31 dicembre 2012

Svegliarsi con un accento straniero: Foreign accent syndrome

L'ultimo caso riportato dalla stampa è quello di Alun Morgan, 81, anni, risvegliatosi dal coma con un accento diverso: prima parlava inglese, ora gallese [Alun Morgan, Englishman, Wakes Up From Stroke, Can Speak Only Welsh (Huffingtonpost, 28 Dec. 2012)].

Un anno e mezzo fa capitò a Karen Butler una 56-enne dell'Oregon, la quale si è risvegliata dall’anestesia (dal dentista) con accento irlandese [Foreign Accent Syndrome: Oregon Woman Wakes From Surgery With Accent (abcnews, May 5, 2011)].

La Sindrome dell'accento straniero (Foreign accent syndrome) può far sorridere, anzi, sembra buona per rimacarci sopra una trama ricca di humor. Ma basta provare a immedesimarsi in chi ne è stato colpito (anche con l'aiuto dei video di cui riporto i link qui sotto), per capire che gli effetti, a livello psicologico, non sono certamente banali. E non solo: per la donna norvegese che ne fu colpita nel 1941 (primo caso documentato) l'aver acquisito un accento tedesco fu causa di grattacapi.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 31 Dicembre 2012

"Accenti spontanei, finti e patologici. Dove risiede l'interruttore della pronuncia?" (Linguaggio Macchina, 15 Novembre 2011)

30 dicembre 2012

Non ho bisogno delle stampelle. Una lettera del 2007 di Rita Levi Montalcini

Ho ritrovato una lettera al direttore di un importante quotidiano italiano scritta da una persona che chiedeva rispetto. Mi sembra doveroso riproporla oggi:

Caro Direttore, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito. Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.
In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.
Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza. A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.
(10 ottobre 2007)
Rita Levi Montalcini

29 dicembre 2012

Misurare per capire: cosa significa risparmiare energia.

Una delle modalità più efficaci per affrontare, a scuola, il concetto di energia consiste nel far toccare con mano il significato, qualitativo e quantitativo, di consumo e di risparmio.
Nella mia esperienza di animazione energetica nelle scuole ho trovato molto utile far calcolare, bollette alla mano, i consumi energetici dell'edificio scolastico.
Ma non solo: anche insegnenti e studenti possono essere coinvolti nelle operazioni di misura delle rispettive abitazioni.
Ad esempio nel post del 23 Aprile 2012 intitolato "Come calcolare i consumi di casa nostra (standby compresi)? Ce lo spiega Karin Bertolussi" ho illustrato le attività volte da una classe del Liceo Elisabetta Vendramini di Pordenone in cui una studentessa (nella foto) ha preparato preparato uno schema per la determinazione dei consumi di energia in casa (applicabile anche a scuola). L'originalità di questo lavoro Karin Bortolussi, svolto insieme al professore di fisica, Ruggero Da Ros, consiste nel calcolo dei consumi dovuti agli apparecchi elettronici in standby con l'osservazione del contatore digitale, in particolare del led rosso, posizionato in alto a sinistra nel contatore dell'Enel. Dopo aver spento tutte le luci, gli apparecchi elettronici e gli elettrodomestici, bisogna misurare il tempo che intercorre tra due accensioni successive del led (il tempo solitamente è compreso tra 40 e 200 secondi) lasciando attaccati solo alcuni apparati, per esempio gli stand by. Poi dobbiamo dividere il coefficiente 31536 per il numero di secondi che abbiamo misurato tra un impulso e l'altro. Se ad esempio, spiega Karin "dopo aver spento tutto tranne gli apparecchi in stand by andiamo a misurare il tempo che intercorre tra le accensioni dei led otteniamo 98 secondi allora con la divisione possiamo calcolare i kWh consumati in un anno solo per gli standby: 31536 : 98 = 321,78 kWh."
Fatti gli opportuni calcoli possiamo portare a ragionare sul motivo dei diversi consumi fino a indagare sul funzionamento degli apparecchi e sulla loro reale utilità. Un lavoro multidisciplinare che con i dovuti accorgimenti può essere applicato con successo in ogni tipo di scuola. Un discorso ancora più completo, per il quale è necessario un intervento multidisciplinare più articolato, consiste nello studio, qualitativo e quantitativo, dei rifiuti prodotti dalla scuola.

Uno strumento molto utile è lo schema proposto da Scuole per Kyoto suddiviso in varie fasi: 1) Rilevazione dei consumi energetici, termici, elettrici; 2) Rilevazione dei volumi e delle superfici dell’edificio; 3) Normalizzazione dei consumi per tener conto della posizione geografica e delle ore di funzionamento della scuola; 4) Calcolo delle emissioni di CO2, 5) Calcolo dell’indicatore energetico per i consumi elettrici.

Ho avuto modo di utilizzare in alcune classi (elementari e medie) anche la tabella ideata dal Gruppo di Ricerca in Didattica delle Scienze Naturali dell’Università di Torino, mediante la quale possiamo scoprire quanti schiavi energetici sarebbero necessari per mantenere lo stile di vita di una nucleao abitativo o famiglia che utilizza le apparecchiature elencate. Un utile esercizio consiste nel riempire i campi vuoti della tabella con i valori misurati a scuola o a casa. Altri spunti didattici, messi a disposizione dal Gruppo di Ricerca in didattica delle Scienze Naturali dell'Università di Torino, sul concetto dello "Schiavo energetico".
 

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 29 Dicembre 2012

28 dicembre 2012

Bear Grylls: avventura e sopravvivenza in due libri Mondadori

Edward Michael "Bear" Grylls è noto in tutto il mondo per la serie televisiva Man vs Wild - Ultimate Survival trasmessa da Discovery Channel (in Italia con il titolo "L’ultimo sopravvissuto").

Nel 1998 è stato il più giovane britannico a scalare l'Everest, a 23 anni, soltanto un anno e mezzo dopo l'incidente con il paracadute in Zambia, in cui il nostro si era danneggiato tre vertebre battendo la schiena a terra.

Nel 2003 Bear ha attraversato l'Atlantico appena sotto il Circolo Polare Articosenza assistenza, con un piccolo gommone semi-rigido.

Nel 2009, quando è stato nominato capo dell'associazione scout inglese, Grylls aveva 35 anni: nessuno prima di lui aveva ricoperto questo incarico tanto giovane.

Recentemente Bear Grylls ha aperto un'accademia di sopravvivenza in Scozia (Survival Academy). I corsi di 3 giorni costano 1400 sterline, quelli di 6 giorni 3000 sterline. La quota comprende vitto e alloggio.

In Italia per la Mondadori sono usciti due volumi di Grylls: "Living Wild. Il manuale definitivo di sopravvivenza” (257 pagine, 18,00 euro) e "Avventure estreme. La guida completa alle attività outdoor" (256 pagine, 18,00 euro).


Il primo libro contiene suggerimenti per affrontare avventure estreme, consigli per evitare guai durante escursioni, tecniche per sopravvivere in circostanze critiche.

Il secondo volume svela i trucchi grazie ai quali Bear Grylls affronta con serenità ogni prova: rifting, immersioni subacquee, tree climbing, kitesurfing, escursioni speleologiche. Il libro contiene anche consigli su come orientarsi, costruirsi un rifugio e procurarsi cibo.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Dicembre 2012


Picture: Risk-taker: Bear Grylls is drained but exultant on his way down Everest
Source: Daredevil Bear Grylls: How climbing Everest was a perfect cure for my BROKEN BACK, Bear Grylls (MailOnline, 21 May 2011).

Bear Grylls Interview: Survival Academy, dangerous situations, Scouting experience and Sardinia

Mr. Grylls, tell me about your Survival Academy. Who can participate? «It is open to anyone who aspires to learn 100% practical survival skills that one day could save their life! The course focuses on the dynamic survival that people see me execute on Man Vs Wild.»

You've been in some pretty tough situations: what has been the most difficult moment? «Probably dropped in the middle of Siberia in winter - it is unforgiving! But there have been so many jungles, swamps and mountains that have tested me to my limits and I definitely look back on a lot of narrow escapes with gratitude for life!»

In what way does Scouting contribute to your professional life? «It gives young people and me included, good solid principles on which to live my life and follow my adventures - from understanding about cheerfulness in adversity to being properly prepared for expeditions. Life and outdoor skills so often cross over and this is the genius of scouting.»

Have you been to Sardinia? «No, but it is on my bucket list!!»

Andrea Mameli, 28 Dec. 2012

You can find the italian translation of my interview to Bear Grylls on the newspaper L'Unione Sarda: "Con Bear Grylls nella giungla di tutti i giorni" (L'Unione Sarda, Cultura, 28 Dicembre 2012)

Con Bear Grylls nella giungla di tutti i giorni (L'Unione Sarda, Cultura, 28 Dicembre 2012)

Ha ucciso e mangiato serpenti e insetti, si è arrampicato su alberi di 30 metri e si è lanciato in cascate alte 40. Bear Grylls, nome d'arte di Edward Michael Grylls, è famoso anche per aver scalato l'Everest a 23 anni. Ma è noto soprattutto per le sue imprese estreme, riprese da Discovery Channel.
In questi giorni è nelle librerie l'ultimo libro di Bear Grylls: “Living Wild. Il manuale definitivo di sopravvivenza” (Mondadori, 257 pagine, 18,00 euro). Un prontuario per affrontare con serenità piccole disavventure di viaggio o per sentirsi pronti a cavarsela in qualche catastrofe: accendere il fuoco, fare nodi e legature, depurare l'acqua, leggere la mappa, trattare una ferita, una frattura o un'insolazione. Ma anche per prevenire: scegliendo il giusto equipaggiamento e la corretta alimentazione.
In libro di Grylls raccoglieo nozioni acquisite nei corsi di addestramento dei corpi speciali inglesi e nel corso della sua lunga esperienza all'interno del movimento scout. Infatti il volume dedicato ai 28 milioni di scout e ha espresso la sua gratitudine al fondatore, Lord Baden-Powell.
Nel mese di marzo 2013 apre le porte la "Bear Grylls Survival Academy". I corsi si svolgeranno da marzo in Scozia, nelle Highlands: attraversamenti fluviali, discese in corda doppia, arrampicate, ma anche accendere il fuoco in condizioni estreme, costruire rifugi di emergenza, procurarsi cibo e acqua».
Chi può partecipare alla Survival Academy?
«I corsi sono aperti a chiunque aspiri imparare tecniche di sopravvivenza, le stesse che la gente mi ha visto fare in Man Vs Wild, con le quali un giorno potrebbero salvare qualche vita»
Qual'è stato il momento più difficile?
«Probabilmente quella caduta nell'inverno Siberiano. Ma ci sono state molte giungle, paludi e montagne che hanno messo alla prova i miei limiti e in molti casi la fuga mi ha salvato la vita!»
Qual'è stato il contributo dell'esperienza Scout alla tua vita professionale?
«Ha dato a me come a tantissimi giovani dei buoni principi su cui basare solidamente la vita, dall’affrontare le avversità con allegria al preparare con cura le spedizioni.»  
Mai stato in Sardegna?
«No, ma è nella mia lista»
Andrea Mameli
L'Unione Sarda, 28 Dicembre 2012, pag 58, Cultura

Quanta scienza nei prossimi 50 anni. Incontro con Giovanni Bignami e Cristina Bellon).

L'incontro di ieri pomeriggio (organizzato dall'INAF - Osservatorio Astronomico di Cagliari) ha offerto una rara occasione di spaziare tra molteplici scenari legati alla ricerca scientifica. Scenari limitati ai prossimi 50 anni: il tempo che ci separa dalla ricomparsa della cometa di Halley.
Andrea Possenti (Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari) nell'introdurre gli ospiti (l'astrofisico Giovanni Bignami e la scrittrice Cristina Bellon) ha sottolineato l'importanza di aprire il mondo scientifico all'esterno. E l'incontro di ieri pomeriggio nella sala conferenze del Centro Culturale Il Ghetto, a Cagliari, si è rivelato un'ottima occasione di contatto con il pubblico.
In parte per la bravura dei due relatori, in parte per la tematica accattivante e in parte per le stimolanti domande arrivate dal pubblico.
Cristina Bellon, dopo aver fornito gli ingredienti per la costruzione del futuro (studiare, sognare, progettare, costriuire) ha introdotto il tema della conoscienza dello spazio che ci circonda, ipotizzando una missione umana verso Marte, entro i prossimi 20 anni, con il motore a fissione nucleare.
Di questo propulsore Cristina Bellon ha mostrato anche la ricetta: un pizzico di neutroni liberi, un bicchiere di nuclei di uranio, un tubo lungo 5-10 metri, un ugello e idrogeno a un'atmosfera.
Una simile missione non ci porterebbe necessariamente a scoprire forme di vita aliene, ma aiuterebbe sicuramente a riaccendere l'interesse per lo spazio. D'altronde, come ha sottolineato Giovanni Bignami, dell'universo conosciamo solo il 4%, e un radiotelescopio come SRT (Sardinia Radio Telescope) potrebbe aiutare a scandagliare quel 96% ancora ignoto, fatto in gran parte (73%) di energia oscura (Dark Energy) e per il resto (23%) di materia oscura (Dark Matter).
Quanto alla vita oltre la Terra, che si tratti di organismi elementari o di forme di vita intelligenti, sarebbe in ogni caso una notizia sensazionale. Anche se la domanza zero è un'altra: come si potrebbe definire esattamente la vita?
Tuttavia, per Bignami, il problema UFO, gli oggetti volanti non identificati che ogni tanto qualcuno asserisce di aver visto, si esaurisce con un acronimo di tre lettere: STB. Sono tutte balle.
Particolarmente emozionante la parte della presentazione dedicata alle previsioni scientifiche sul piano medico, con la possibile introduzione di cellule staminali e il massiccio ricorso ai mini robot.
Alcuni dei contenuti esposti ricalcano quelli del libro “Il futuro spiegato ai ragazzi” scritto da Giovanni Bignami e da Cristina Bellon (Mondadori, 2012). Una sintesi dei contenuti del volume è nella micro videointervista pubblicata ieri nel blog Linguaggio Macchina: Giovanni Bignami illustra in un minuto due possibili traguardi della scienza per i prossimi 50 anni.
Le domande giunte dal pubblico, in particolare quelle poste dai bambini (Tracce di vita contenute nelle schegge di altri pianeti giunta fino a noi milioni di anni fa potrebbero essersi perse nel magma incandescente? Ma l'universo è finito o infinito? Con SRT si potrebbe indagare sull'esistenza di universi paralleli?) hanno vivacizzato l'incontro. E, a detta di Andrea Possenti, potranno stimolare realmente chi lavora nella ricerca.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Dicembre 2012

27 dicembre 2012

Giovanni Bignami illustra in un minuto due possibili traguardi della scienza per i prossimi 50 anni

La Cometa di Halley ritornerà nel 2062. Cosa ci riserverà la scienza in questi 50 anni? Giovanni Bignami (autore, insieme a Cristina Bellon) del libro "Il Futuro spiegato ai Ragazzi" (Mondadori, 2012), in un video di un minuto sceglie la scoperta di vita oltre la Terra e le trasformazioni radicali nell'interfaccia uomo-computer. Ma il volume contiene molti altri scenari: lo spazio intorno a noi, energia e materia nell'universo, tutta l'energia che vogliamo, il futuro della vita sulla Terra, genetica e medicina, tecnologia futurista, la robotica.
Il libro, dedicato ai ragazzi curiosi e a quelli che non hanno voglia di studiare, è stato presentato oggi a Cagliari nel corso dell'incontro organizzato dall'INAF e dall'Osservatorio Astronomico di Cagliari sul tema "Cosa resta da scoprire: le nuove sfide dell’astrofisica nel terzo millennio”.

Il Futuro spiegato ai Ragazzi, 211 pagine, euro 12,00
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 27 Dicembre 2012

Fabiola Gianotti, persona dell'anno per il Time (quinta classificata)

Il Time sceglie Barak Obama per la sua copertina del 2012, ma riserva un meraviglioso quinto posto alla fisica italiana Fabiola Gianotti, dietro il presidente Usa Barack Obama, la quindicenne pachistana Malala Yousafzai, il presidente egiziano Morsi e Tim Cook (ammistratore delegato Apple).
Fabiola Gianotti non è solo una ricercatrice preparata: è una persona in grado di gestire una squadra di 3.000 persone al Cern dove dirige il sofisticatissimo esperimento Atlas (cui dobbiamo la scoperta del Bosone di Higgs).
Laureata in fisica sub-nucleare all'Università di Milano, dove ha poi conseguito il dottorato di ricerca, Fabiola Gianotti lavora al CERN dal 1987 e all'esperimento ATLAS dal 1992.
E proprio in qualità di portavoce dell'esperimento ATLAS il 4 luglio 2012 ha annunciato la prima osservazione di una particella compatibile con il bosone di Higgs.

26 dicembre 2012

L’asteroide AG5 sfiorerà la Terra nel 2040. Nuove misure dalle Hawaii: la fine del mondo è lontana.

Le osservazioni effettuate due mesi fa con il telescopio Gemini North, alle Hawaii, hanno abbassato il livello di rischio di impatto con l’asteroide AG5 nel 2040. Lo spiega la nota stampa  dell'Università delle Hawaii: UH Observations Result in “All Clear” for Potential Asteroid Impact. diffusa il 21 Dicembre 2012.
Misure precedenti indicavano un rischio elevato per questa roccia spaziale del diametro di 140 metri, che in caso di un impatto con il pianeta Terra rilascerebbe un'energia pari a 100 megatoni (l'atomica fatta esplodere su Hiroshima il 06 Agosto 1945 aveva un potere esplosivo di 0,12 megatoni).

Nella foto Gemini ("All-Clear" Asteroid Will Miss Earth in 2040) l'asteroide AG5 è il punto al centro del cerchio giallo.

Se volete stimare le conseguenze dell'impatto di un asteroide con il nostro pianeta ecco il servizio interattivo realizzato da Robert Marcus, H. Jay Melosh, Gareth Collins dell'Imperial College London: Earth Impact Effects Program.

E se in cielo osservate qualcosa di insolito e volete una conferma? Cliccate sul link della NEO Confirmation Page, dove NEO sta per Near-Earth Objects.

È possibile anche conoscere gli effetti di una bomba nucleare.
Perlomeno per effettuare i raffronti del caso.

Andrea Mameli 26 Dicembre 2012 www.linguaggiomacchina.it

25 dicembre 2012

The Physics of Santa (Infographic by VoltierCreative/BlueGlass)

The Physics of Santa
by BlueGlass (browse more infographics).

 
More on Santa and Science:

Cosa resta da scoprire? Prova a rispondere Giovanni Bignami, a Cagliari il 27 Dicembre 2012.

Bignami Mameli Cagliari 2011 “Cosa resta da scoprire: le nuove sfide dell’astrofisica nel terzo millennio” è il tema dell'incontro organizzato dall'INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari il 27 Dicembre 2012 alle 18 (sala conferenze del Centro Culturale Il Ghetto, via Santa Croce, Cagliari).

Parteciperà l'astrofisico Giovanni Bignami, presidente dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), autore di due libri edicati a questo genere di domande: “Cosa resta da scoprire” (Mondadori, 2011) e Il futuro spiegato ai ragazzi (Mondadori, 2012).

Interverranno Andrea Possenti (Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari) e Nichi D’Amico (Direttore del progetto Sardinia Radio Telescope e professore di Astrofisica e Radioastronomia al Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari).

Coordina: Andrea Mameli (divulgatore e giornalista scientifico).

Per informazioni: divulgazione@oa-cagliari.inaf.it
P.S. Ecco un breve resoconto dell'incontro: Quanta scienza nei prossimi 50 anni. Incontro con Giovanni Bignami e Cristina Bellon)
E un video: Giovanni Bignami illustra in un minuto due possibili traguardi della scienza per i prossimi 50 anni.

Mangiare in eccesso? Disturba il nostro orologio alimentare.

La cena natalizia troppo abbondante? Altera l'orologio alimentare che si trova dentro di noi. Un raffinato sistema di controllo gestito da un insieme di geni ancora poco conosciuto. Un recentissimo studio, condotto da ricercatori della University of California, San Francisco (UCSF), pubblicato questo mese sui Proceedings of the National Academy of Sciences, rivela come funziona questo nostro orologio (Food Clock) a livello molecolare. I risultati della ricerca potrebbero avere implicazioni rilevanti nella comprensione delle basi molecolari di diabete, obesità e altre sindromi metaboliche.
Comprendere il meccanismo molecolare connesso con il mangiare in eccesso potrebbe aiutare a migliorare dei disordini associati con il jet lag e con la sindrome del divoratore notturno (Night eating syndrome).
What Ptacek e i suoi colleghi hanno scoperto che alla base del fenomeno ci sono le proteine PKCγ e BMAL.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 25 Dicembre 2012
Foto: Panada di anguille (2007)
L. Zhang, D. Abraham, S.-T. Lin, H. Oster, G. Eichele, Y.-H. Fu, L. J. Ptacek.  
PKC participates in food entrainment by regulating BMAL1.
Proceedings of the National Academy of Sciences, 2012; 109 (50): 20679
DOI: 10.1073/pnas.1218699110
Abstract
Temporally restricted feeding (RF) can phase reset the circadian clocks in numerous tissues in mammals, contributing to altered timing of behavioral and physiological rhythms. However, little is known regarding the underlying molecular mechanism. Here we demonstrate a role for the gamma isotype of protein kinase C (PKCγ) in food-mediated entrainment of behavior and the molecular clock. We found that daytime RF reduced late-night activity in wild-type mice but not mice homozygous for a null mutation of PKCγ (PKCγ−/−). Molecular analysis revealed that PKCγ exhibited RF-induced changes in activation patterns in the cerebral cortex and that RF failed to substantially phase shift the oscillation of clock gene transcripts in the absence of PKCγ. PKCγ exerts effects on the clock, at least in part, by stabilizing the core clock component brain and muscle aryl hydrocarbon receptor nuclear translocator like 1 (BMAL1) and reducing its ubiquitylation in a deubiquitination-dependent manner. Taken together, these results suggest that PKCγ plays a role in food entrainment by regulating BMAL1 stability.

Il Ritorno del Celacanto. Trieste, Museo di Storia Naturale.

Il celacanto (Latimeria chalumnae) ritorna al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste. La Latimeria mancava da 5 anni e dopo un anno di attento restauro a cura dei preparatori del Museo (Andrea Dall'Asta e Sergio Martincich) il "pesce fossile" ritorna dentro la speciale vasca realizzata appositamente in lega alluminio-magnesio, ha una resiteenza triplicata rispetto all'allumino normale. I cristalli sono temperati e nel basamento è custodito uno speciale serbatoio di contenimento di sicurezza.
Il Museo Civico di Storia Naturale di via dei Tominz 4 è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14 e propone visite guidate gratuite.
In questi giorni è previsto uno speciale laboratorio per bambini: giovedì 27, sabato 29 dicembre e giovedì 3 e sabato 5 gennaio 2013 le visite guidate inizieranno alle 10 e alle 11.30.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 25 Dicembre 2012

Nella foto, da sinistra: Sergio Martincic e Andrea Dall'Asta (i preparatori del Museo), l'assessore all'educazione Antonella Grim, e Flavio Bacchia (che ha realizzato e donato la vasca)

24 dicembre 2012

Perdasdefogu ricorda Tito Mameli. L'importanza dei Maestri Elementari.

Il 22 Dicembre 2012 Perdasdefogu ha onorato il ricordo di mio padre, Tito Mameli, con un incontro nella Biblioteca Comunale.

Con la relazione di Francesca Lai è stato possibile ricostruire l'elenco dei Maestri Elementari dal 1750 al 1923. Giacomo Mameli ha poi letto l'elenco della classe composta dai nati nel 1936, con la quale Tito Mameli iniziò a insegnare, subito aver conseguito il Diploma di Maturità Magistrale.

In linea con la splendida atmosfera di curiosità e collaborazione che si viene a creare nella Biblioteca di Perdasdefogu sono state poi ascoltate le testimonianze di alcuni ex scolari. Tra le tante segnlo quella di Felice Tegas, nato nel 1936, autore di una bellissima lettera, dalla quale riporto alcuni passaggi:

  "Caro Maestro Tito, sono il tuo ex alunno Felice Tegas da Perdas, ti scrivo perché ora non posso parlarti più; ti scrivo per riconoscenza. Non sei stato un burocrate, ma un lavoratore del campo, un contadino della cultura, un seminatore di civiltà. Ti scrivo per dirti grazie di quanto mi hai dato, per quanto ci hai dato, perché siamo numerosi. Ciao Maestro! Il tuo ricordo mi commuove".

Poi è stata la volta di Martina Manai, venuta appositamente da Quartu Sant'Elena (il luogo dove babbo ha insegnato per pià anni) allo scopo di tributare un commovente omaggio al suo Maestro. Martina era nell'ultima classe in cui babbo ha insegnato prima di andare in pensione, nel 1984. Ecco alcuni stralci della lettera di Martina:

  "Il Maestro è entrato nella mia vita una mattina di settembre del 1981, da allora ne ha sempre fatto largamente parte. Un uomo “d’altri tempi”, nell’accezione più bella che si possa dare, per i modi e toni eleganti, rari ieri come oggi. Ma quello che voglio ricordare oggi, insieme a voi, è soprattutto la modernità dei suoi metodi di insegnamento. Del Maestro Tito, figura autorevole e mai autoritaria, amante del suo lavoro, che svolgeva sempre con serietà e rigore, ricordo inoltre il suo sorriso. Il sorriso dopo un compito o un disegno ben realizzati, ma soprattutto il sorriso gioioso che si apriva quando cantava. Credo amasse molto cantare. Del Maestro Tito, figura autorevole e mai autoritaria, amante del suo lavoro, che svolgeva sempre con serietà e rigore, ricordo inoltre il suo sorriso. Il sorriso dopo un compito o un disegno ben realizzati, ma soprattutto il sorriso gioioso che si apriva quando cantava. Credo amasse molto cantare. Apprezzava il lavoro dei suoi allievi e sapeva riconoscere il giusto merito ad ognuno senza ingiustizie o favoritismi a cui, si sa, i bambini sono molto sensibili. Credo di non avergli detto mai grazie, lo faccio ora. Grazie perché, oltre ad avermi insegnato a leggere e scrivere in modo semplice e naturale, mi ha trasmesso la passione per lo studio e la ricerca e, soprattutto, ha insegnato a me e ai miei compagni l’amore e il rispetto per sé stessi e gli altri".
Sono sempre rimasto sorpreso per le lettere di auguri e le cartoline che mio padre riceveva da suoi ex alunni. Credo di aver finalmente capito il perché: evidentemente esercitava bene il ruolo di guida per i bambini e sapeva miscelare competenza, passione, severità e rispetto. Solo così mi spiego tutta questa stima nei suoi confronti. L'importanza del Maestro Elementare nei 40 anni in cui babbo ha insegnato (tra il 1944 e il 1984) era enorme. Non che oggi non lo sia, ma i bambini fino a 28 anni fa non erano circondati da tutte quelle sollecitazioni, stimoli, proposte, che li avvinghiano adesso. E molto probabilmmente quando il Maestro era unico si fissava nella memoria in maniera più indelebile di come non accada adesso che sono tre.
Per organizzare questo splendido incontro ho potuto contare sulla collaborazione di due instancabili animatori della vita culturale di Perdasdefogu, Virginia Marci e Giacomo Mameli, che ringrazio di cuore.
Parlare dei propri Maestri dentro una Biblioteca, tra il Sindaco e cittadini di ogni età, mi sembra davvero un magnifico esempio di civiltà.
Grazie Perdas.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 24 Dicembre 2012

Foto in alto: mi circondano Martina Manai (alunna dell'ultima classe avuta da babbo) e Giuseppe Martiri, noto Peppino (alunno di Tito Mameli durante le sue prime supplenze in sostituzione del maestro Felice Mameli).




23 dicembre 2012

How long do Animals live?



The Life Span of Animals
("Did You Know?", R. Edmondson, January 20, 2007)

Animal (in alph. order) Average Life Span of Animal (Years)
African Grey Parrot 50
Alligator 68
Amazon Parrot 80
American Alligator 56
American Box Turtle 123
American Newt 3
American Toad 15
Angleworm 15
Anole 3
Ant (Queen) 3
Ant (Worker) 1/2
Asian elephant 40

Bare Eyed Cockatoo 40
Bat 24
Bear 40
Beaver 20
Bee (Queen) 5
Bee (Worker) 1
Binturong 18
Bison 30
Blackbird 18
Boa Constrictor 23
Bottlenose Dolphin 20
Box Turtle 123
Budgerigar 18
Bull 28
Bull Frog 16
Bull Snake 18

Caiman 28
Camel 50
Canada Goose 33
Canary 20
Canvasback duck 19
Capybara 12
Carp 100
Cat 25
Catfish 60
Chicken 15
Chinchilla 20
Chimpanzee 40
Chipmunk 12
Cicada 17
Civet 13
Cobra 28
Cockatiel 32
Common Goldeneye 17
Congo Eel 27
Conure 25
Cottonmouth Mocassin 21
Cottontail 10
Cow 22
Crocodile 45

Deer 35
Dog, large 10
Dog 22
Domestic Pigeon 26
Donkey 45

Eagle 55
Eclectus Parrot 20
Eel 55
Egyptian Goose 28
Elephant 70
Elk 22
English Sparrow 23

Fence Lizard 4
Ferret 12
Flying Squirrel 14
Fox 14

Galah 26
Galapagos Land Tortoise 193
Gerbil 5
Giant Salamander 55
Giant Tortoise 152
Goat 15
Golden Hamster 4
Gorilla 20
Gouldian finch 6
Great Horned Owl 68
Green Frog 10
Grey Cheeked Parrot 15
Grey Squirrel 20
Grizzly bear 32
Grouse 10
Guinea Pig 8

Hare 10
Hellbender 29
Hippopotamus 45
Hog 18
Horse 40
House Mouse 4
Human 70-80
Humming Bird 8







Kangaroo 9
Koala 8

Leopard 17
Leopard Frog 6
Lion 35
Lobster 15 (they can live into their 50’s!)

Macaw 50
Mallard 20
Mongoose 12
Mosquitofish 2
Mountain Lion 20
Mouse 4
Mudpuppy 9
Muscrat 6
Mynah 8

Newt 7
Norwegian Rat 4
Nutria 15

Opossum 4
Ox 20

Painted Turtle 11
Parrot 80
Pea Fowl 20
Pheasant 18
Pig (wild) 25
Pigeon 11
Pionus Parrot 15
Platypus 10
Polar bear 20
Porcupine 20
Prarie Dog 10

Quail 6

Rabbit 9
Rainbow Lorikeet 15
Rat Snake 23
Rattlesnake 22
Red Eared Turtle 7
Redhead Duck 17
Rhinoceros 40
Rosella 15

Sea Lion 14
Sheep 15
Snapping Turtle 57
South African Clawed Toad 15
Squirrel 16
Sulphur Crested Cockatoo 40
Superb Parrot 36
Swan 102

Tapir 30
Tasmanian Tiger 7
Teal 20
Tiger 22
Tiger Salamander 11
Toad 36
Toucan 6
Tree Frog 14
Trumpeter Swan 33
Turkey Buzzard 118







Whistling Duck 15
Wombat 15
Wolf 18
Woodchuck 15









Zebra Finch 17

105 anni di simpatia. Zia Consola Melis e il segreto (non segreto) della longevità

Mi sorprende già dai primi istanti del nostro incontro, nella sua casa di Perdasdefogu, 2200 abitanti, 600 metri sul livello del mare, un'ora e mezza di strada da Cagliari.
Zia Consola mi sorprende per lo sguardo vispo e la stretta di mano vigorosa. E non solo.
Ma prima di illustrare la mia sorpresa rispondo a una domanda fondamentale. Chi è questa questa donna minuta che io chiamo zia? Io la chiamo zia perché Eleonora Mameli (mamma di zia Consola) era sorella del padre di Felice Mameli (mio nonno).
Ora, già il fatto che Consolata, nota Consola, sia nata nel 1907, basterebbe da solo a spiegare l'emozione dell'incontro. Se poi ai 105 anni di Consolata sommiamo quelli dei fratelli e delle sorelle (Claudia 99, Maria 97, Antonio 93, Concetta 91, Adolfo 89, Vitalio 86, Fida Vitalia 81, Mafalda 78) otteniamo 818 anni, ovvero una media di 90,8 anni a testa, numero entrato ufficialmente nel Guinness World Records. Proprio così: quella di zia Consola è la famiglia più longeva del mondo. E quando le chiedo se sa dirmi qual'è il segreto della sua longevità zia Consola mi risponde, rigorosamente in sardo, che il suo segreto è non avere segreti.
Sarà perché nella sua vita ha lavorato molto (ho letto in un'intervista che a 86 anni zia Consola zappava l'orto e portava la legna in spalla), perché ha cresciuto 14 figli o perché la sua vita è rallegrata da 24 nipoti e 25 pronipoti, o per la somma di questi fattori, di fatto io ho trovato in questa donna una serenità fuori dall'ordinario.
E a chi le chiede quali soddisfazione prova quando viene intervistata da giornalisti di tutto il mondo lei risponde che la soddisfazione vera è stata quella di essere benvoluti da tutti, anche se si era poveri.
Zia Consola soprende per il senso dell'umorismo che dimostra, nel senso che trova le battute e ha i tempi giusti per farle. Ma anche per il fatto che rammenda, infilando l'ago senza difficoltà, e cucina (in particolare i dolci tradizionali).
Ma la sopresa maggiore me la riserva quando esclama decisa "Assimbillara tottu a Felici". E dopo aver sottolineato la somiglianza tra me e nonno Felice racconta qualche piccolo aneddoto di quand'era bambina, ovvero di un secolo fa. La memoria di zia Consola mi colpisce e provo a pensare se ho qualche probabilità di invecchiare come lei...
Ora, assumendo che per ogni generazione di distanza fra due persone la quota di genoma condivisa si dimezza (50% tra genitori e figli, 25% fra nonni e nipoti, del 12,5% tra cugini) e sapendo che zia Consola è nipote di mio bisnonno allora il calcolo del patrimonio genetico che potrei condividere con lei si calcola facilmente. Quindi, dato che nella relazione zio-nipote si condivide il 25%, nel rapporto tra bisnonno e nipote si condivide il 12.5% allora io e Consolata Melis condividiamo il 3,1% del patrimonio genetico.
E ora che lo so? Ora devo solo sperare che dentro questa percentuale ci sia qualcosa che mi possa permettere di invecchiare bene.

Grazias meda, zia Consola.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it

Ringrazio di cuore Virginia Marci, Giacomo Mameli, Serena Sanna e i figli di zia Consola, per avermi aiutato a incontrarla e a ragionare sui miei rapporti di parentela con lei e le eventuali implicazioni genetiche... :-)

22 dicembre 2012

"Buon Natale Cabiddu" - "Buon Natale un cazzo!"

[Soldati. 365 all'alba, (Marco Risi, 1987)]

- Buon Natale Cabiddu
- Buon Natale un cazzo!



Angelo Cabiddu lavorava come cameriere in un ristorante sardo di Roma e fu incluso "a vista" nel cast da Risi, senza provino [Fonte Wikipedia: Soldati - 365 all'alba]

Auguri da Ramses III


21 dicembre 2012

Altro che testa di alieno...

Sembra proprio la testa di un alieno, dirà qualcuno, osservando il reperto rinvenuto a South Sonora, in Messico ("Deformed skulls discovered in 1,000 year old Mexican cemetery"). Indubbiamente la somiglianza è stupefacente. Ma ci si deve chiedere innanzitutto: da dove proviene la nostra conoscenza dei volti degli extraterrestri? Proviene da reperti provenienti da altri pianeti? No, viene dalla fantasia e dalla creatività umana.
Allora la risposta è molto più terrena. E terreste. Altro che testa di alieno: il cranio scoperto dagli archeologi della Arizona State University e dell'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia messicano deve la sua forma a pratiche di deformazione ossea provocata artificialmente.
Questa pratica è conosciuta e studiata ta tempo. Stupisce quindi il clamore (a giudicare da titoli come "Sepoltura aliena", "Alien Skull") suscitato da quella forma. Anzi, forse non stupisce affatto.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 21 Dicembre 2012


Idee nuove per Natale? Alimentarsi intelligentemente.

Riflettevo sulle idee nuove per Natale. Dove per idee innovative qualcosa da fare o da regalarsi o da regalare e per Natale intendo un periodo in cui si stacca la connessione dall'occupazione preminente o dal lavoro principale e ci si dedica ad altro. Come prima innovazione mi viene in mente una delle prime praticate dal genere Homo: la cura nell'organizzazione dell'alimentazione, non più cibo incontrato casualmente ma orgnizzato più o meno scientemente.
Ho conosciuto [e ho trattato il tema su Linguaggio Macchina il 15 Ottobre 2012: Ingredienti a domicilio, ricette originali, innovazione in cucina: è il progetto iDinner] un sistema, ideato da due amiche di Cagliari, che mette insieme 3 pratiche molto intelligenti: minimizzare tempo e soldi (per l'acquisto degli ingredienti), fornire ricette bilanciate (negli stessi ingredienti e nella composizione dei pasti), migliorare l'autostima (come effetto benefico del cucinare). Per queste tre ragioni forse non l'avrei chiamato iDinner ma i³Dinner, perché ci vedo una componente di intelligenza al cubo, oltre gli ingredienti e le ricette per la cena, ovviamente!
Per quanto riguarda il primo punto è fuori dubbio che andare a comprare gli alimenti da cucinare, per esempio al mercato civico vicino a casa, è un'attività piacevole, ma, a conti fatti, non si rivela sempre fattibile. Inoltre anche sotto il profilo strettamente economico è possibile ottenere condizioni migliori ottimizzando gli acquisti e farceli portare a casa. Forse è per questo che le ideatrici di iDinner - Jenny Svensson e Federica Budroni - ne parlano come di un "prodotto anticrisi che migliora il welfare delle famiglie italiane".
Secondo punto: la qualità dei cibi. Non provo neppure a tentare un raffronto tra quello che una persona mangia nell'arco di una settimana e quello che la stessa persona potrebbe ingerire se la dieta venisse elaborata da esperti. Vuoi mettere pasti complusivi, frettolosamente assemblati per essere voracemente divorati, con un insieme di piatti pensati nella loro articolazione settimanale e nella loro intima composizione?
Terzo aspetto: cucinare fa bene perché mentre governiamo la cottura dei cibi e verifichiamo le trasformazioni dovute al calore e all'azione di miscelare più sostanze stiamo esercitando un'attività estremamente stimolante dal punto di vista intellettuale. Godiamoci il momento di cucinare oserei dire come di un momento che si avvicina più all'arte e alla scienza che al meccanico e ripetitivo accostamento di ingredienti. Azione culinaria uguale azione creativa: al pari di un'esecuzione musicale e insieme di un'attività di laboratorio. E ditemi se questo non aumenta l'autostima.
Io poi ci aggiungo un aspetto che a me sta a cuore: la sostenibilità dell'insieme delle azioni che portano i piatti in tavola. Il fatto, di cui al punto uno, di associare gli acquisti e i trasporti, in qualche misura porta a ottenere un risultato più ecologico dell'acquisto diretto. Su questo punto le amiche di iDinner sono molto precise: "gli imballaggi sono ridotti al minimo e un solo trasportatore per tante famiglie limita l’utilizzo dell'automobile, gli ingredienti sono freschi, vari, di stagione e, quando possibile a chilometro zero". Non mi sembra poco.
So che fino a oggi le città servite da iDinner oltre Cagliari sono solo tre: Milano, Sassari e Torino. Peccato per gli altri. Non sanno cosa si perdono. Anzi, glielo spiego io: si perdono la consegna a domicilio, a settimane alterne, di ingredienti freschi accompagnati da relative ricette bilanciate. Lo scopo è cucinare a casa quattro cene o per una famiglia di quattro persone, per un totale di sedici pasti o per coppie (quindi 8 pasti). Le ricette sono quattro: una a base di pesce, una a base di carne rossa, una di carne bianca e una di verdure e/o uova e/o carboidrati.
Questo sevizio lo fanno pagare rispettivamente 69,90 e 49.90 Euro (e provate a calcolare quanto vi costa farvelo da soli in termini di minuti e di euro).
Sfida: provate e fatemi sapere se ho ragione. Sapete come trovarmi.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 21 Dicembre 2012

P.S. Ecco come potete contattare iDinner:

20 dicembre 2012

Saturno come non l'avete mai visto.

Immagine scattata dalla sonda Cassini il 17 Ottobre 2012 da circa 800.000 chilometri di distanza da Saturn. Scala della foto: 50 chilometri per pixel.
Nella foto compaiiono anche due lune di Saturno: Encelado (vicino agli anelli) e Teti (in basso a sinistra).
Fonte: NASA: A Splendor Seldom Seen

Ma non è la prima volta che Cassini ci manda splendide foto. Ecco un esempio del 15 Settembre 2006: In Saturn's Shadow.

19 dicembre 2012

PLOS Journal: the redesign is done.

In the tenth anniversary PLOS journals announce that the redesign is done.

The three goals of this initiative were to:
  • Ensure that readers can quickly assess the relevance and importance of an article through a figure browser and highly visible Article-Level Metrics
  • Improve site navigation to help users discover content more easily
  • Launch a flexible platform from which to build out future innovations
This refresh offers users more effective ways to access and read content, updates the overall appearance of the sites and harmonizes them with our new PLOS look announced earlier this year.

PLOS is taking advantage of the most powerful web technologies to improve our reader experience, promote Open Access and encourage conversation around the latest research to accelerate progress in science and medicine and lead a transformation in research communication.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 19 Dicembre 2012

18 dicembre 2012

The Fate of Ramesses III (video interview with Albert Zink)

The fate of Ramesses III, second pharaoh of the 20th dynasty that reigned from 1186 BC to 1155 BC, has long been a debated topic. The discovery of papyrus documents shows that members of his harem, in 1155 BC, made an attempt on his life. The conspiracy was led by Tiye, one of his two known wives, and her son Pentawere, who would inherit the throne.
Today a team of researchers, led by paleopathologist Albert Zink (European Academy of Bolzano/Bozen in Italy), revealed new anthropological and forensic analyses on two mummies: Ramesses III and unknown man E (suspected son of the pharaoh).
The CT scans of Ramesses III revealed a wide and deep wound in the throat (fifth to seventh cervical vertebra) of the mummy: the trachea was clearly cut, and its proximal and distal ends were retracted and separated by about 30 mm. A small, focal cortical interruption at the vertebral body was visible (seventh cervical vertebra).
Inside the wound the researchers found a Horus eye amulet, probably inserted by the Egyptian embalmers during the mummification process to promote healing.
And the second mummy? The analysis of unknown man E revealed an age between 18 to 20 years, while an inflated thorax and compressed skinfolds around the neck of the mummy suggests violent actions that perhaps led to death. The body was not mummified in the usual way and was covered with a goatskin, which could be interpreted as evidence for a punishment in the form of a nonroyal burial procedure.
A full report of their findings is published in the British Medical Journal with the title: "Revisiting the harem conspiracy and death of Ramesses III: anthropological, forensic, radiological, and genetic study".
Authors believe that unknown man E could well be Pentawere, but they stress that the cause of death has to remain a matter of speculation. Furthermore, DNA analysis revealed that the mummies share the same parental lineage, strongly suggesting that they were father and son. They conclude that the genetic relationship between Ramesses III and unknown man E to Ramesses III, and the unusual mummification process for unknown man E makes him a good candidate for Pentaware.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 18 Dicembre 2012
Picture above: CT revealed a serious wound in the throat of Ramesses III's mummy, directly under the larynx. Copyright: A. Zink.

Video interview with Albert Zink, Director of the Institute for Mummies and the Iceman at Eurac (Bozen)


Ramses III fu ucciso, ecco le prove. Videointervista al paleopatologo Albert Zink

Video intervista al paleopatologo dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) Albert Zink



Omicidio nell'harem. La TAC rivela la congiura contro il faraone Ramses III

Omicidio nell'harem. La TAC rivela la congiura contro il faraone Ramses III

Le tomografie confermano: Ramses III fu assassinato. Era noto che il faraone mori all'età di 65 anni, nel 1156 a.C., ma non si conoscevano le cause del decesso.

Le nuove immagini, esaminate a Bolzano (EURAC) e al Cairo, hanno rivelato che al faraone fu tagliata la gola quando era ancora in vita.

«Solo grazie alla TAC - ha sottolineato l'egittologo Zahi Hawass (Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie quando questo studio era in corso) - si è potuta vedere la ferita alla gola, nascosta da una benda sul collo».

Anche il movente era noto: mettere sul trono il figlio Pentawer. La congiura, descritta in un papiro del XII secolo a.C. (custodito nel Museo Egizio di Torino), fu scoperta e tutte le persone coinvolte furono condannate.

Il gruppo di ricerca internaizonale che ha condotto lo studio era compostodal già citato Zahi Hawass, dal genetista dell’Università di Tubinga Carsten Pusch, e dal paleopatologo dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) Albert Zink. Le analisi si sono concentrate sulla mummia del faraone con l'esecuzione di una TAC, indagini radiologiche e analisi genetico-molecolari.

Analizzando le immagini della TAC i ricercatori hanno scoperto un amuleto inserito all'interno della ferita. Si tratta del cosiddetto occhio di Horus, un simbolo usato per la protezione dagli incidenti e la rigenerazione del corpo.

«Il taglio alla gola e l’amuleto - ha spito Albert Zink - provano chiaramente che il faraone è stato assassinato: l’amuleto fu collocato nella ferita dopo la sua morte per favorire una guarigione totale nell’aldilà».

Ma Ramses III fu davvero ucciso durante la congiura dell’harem, come suggerito dal Papiro Giuridico di Torino?

Alcune prove a sostegno di questa ipotesi sono state individuate in un’altra mummia. Grazie alle analisi del DNA gli esperti hanno determinato che Ramses III era direttamente imparentato con una mummia conosciuta finora col nome di “Unknown Man E”.

Si era già ipotizzato che questa mummia, appartenente a un uomo di 18-20 anni, potesse essere Pentawer, il figlio di Ramses che presumibilmente aveva fomentato la congiura insieme alla madre, con l’intenzione di sottrarre il potere al padre.

Analizzando alcune impronte genetiche questo gruppo di ricerca ha determinato una corrispondenza del 50 per cento tra il materiale genetico di Ramses III e quello della mummia non identificata. «La mummia - ha spiegato Carsten Pusch, genetista, all’Università di Tubinga, cela quindi, molto probabilmente, il DNA di uno dei figli di Ramses III. Per averne la certezza bisognerebbe sequenziare il genoma della madre». Purtroppo la mummia di Tij, concubina di Ramses III e madre di Pentawer, non è mai stata trovata.

Albert Zink e il suo gruppo hanno condotto test radiologici anche sulla mummia che potrebbe appartenere a Pentawer: «Abbiamo notato che il corpo è piuttosto gonfio e la pelle del collo ha una strana piegatura. Potrebbe essere il risultato di un suicidio per impiccagione. Anche perché il corpo è rivestito solo con pelle di capra, indumento considerato impuro, e fu mummificato senza aver prima rimosso il cervello e gli organi interni».

Il fatto che il corpo del figlio di Ramses fu seppellito in un modo non consono a un principe potrebbe inoltre suggerire che fu proprio lui uno dei promotori della rivolta dell’Harem. A Pentawer, suggeriscono gli studiosi, potrebbe essere stata offerta la possibilità di suicidarsi per evitare una pena peggiore nell’aldilà, come riportato proprio dal Papiro Giuridico di Torino.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 18 Dicembre 2012 Foto in alto: ricostruzione 3D, Albert Zink
Foto in basso: Mummy RamsesIII, Catalogue Catalogue général des antiquités égyptiennes du Musée du Caire: The Royal Mummies. Imprimerie de l'Institut français d'archéologie orientale, 1912 Catalogue General Antiquites Egyptiennes du Musee du Caire DT57.C2 vol 59 (Public Domain)

Lo studio, intitolato Revisiting the harem conspiracy and death of
Ramesses III: anthropological, forensic, radiological, and genetic study
, è stato pubblicato oggi sulla rivista British Medical Journal.
Abstract
Objective To investigate the true character of the harem conspiracy described in the Judicial Papyrus of Turin and determine whether Ramesses III was indeed killed.
Design Anthropological, forensic, radiological, and genetic study of the mummies of Ramesses III and unknown man E, found together and taken from the 20th dynasty of ancient Egypt (circa 1190-1070 BC).
Results Computed tomography scans revealed a deep cut in Ramesses III’s throat, probably made by a sharp knife. During the mummification process, a Horus eye amulet was inserted in the wound for healing purposes, and the neck was covered by a collar of thick linen layers. Forensic examination of unknown man E showed compressed skin folds around his neck and a thoracic inflation. Unknown man E also had an unusual mummification procedure. According to genetic analyses, both mummies had identical haplotypes of the Y chromosome and a common male lineage.
Conclusions This study suggests that Ramesses III was murdered during the harem conspiracy by the cutting of his throat. Unknown man E is a possible candidate as Ramesses III’s son Pentawere.