglioti Tchouvileva Vasilij Kandinskij sognava che i suoi dipinti si potessero ascoltare. Non sbagliava: poche settimane fa una ricerca sviluppata allo University College di Londra ha confermato la previsione del pittore russo, aggiungendo che si potranno anche creare musiche da guardare. Un assaggio di questo interscambio sensoriale è stato fornito ieri a Pula (parco scientifico e tecnologico Polaris) durante l'incontro organizzato dal CRS4 sul tema "Futurismo e cromo-architetture spazio-temporali della musica" cui hanno partecipato due docenti del Politecnico di Milano, Giuseppe Caglioti (Ordinario di Fisica dei solidi) e Tatiana V. Tchouvileva (Regista e Docente di Estetica), ideatori, insieme a Goran Ramme (docente di Chimica all’Università di Uppsala, Svezia) del progetto Musicolor.
Tratto da: Con "Musicolor" ora la scienza è più vicina all'arte [file Pdf, 180 Kb] (L'Unione Sarda, 18 novembre 2006, pag. 52, Cultura)

Weblog e Podcast a Scuola.

edidablogNuove diavolerie da evitare o sistemi intelligenti con cui confrontarsi e da imparare rapidamente a usare? Noi pensiamo che il binomio “Weblog & Podcast” (che fu anche il titolo di un felice incontro, tenutosi a Genova il 28 Aprile 2006) possa riservare gradite sorprese anche nel mondo della scuola. Da alcuni mesi, con passione, studenti e insegnanti, genitori ed esperti, hanno dato vita a numerose esperienze di successo. E la settimana prossima, durante il Salone delle tecnologie didattiche ABC-TED, saranno premiati i Blog selezionati per il Primo Concorso Weblog & Podcast organizzato dal Ministero dell'Istruzione. Questi i criteri di valutazione: originalità nell’utilizzo della tecnologia in ambito didattico o dell’aggiornamento professionale, riproducibilità della metodologia didattica utilizzata con il blog/podcast, integrazione nella didattica quotidiana o nell’aggiornamento professionale, coerenza con un progetto didattico chiaro e definito, uso esperto della tecnologia dei blog e dei podcast (es. uso appropriato delle categorie ecc.), aggiornamento sufficientemente assiduo del blog /podcast. La premiazione dei migliori blog/podcast Edidablog avrà luogo il 22 novembre alle 14.00 (Stand del Ministero della Pubblica Istruzione, Padiglione D, Fiera di Genova).
Il Ministero ha attivato il servizio www.edidablog.it che prevede la creazione gratuita di blog in ambiente protetto, corsi online, suggerimenti, segnalazioni, link.

Il Musicolor. Tra Scienza e Arte.

musicolor pula polaris Questa mattina si è svolta al parco scientifico e tecnologico della Sardegna (Polaris) la presentazione del sistema Musicolor. L'innovativo apparato analogico, in grado di convertire i suoni in forme e colori, è stato illustrato da due dei suoi inventori: Giuseppe Caglioti (Ordinario di Fisica dei solidi e Docente di Estetica al Politecnico di Milano, autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche, due brevetti e circa 50 pubblicazioni sulle relazioni fra arte e scienza, Medaglia d'oro per le Scienze dell'Accademia dei Lincei nel 2005) e Tatiana V. Tchouvileva (Regista e Docente di Estetica alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano, conduce ricerche sulle applicazioni delle tecnologie cinematografiche nella didattica). Nel corso dell'incontro sono state mostrate alcune registrazioni di immagini ottenute da un prototipo del Musicolor (in funzione presso il Dipartimento di Ingegneria Nucleare del Politecnico di Milano) sollecitato per mezzo di temi musicali di varie epoche. Durante il dibattito con il pubblico, costituito da docenti di fisica e di musica, da artisti di varie espressioni (musica, pittura, scuoltura e danza) e ricercatori di diverse discipline, sono stati formulate numerose domande e esposti alcuni punti di vista. Unanime il desiderio di rivedere all'opera il Musicolor in Sardegna. Chissà, forse già la prossima primavera. [Nella foto: i due relatori nella sede del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, Polaris.] (Note: ho scattato la foto con la fotocamera 2 megapixel del Nokia N70, l'ho inviata, via Bluetooth, al portatile iBookG4 e da questo al Blog via http).
Approfondimenti:
- I colori della musica. Storia e prospettive (Tatiana Tchouvileva e Giuseppe Caglioti)
- Musica a Colori (Luca Tanzini, Università di Siena, 2004).

14 novembre 2006

Buon Compleanno Galileo!

Galileo, Giornale di Scienza e Problemi globali, nasce nel 1996 per iniziativa di un gruppo di scienziati e giornalisti scientifici, cui va il merito di aver avuto una semplice intuizione: usare il web come vettore della comunicazione della scienza. Oggi, va detto a ulteriore conferma della validità del progetto, sembra banale, ma per chi (come me) ha vissuto quegli anni, era evidente la difficoltà di molti ad accettare simili proposte. Galileo ha avuto il merito di crederci con forza e i prestigiosi riconoscimenti che può vantare dimostrano che si è trattato di un'idea di successo. Di fatto è stata la prima rivista italiana su Internet (ed è tuttora una delle poche) a raccontare la ricerca scientifica e tecnologica con attenzione verso le problematiche politico-sociali del pianeta Terra: dalla tutela dell'ambiente ai diritti umani, alla pace.
Il 4 dicembre Galileo compie 10 anni e verrà festeggiato a Roma (alle 18, libreria Bibli, via dei Fienarioli 28): Buon Compleanno!!

Camillo Golgi, un Nobel da ricordare.

golgiA Camillo Golgi (1843-1926) il premio Nobel per la medicina fu assegnato nel 1906. Ma le ricadute delle sue scoperte sono immense ancora oggi: fondò la moderna anatomia del Sistema Nervoso, scoprì l'agente patogeno della malaria, contribuì alle prime scoperte nel campo della struttura cellulare. L'Apparato reticolare interno (ribattezzato Apparato di Golgi) è il crocevia del traffico intracellulare di proteine e organelli. In altre parole una cellula può svolgere il suo compito solo se è capace di far giungere a destinazione le proteine da essa prodotte. Ogni anno vengono dedicati all'Apparato di Golgi qualcosa come mille articoli scientifici sulle riviste qualificate. Tra il 1885 e il 1892 Golgi si dedicò a importanti studi sulla malaria, giungendo a creare un modello (ciclo di Golgi) del ciclo di sviluppo del parassita della malattia, il plasmodio e individuò anche la relazione temporale tra l’accesso febbrile e la segmentazione del parassita (legge di Golgi). Ricordare Golgi non è solo rendere onore all'impegno di uno scienziato italiano. Significa anche riportare in luce pagine fondamentali di storia della scienza, delle quali generalmente si conosce, nella migliore delle ipotesi, solo il risultato ultimo. In questo scenario si inserisce il Simposio organizzato a Cagliari, in occasione del Centenario del Nobel a Camillo Golgi, da: Società Italiana di Neuroscienze, International Brain Organization, Università degli Studi di Cagliari.
Il convegno si terrà sabato 25 Novembre 2006 (con inizio alle 10) nell'Aula dell'ex Teatro Anatomico (Via Ospedale 121, accanto al Palazzo delle Scienze) con il seguente programma:
- Introduzione: Gaetano Di Chiara (Università Cagliari).
- Il Laboratorio di Golgi e le donne, Paolo Mazzarello (Università di Pavia).
- Golgi e il segreto delle febbri malariche, Eugenia Tognotti (Università di Sassari).
- L’apparato di Golgi e il "Golgi", Marina Bentivoglio (Università di Verona).
- Degeneration and Regeneration in the CNS. The contribution of Golgi and Cajal schools The contribution of Golgi and Cajal schools, Albert Aguayo (Presidente International Brain Organization).

13 novembre 2006

Medicina narrativa. Il potere della parola.

istituto superiore sanità Ascoltare un paziente, lasciare raccontare sensazioni e stati d'animo, permettere un libero sfogo, non rappresentano solo gesti di dignità. La Medicina Narrativa è una pratica che restituisce adeguata attenzione alle storie di malattia anche come un modo per meglio comprendere le persone, magari per giungere a nuove strategie di intervento. La narrazione dell'esperienza personale, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, dovrebbe meritare maggiore spazio nelle relazioni di cura, in quanto la sofferenza richiede di essere inserita in racconti reali per acquisire un senso preciso e trasformarsi in risorsa. Tuttavia raccogliere e portare alla luce un'esperienza non è facile dato che richiede tempi appropriati e riflessioni adeguate. Il Progetto Medicina Narrativa dell'Istituto Superiore di Sanità nasce con l'intento di fornire strumenti di lettura delle forme scelte dal paziente: poesie, versi, pitture, disegni. Non tutti siono naturalmente portati a descrivere i propri percorsi di vita a parole: c'è chi riesce a esprimersi solo per mezzo di versi o disegni.
Approfondimenti:
- Progetto Malattie Rare e Medicina Narrativa (Associazione Italiana Sindrome di Poland)
- Narrative based medicine: Narrative based medicine in an evidence based world (Trisha Greenhalgh, Department of Primary Care and Population Sciences, Royal Free and University College London Medical School).

09 novembre 2006

35 candeline per la Chiocciolin@

Erano gli ultimi mesi del 1971, data imprecisata, quando Ray Tomlinson inviò la prima E-mail. E da allora la Chiocciolina (@) ha conosciuto una fama crescente, ora planetaria. Tomlinson, che all'epoca aveva 30 anni, lavorava a Boston in una società di informatica, la Bolt Beranek and Newman (BBN), coinvolta nello sviluppo della rete primordiale: ArpaNet. Il software per il trattamento dei messaggi, che derivava da un programma di posta elettronica interno (SENDMSG) e uno sperimentale per il trasferimento dei file (CPYNET), venne migliorato l'anno seguente.
Approfondimenti:
- History of Email & Ray Tomlinson
- La "chiocciolina" e noi. Trentacinque anni dopo la creazione dell'e-mail, l'origine del simbolo @ rimane avvolta nel mistero. (Bruno Giussani, 14 maggio 2006)
- E-mail (Wikipedia)

08 novembre 2006

La Bestrofina e il naso artificiale.

La notizia della scoperta è di questi giorni, ma l'articolo era online sul sito pnas.org (Proceedings of the National Academy of Sciences) dal 15 agosto con il titolo: Bestrophin-2 is a candidate calcium-activated chloride channel involved in olfactory transduction e le firme degli otto ricercatori della SISSA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste: Simone Pifferi, Giovanni Pascarella, Anna Boccaccio, Andrea Mazzatenta, Stefano Gustincich, Anna Menini, Silvia Zucchelli.
Il progetto della Sissa, sviluppato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia, ha portato alla scoperta che la Bestrofina è la proteina responsabile dell’amplificazione del segnale elettrico contenente l'informazione raccolta dai recettori dell'odore e destinata al cervello. La Bestrofina era nota come causa di una patologia neurodegenerativa della retina (la malattia di Best) e forse per questo non era mai stata considerata coinvolta nel complesso sistema olfattivo umano. [L'immagine mostra lo schema di trasduzione del segnale chimico in segnale elettrico e il ruolo della Bestrofina come amplificatore] Bestrophin
Secondo alcuni studi i primati e i roditori hanno lo stesso numero di geni codificanti per i recettori dell’olfatto, ma nei primati una parte si è trasformata in pseudogeni: sequenze geniche non più funzionanti. Inoltre nel naso dell'uomo si contano circa 350 sensori, mentre in quello di un topo ve ne sono circa mille. Una spiegazione è che lo sviluppo della visione tricromatica, qual'è la nostra, abbia finito per rendere superflua, ai fini della sopravvivenza, la sensibilità ad alcuni odori: nel corso dell’evoluzione dei primati questi geni, ormai svincolati dalla pressione della selezione naturale, avrebbero accumulato mutazioni tali da giungere a perdere completamente la loro funzionalità. La scoperta del ruolo della Bestrofina sarà sicuramente fondamentale per comprendere il funzionamento del sistema olfattivo umano, ma non si possono escludere altri scenari: per esempio lo sviluppo di terapie geniche utili a ristabilire una normale sensibilità olfattiva in chi ne è deficitario, o la creazione di un naso artificiale. La Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati è uno dei poli che compongono il network tecnologico multidisciplinare dell'IIT, con l'obiettivo di sviluppare il programma di ricerca e alta formazione dell'Istituto nei prossimi 5 anni"
Nasi artificiali e sensori sintetici sono strumenti molto utili, per esempio nel riconoscimento di sostanze nocive nell'aria o di tracce di esplosivi a partire da campioni ridottisimi, o ancora nella lotta alle frodi alimentari o nella sperimentazione di tessuti sintetici ipoallergici. Ancora una volta quello che oggi può ancora sembrare strano (o "da film di fantascienza") tra non molto sarà sperimentato in laboratorio, poi entrerà nel circuito industriale e da questo nei luoghi frequentati dagli umani, come le case, i ristoranti, gli aeroporti. Questione di tempo. Di ricerca. E di fantasia.
Approfondimenti:
- Missione speciale per il naso artificiale (ScienzaOnline 17 Marzo 2005)
- Perdita dell'olfatto nei primati e visione tricromatica (Webmaster-risorse.com)
- Il marketing olfattivo (olfatto.org)
- Olfatto: dal biologico all'artificiale (il Ducato online, scuola di giornalismo di Urbino, 2002)
- Bestrofina, e il naso di fa memoria, emozione, sensibilità (L'Unione Sarda, pagina della Cultura, 9 novembre 2006) anche in Rassegna stampa Università di Cagliari

Comunicazione della Scienza: il Convegno di Forlì

Dal 2002 la città di Forlì ospita il più importante convegno italiano dedicato alla comunicazione della scienza. L'evento, organizzato dal gruppo ICS (Innovations in the Communication of Science, SISSA, Trieste) e dall'Associazione Nuova Civiltà delle Macchine di Forlì, è in programma dal 30 novembre al 2 dicembre 2006. Io presenterò un articolo, scritto con Fabrizio Murgia (collega del CRS4) e splendidamente illustrato da Claudia Cabras (Biblioteca Scientifica di Polaris), intitolato: "Comunicare la scienza con il fumetto e con il disegno animato". Programma della manifestazione: http://ics.sissa.it/conferences/cs2006.pdf

31 ottobre 2006

Fumetti e Scienza

Basciu Comics L'idea di avvicinare il pubblico alla scienza per mezzo del linguaggio espressivo del fumetto non è nuova. Ma non sempre è stata perseguita con efficiacia. Lo spiegano molto bene Lois Gresh e Robert Weinberg in "Superman contro Newton. I supereroi dei fumetti e la loro scienza (vera e falsa)" (Apogeo, Milano, 192 pagine, 13 euro). superman
E allora perché non fare qualcosa di nuovo? Per esempio un fumetto ideato appositamente allo scopo di trasmettere, con leggerezza (e quindi senza pretese di completezza) contenuti scientifici. Magari per spiegare il funzionamento di fatti di tutti i giorni. Dalla musica alla gastronomia, dai colori al movimento dei corpi.
Così ho pensato di radunare alcuni tra i più bravi artisti sardi (almeno di quelli che conosco personalmente :-) ed è nato il progetto "Scienz-a-Fumetti". I disegnatori che hanno accolto il mio invito sono: Giorgia Atzeni, Alessandra Basciu, Claudia Cabras, Fabrizio Pani, Fabrizio Piredda. In questa pagina due particolari dalle tavole di Panif di e Alessandra Basciu.
Pani Comics Il nostro obiettivo è semplice: creare una serie di tavole attraverso le quali sperimentare la comunicazione della scienza in maniera innovativa. Poi le animeremo e vedrete cosa saremo capaci di fare!
Contemporaneamente ho avuto notizia che l'articolo "Comunicare la scienza con il fumetto" che ho scritto insieme Fabrizio Murgia e Claudia Cabras è stato accettato per il quinto convegno annuale sulla Comunicazione della Scienza (organizzato dalla Sissa di Trieste) a Forlì dal 30 novembre al 2 dicembre 2006.
Approfondimenti:
- Paperino eroe per caso della chimica a fumetti [pdf Le Scienze]
- Matematica per detective. Una vita da comunicare. Di giorno professore ordinario di geometria, di notte sceneggiatore di fumetti. Marco Abate racconta come nasce l'idea di parlare della matematica attraverso le vignette.

29 ottobre 2006

Cindi in Space: la missione NASA spiegata ai bambini. Con il fumetto.

Cindi in SpaceL'idea di creare dei fumetti per spiegare le missioni spaziali venne un anno fa ai fisici Marc Hairston e Mary Urquhart (Center for Space Sciences, University of Texas, Dallas). Il fumetto "Cindi in Space", indirizzato a bambini da 6 a 9 anni, nacque proprio per far capire gli scopi e il funzionamento della missione NASA dedicata allo studio della ionosfera nota con il nome di Coupled Ion-Neutral Dynamics Investigation: Cindi. Per la sua realizzazione i ricercatori dell'università del Texas si sono rivolti alla scuola di arte e design di Minneapolis: così nacque la collaborazione con il disegnatore Erik Lervold (allora studente). I caratteri e il tratto manga contraddistinguono le avventure di questa simpatica eroina-androide, in squadra con due cani-robot, che si possono scaricare dal sito dell'università del Texas.
Approfondimenti:
- Il sito di Marc Hariston (Research Scientist, William B. Hanson Center for Space Sciences, The University of Texas at Dallas)
- Intervista a Marc Hairston (Yamato Video, 2006)

27 ottobre 2006

Le scuole alla mostra del libro

La mostra del libro in Sardegna ha offerto alle classi delle scuole coinvolte occasioni per presentare il lavoro svolto con gli animatori, per provare nuove forme di espressione e nuove modalità di di comunicazione, facendo uso combinato di tecnologie innovative e tradizionali. I ragazzi, alcuni per la prima volta, si sono cimentati di fronte al pubblico di Macomer per quale raccontare le loro esperienze di lettura e di approfondimento e le curiosità nate nel corso delle attività.
Nel mio caso una quarta dell'Istituto Tecnico industriale di Tortolì e una del Liceo scientifico di Iglesias hanno lavorato intorno al libro di Piergiorgio Pinna, La Sardegna prima della storia (Cuec, 2005). Il liceo scientifico di Iglesias ha presentato un lavoro di ricerca intorno alle preziose trilobiti del Cambriano scoperte nelle montagne del Sulcis.
I ragazzi di Macomer (nella foto) espongono le tavole con i fumetti da loro disegnati (con alcune esilaranti caricature: il Pinnasauro, il Lilliuraptor e il Fraudonte) indeati per affrontare l'argomento del libro di Pinna in maniera spiritosa e accattivante ma comunque ricca di contenuti.

Mostra del libro in Sardegna

La Mostra del libro in Sardegna si svolge quest'anno nei locali appena ristrutturati delle ex Caserme Mura. Incontri con gli autori, tavole rotonde, letture, spettacoli. Una formula rinnovata per una manifestazione, giunta alla sesta edizione, organizzata dalla Regione, dal Comune di Macomer, dall'Associazione editori sardi, dall'Associazione librai sardi indipendenti, con il contributo della Provincia di Nuoro e della Comunità montana Marghine-Planargia.

Le principali novità rispetto alle precedenti edizioni sono rappresentate dal coinvolgimento di alcune classi delle scuole superiori dopo un percorso di preparazione e approfondimento e dalle occasioni informali come le cene con gli autori nei ristoranti del centro storico di Macomer (nella foto un momento della cena di venerdì 27 ottobre, con gli autori Aldo Brigaglia, Giuseppe Marci, Nino Nonnis, gli editori Mario Argiolas e Ivan Botticini) e numerosi ospiti tra i quali Stefano Salis, Ana Zendrera Zariquiey, Nouri Abid, Tijani Zaied, Serge Derjani).

16 ottobre 2006

Comportamento consapevole

Il progetto Comportamento consapevole e il mensile per bambini e ragazzi Pinkaro Pinkaro(di cui sono appena stato nominato direttore responsabile) fanno parte di un progetto di comunicazione e sensibilizzazione che coinvolge i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di 1° grado italiane, attraverso strumenti editoriali multimediali su argomenti come: salvaguardia dell’ambiente, riciclo e riuso della carta, della plastica, dell’alluminio e del vetro; educazione al risparmio energetico e all'uso di corrente elettrica, acqua, riscaldamento, mezzi pubblici. La pubblicazione contiene numerosi spunti per attività divertenti e utili.

14 ottobre 2006

Fulco Pratesi e le domande sugli animali

Da piccolo anche lui si poneva mille interrogativi sulla natura. Pratesi Per questo ieri sera Fulco Pratesi ha risposto con pazienza alle decine di domande rivoltegli dai bambini che hanno partecipato all'incontro con il presidente del WWF Italia organizzato nell'ambito del Festival Tuttestorie. Molto affascinante la descrizione che Pratesi fa (anche nel libro cui era dedicato il titolo dell'incontro "Nella giungla di Sandokan") dei suoi incontri con gli animali, piccoli e grandi che siano. Da ammirare anche quella capacità di raccontare con grande lucidità ma con estrema semplicità i problemi importanti, come l'importanza della biodiversità e il rischio delle contaminazioni da pesticidi. Ma i bambini sembravano non essere molto interessati ai temi più problematici, quanto, e forse è giusto, alle colorazioni, al peso, alla velocità e alla forza degli animali più distanti da quelli (ma li avranno mai visti dal vivo?) presenti nei nostri ambienti.
A essere sinceri, tolte quelle dieci domande brillanti e utili a mantenere vivo l'interesse, con un Pratesi in splendida forma e capace di dare risposte profonde e colorate, alcuni bambini hanno ripetuto quello che accade in molti luoghi. Come l'acquisto compulsivo e lo stesso consumo compulsivo [concetto per il quale rimando all'intervista Sulle tracce di Salgàri. Pratesi insegue il sogno dell'infanzia (quotidiano L'Unione Sarda, 16 ottobre 2006, pag. 10)] ho scoperto che esiste anche il domandare compulsivo. Solo così mi spiego perché i bambini seduti ai piedi del relatore si accanivano a chiedere quante righe ha la tigre, quanti pallini ha la giraffa, se un rinoceronte pesa più di un ippopotamo o quanto è piccola una formica.
Di bisogno di far domande, per fortuna ne abbiamo sembre e guai se così non fosse, ma allora chiediamoci perché si deve attendere Fulco Pratesi per porre quesiti che forse avrebbero potuto avere risposta a casa o a scuola. Un sospetto mi viene... Forse abituati a trangugiare la tv, cui non si puà chiedere nulla, i bambini non sanno più che possono abbeverarsi anche ad altre fonti del sapere. Un libro, un'enciclopedia, un papà capace almeno di aiutare a cercar le risposte, una mamma che sappia dov'è l'enciclopedia.

13 ottobre 2006

Dinosauri e bambini, amicizia inossidabile. Festival Tuttestorie 2006

Dal Sasso
Cristiano Dal Sasso
La prima giornata del Festival Tuttestorie è volata via. Incontri, laboratori, esposizioni, circa due mila bambini, una lieve, piacevole tensione da debutto. Sole la mattina e temporali il pomeriggio. All'incontro organizzato per le scuole elementari, che ho avuto l'onore di coordinare, i bambini hanno bersagliato di domande i due esperti, Cristiano Dal Sasso e Luca Novelli. Quello dei dinosauri è un mondo che da sempre affascina i bambini e quelli che hanno partecipato all'incontro di stamani lo hanno confermato.
Cristiano Dal Sasso, paleontologo (Laureato in Scienze Naturali, dal 1990 lavora al Museo di Storia Naturale di Milano come responsabile del Laboratorio di Paleontologia). Gli articoli di Dal Sasso pubblicati su "Nature" nel marzo 1998 e su "Science" nel gennaio 1999, sulla scoperta di Scipionyx, il primo dinosauro italiano, gli sono valsi ampia notorietà nell'ambiente scientifico e oltre.
Novelli
Luca Novelli
Luca Novelli, scrittore e cartoonist (nel 1984 Premio Andersen per la divulgazione scientifica, nel 2001 Premio Legambiente per la collana "Lampi di Genio"). Laureato in Scienze Agrarie (con una tesi sull'inquinamento da antiparassitari) inizia a pubblicare articoli e cartoon nel 1973 mentre la sua produzione di libri di scienze per ragazzi inizia nel 1978.
Come si vede dalle foto che pubblico qui accanto i nostri Dal Sasso e Novelli sono stati poi avvicinati dai bambini interessati a proseguire le domande anche a incontro concluso, a farsi firmare autografi sui libri o sullo splendido libretto del programma.

12 ottobre 2006

Libia: il pc da 100 dollari per tutti i bambini.

pc a manovella
Pc a manovella. Computer da 100 dollari. Arma letale contro il Digital Divide. Se ne parla da qualche anno: è il progetto One Laptop Per Child presentato il 28 gennaio 2005 da Nicholas Negroponte (che pochi giorni dopo ha lasciato il Media Lab del MIT per dedicarsi totalmente a questa iniziativa) al World Economic Forum di Davos. Successivamente, in occasione del Forum Mondiale dell'Onu per la società dell'informazione sui temi del Digital Divide e della diffusione dell'ICT (WSIS, Tunisi, 16-18 Novembre 2005) Kofi Annan, allora segretario dell'ONU, dichiarò: "La scommessa è quella di rendere i bambini liberi di impostare attivamente il proprio percorso culturale".
L'obiettivo dell'iniziativa è ambizioso: raggiungere con i portatili da 100 dollari ogni bambino del mondo, a partire dai paesi in via di sviluppo, per tentare di garantire l'accesso globale alla conoscenza.
I laptop sviluppati dal gruppo di Negroponte sono equipaggiati con software open source e possono essere alimentati con batteria interna (la cui ricarica può avvenire mediante una dinamo azionata a manovella, per mezzo di una batteria di auto, o con un normale trasformatore di rete).
One Laptop Per Child Attendiamo di conoscere ulteriori dettagli. Intanto il Sole 24 ore (oggi, 12 ottobre 2006) ha segnalato un accordo tra Governo di Tripoli e "One Laptop Per Child" siglato allo scopo di dotare tutti i bambini libici del rivoluzionario portatile a batteria. L'articolo ("In Libia un Pc a ogni bambino", pag. 8) informa che l'accordo è stato stipulato allo scopo di "investire 250 milioni di dollari e ricevere in cambio 1,2 milioni di portatili entro il 2008, compresi di installazione, supporto tecnico e collegamento satellitare" e aggiunge: "Muhammar Gheddafi, che ha incontrato Negroponte nel corso dell'estate, starebbe inoltre considerando acquisti per conto di altri Paesi africani poveri."

U.S. Group Reaches Deal to Provide Laptops to All Libyan Schoolchildren (New York Times, 11 ottobre 2006)
SAN FRANCISCO, Oct. 10 — The government of Libya reached an agreement on Tuesday with One Laptop Per Child, a nonprofit United States group developing an inexpensive, educational laptop computer, with the goal of supplying machines to all 1.2 million Libyan schoolchildren by June 2008.

Le risposte di Negroponte (Presidente One Laptop per Child) alle domande più frequenti (in italiano).

Da RaiNews24:
Libia. Accordo no-profit con Usa: 1,2 milioni di pc per studenti

Da Wikinotizie:
- 16 marzo 2006: Bill Gates attacca il pc dei poveri
- 17 novembre 2005: Debutta il computer portatile a manovella a soli 100 dollari

11 ottobre 2006

Quante fragole cresceranno nel mare di Cagliari?

TUTTESTORIE cagliari 13-15 ottobre 2006
Per dare il nome al primo Festival di Letteratura per Ragazzi è stato necessario scomodare una delle numerose composizioni nate dalla fertile penna (o macchina per scrivere) di Gianni Rodari ("Un tale mi venne a domandare quante fragole crescono in mare? E io gli risposi di mia testa quante sardine nella foresta. E io gli ho risposto di mia testa: quante sardine nella foresta"). Vista la mole di iniziative che le amiche della cooperativa Tuttestorie di Cagliari hanno saputo organizzare (con la collaborazione di valenti mani e menti, quali Bruno Tognolini e Vittoria Negro) e la qualità di ogni singolo evento programmato dal 13 al 15 ottobre non possiamo che iniziare a immaginarla solo la prima di una lunga serie. Cagliari, il suo circondario, la Sardegna intera avevano bisogno di un evento di tale portata. Perché avere a cuore i bambini, la loro crescita intellettuale e sociale e il loro sano divertimento, significa avere a cuore la città e l'intera regione. Intanto perché sono loro diritti (come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle bambine e dei bambini), poi perché sono i cittadini di domani (e quindi almento utiliristicamente chi sarà anziano quando loro saranno adulti raccoglierà lo stile, la disponibilità e l'educazione che avrà seminato), infine perché è bene fornire occasioni di crescita multiculturale nello stile dell'educazione informale adatte a una società in continua mutazione nella quale chi non è pronto all'adattamento (e questo è uno dei modi per imparare a farlo) rischia di soccombere. Ma in fondo, come non cogliere la bellezza di manifestazioni (il cui accesso è gratuito rappresenta, grazie all'impegno congiungo di enti locali, imprese e altri soggetti, un segnale di apertura e di democrazia) come il festival tuttestorie, a disposizione di tutti, progettate per tutti e di cui trarranno vantaggio tutti?
La risposta del pubblico, in questi casi, vale più di mille articoli.

Un centro della Scienza in Sardegna?

bambini giocano con la scienza a San Francisco: Exploratorium
Sarebbe meraviglioso. Una struttura concepita con i più moderna criteri della museologia scientifica. Aperta a contributi di tutte le discipline scientifiche ovviamente, ma anche all'incontro con l'arte (per esempio con sperimentazioni sulla percezione, sulla creatività, sulla rappresentazione, sui modelli, sullo scambio fecondo tra "culture"), l'analisi storica e sociale (per esempio in relazione al progresso, alle implicazioni dell'innovazione tecnologica nella produzione industriale e nelle condizioni di lavoro, nel rapporto fra scienza e guerra e tra scienza e pace). Ieri a Polaris (il parco scientifico e tecnologico della Sardegna, con sede a Pula, 40 km da Cagliari) si è parlato di questo. In particolare con le relazioni di Manuela Arata e di Paola Rodari.
Manuela Arata (Presidente del Festival della Scienza di Genova, e per questo Premio Andersen 2005) ha illustrato il crescente valore che, in Italia e all'estero, riscuotono gli eventi (come i festival) e i luoghi (come i centri della scienza). Paola Rodari (docente di museologia scientifica alla SISSA di Trieste e ideatrice di alcuni Science Center italiani) ha illustrato il significato dell'espressione Science Center e ha tracciato un quadro delle realtà esistenti in Italia e all'estero.
La speranza è che il seme lasciato depositare durante il convegno di Pula possa essere messo nelle condizioni di germogliare e di crescere. L'auspicio è duplice. Innanzitutto serve che le istituzioni locali, una volta compresa - e non sembra, a sentire gli interventi della parte politica ieri mattina, ancora pienamente compresa, purtroppo, se si eccettua l'assessore alla cultura della provincia di Cagliari, Luciano Marrocu, al quale invece l'idea piace e anzi vi aggiunge qualche intelligente contributo progettuale - l'importanza (culturale, sociale, educativa, economica e turistica) legata alla creazione di un centro della scienza (come ha sottolineato Carla Romagnino, presidente del Comitato Scienza Società Scienza, e la stessa Manuela Arata).
In secondo luogo si può - e a mio avviso si deve - fare in modo che le iniziative (attività di divulgazione scientifica, interazioni arte/scienza, esposizioni, mostre, convegni, apertura al pubblico di dipartimenti e centri di ricerca, giocoleria scientifica, educazione informale, laboratori per le scuole come quelli che Scienza Società Scienza ha presentato oggi a Polaris e attiverà durante il festival tuttestorie del quale parleremo diffusamente in seguito) condotte fino ad oggi, non rimangano esperienze isolate ma si possano in qualche modo (come suggerito a più riprese da Paola Rodari e dal Presidente del Consorzio 21, Giuliano Murgia) coordinare, mettere in relazione, porre in attiva collaborazione reciproca.
Le due posizioni solo apparentemente possono risultare antitetiche. La creazione di un centro della scienza non esclude, anzi può trarre giovamento, dalla presenza di una rete di "luoghi della scienza" (laboratori di dipartimenti, centri di ricerca, aziende, aperti periodicamente alla fruizione di gruppi organizzati) opportunamente organizzata e, particolare non secondario, adeguatamente preparata.

Oggi, come non mai, all'indomani di una giornata di lavori (cui sicuramente seguiranno altre occasioni di approfondimento) che ha regalato momenti di altissimo livello (accanto, a dire il vero, a qualche piccola caduta di stile da parte di relatori assai blasonati) non possiamo che ritenere fondata la speranza.

Andrea Mameli, 11 ottobre 2006

03 ottobre 2006

Diffusione della cultura scientifica: un convegno a Pula (Cagliari).

bambini in uno science center americano
La necessità di una diffusione capillare della cultura scientifica cattura raramente l'interesse della stampa e dei politici. Quasi sempre in occasione della pubblicazione di dati negativi, in relazione alla scuola italiana, oppure della carenza di vocazioni in discipline scientifiche o ancora in prossimità di elezioni o referendum. E puntualmente si evidenzia la carenze, l'impreparazione, l'inadeguatezza del nostro Paese. Le, numerose, punte di eccellenza vengono offuscate dalle, più notevoli, carenze. Un pochino è come occuparsi degli incendi estivi in piena estate. O chiudere la stalla con i buoi già a spasso.
Per fortuna in Italia, grazie alla passione, alla lungimiranza e alla professionalità di esperti del settore, amministratori, docenti e ricercatori, da alcuni anni si stanno moltiplicando esperienze che possono contribuire a contrastare l'analfabetismo scientifico. In particolare i Festival della scienza, come quelli di Bergamo, Genova, Perugia, i Centri della Scienza, come quello di Napoli, o altri luoghi significativi: il Planetario di Roma, ApritiCielo di Torino, il Museo della scienza del Balì (Saltara, PU), la Città dei bambini e dei ragazzi di Genova.
HandsOn center, Irving, Texas (Usa)
A Pula (Cagliari) nel parco scientifico e tecnologico Polaris, il 10 ottobre, saranno presentate alcune esperienze condotte in Italia (Manuela Arata per Genova e Paola Rodari per Saltara) e si tenterà di raccogliere da parte degli amministratori locali qualche impegno verso la nascita di un coordinamento delle iniziative locali (tavola rotonda delle 11:30 "Un centro della scienza in Sardegna: una scommessa importante per il territorio"). Nella tavola rotonda del pomeriggio ("Il coordinamento delle strutture scientifiche regionali per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica", 16:30) attraverso il confronto tra rappresentanti di istituzioni di ricerca presenti in Sardegna si cercherà di innescare un processo di collaborazione reciproca e di "messa in rete" delle risorse.

Programma del convegno (file Pdf) (10 ottobre 2006, Polaris, Pula, auditorium Edificio 2)

Per approfondire: Nascita di uno science centre. Fenomenologie italiane, di Paola Rodari (Journal of Science Communication, 2 2006).

01 ottobre 2006

Retrocomputing: quando collezionare non è solo un gioco


Ridare vita a macchine fuori produzione da decenni, mantenere funzionanti hardware e software di assoluta rarità, giocare con marzianetti in bianco e nero nell'era del videogame. Ma la passione per il Retrocomputing a volte può significare qualcosa in più. Ad esempio nel caso di indagini rese complicate, se non impossibili, dalla presenza sulla scena del crimine da computer di altre epoche. E' accaduto recentemente in Austria, dopo la fuga di Natascha Kampusch: una parte della storia di Wolfgang Priklopil potrebbe essere celata in alcune audiocassette e dischetti da 5,25 pollici. Ovvero la memoria del Commodore 64.

A complicare la situazione è anche il fatto che il C64 non utilizza lo standard di codifica caratteri ASCII ma il PETSCII.

Kidnapper's retro computer offers scant clues The Guardian (September 5, 2006)

Commodore 64 (Wikipedia)

28 agosto 2006

Io sono valido!

Antonio ha 22 anni. Ha ideato un marchio e vende magliette via web. Ha anche un diario telematico e risponde a centinaia di e-mail. Il marchio imvalid
Non sembrano cose eccezionali. Ma Antonio è tetraplegico: non usa gambe e braccia da quando aveva 5 anni. Ora aggiorna il suo sito, comunica, crea, si racconta. Inizialmente intendeva vendere il suo diario personale, ma è stato scoraggiato dagli equivoci che la sua iniziativa generava. Così ha pensato di inventare una linea di abbigliamento e la sua impresa sta andando avanti. Nonostante mille difficoltà. E grazie ai familiari e agli amici che lo aiutano.
Antonio Gaddari e Gianfranco Zola
Antonio è disponibile e paziente, ma non sopporta di restare immobile nella sua stanza. "Se penso a come ero ridotto a gennaio - mi ha scritto Antonio - mi vengono i brividi! La mattina non facevo un tubo e uscivo con gli amici solo nel weekend perché
gli altri giorni o lavoravano oppure studiavano! Il fatto di svegliarmi alle 11 e di scrivere ciò che ho dentro, al mondo intero mi fa star incredibilmente bene! Ho conosciuto diverse persone interessanti e piano piano sto cercando di costruirmi qualcosa di importante! Sono ambizioso e lo reputo un pregio! Sono un sognatore e lo reputo un pregio! Sono un ottimista e lo reputo un pregio! Mi dicono sempre di stare con i piedi per terra e rispondo spesso che la terra non è fatta per me. E per fortuna le tecnologie mi offrono opportunità immense."
Il comando vocale per l'uso del computer è la manna piovuta dal cielo.
E Antonio, come si capisce anche dal nome del suo sito www.wannabeavip.com non si accontenta: vuole diventare famoso. Ma per farlo non intende avvalersi di scorciatoie: desidera conquistare il suo spazio con le sue forze, e senza corsie preferenziali.
Che dire? Antonio: in bocca al lupo!!!