31 dicembre 2014

IYL 2015 International Year of Light Anno Internazionale della Luce

Il 20 Dicembre 2013 la 68-sima Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce (IYL 2015).
Per l'occasione è stato indetto un concorso per insegnanti di materie scientifiche che premierà le classi che condurranno esperimenti entro il 31 Marzo 2015. Inspiring Science Education Competition 2015.
On 20 December 2013, The United Nations (UN) General Assembly 68th Session proclaimed 2015 as the International Year of Light and Light-based Technologies (IYL 2015).
Inspiring Science Education Competition 2015: the contest will reward and recognize inspirational science teaching practice. It is aimed at teachers who are planning to run an experiment in their science class between now and March 31, 2015.

30 dicembre 2014

I social media come sensori delle interazioni tra le persone e il loro ambiente

Sarà possibile utilizzare in qualche modo i dati generati da milioni di utenti di Twitter che segnalano dove sono e cosa stanno facendo? Due informatici spagnoli sono convinti che i tweet geolocalizzati possano essere utili alla pianificazione urbana e del territorio. Così a New York, Madrid e Londra hanno provato a elaborare le informazioni generate dalla vita notturna di queste grandi città. In urbanistica non si considera con la dovuta attenzione l'uso del territorio durante la notte e tutti i relativi problemi come l'inquinamento acustico, la sporcizia delle strade, la necessità di sicurezza. Enrique e Vanessa Frías-Martínez, ricercatori all'Università del Maryland, hanno pubblicato i loro studi in "Applicazioni di ingegneria di Intelligenza Artificiale". I tweet geolocalizzati raccontano i movimenti e le attività svolta da un grande numero di persone. A New Yotk e Madrid i ricercatori spagnoli hanno identificato le attività residenziali, commerciali, del tempo libero di giorno (parchi e aree turistiche) e di notte (locali). A Londra hanno studiato gli usi del suolo industriale.
A Madrid i Tweet notturni sono concentrati nei fine settimana, mentre a New York nei giorni feriali. A Londra aree di svago diurne. 
I fratelli Martinez propongono un lavoro in due tappe: la segmentazione dei terreni, allo scopo di suddividere l'area urbana in regioni geografiche più piccole, e l'individuazione delle tipologie di uso del suolo, per associare un tipo di uso del suolo a ciascuna regione geografica. La metodologia costituisce un valido complemento per modellare gli ambienti urbani con una risposta in tempo reale.

Madrid [Martínez/Frías]
Spectral Clustering for Sensing Urban Land Use using Twitter Activity
Vanessa Frías-Martinez, Enrique Frías-Martinez
Engineering Applications of Artificial Intelligence
Volume 35, October 2014, Pages 237–245

Abstract
Individuals generate vast amounts of geolocated content through the use of mobile social media applications. In this context, Twitter has become an important sensor of the interactions between individuals and their environment. Building on this idea, this paper proposes the use of geolocated tweets as a complementary source of information for urban planning applications, focusing on the characterization of land use. The proposed technique uses unsupervised learning and automatically determines land uses in urban areas by clustering geographical regions with similar tweeting activity patterns. Three case studies are presented and validated for Manhattan (NYC), London (UK) and Madrid (Spain) using Twitter activity and land use information provided by the city planning departments. Results indicate that geolocated tweets can be used as a powerful data source for urban planning applications.

29 dicembre 2014

Maslow's Model Rewired for Social Media (Pamela B. Rutledge, Ph.D., M.B.A. in Positively Media)

None of Maslow’s needs can be met without social connection
Psychology Today, November 8, 2011  

Pamela B. Rutledge, Ph.D., M.B.A. in Positively Media

"But here’s the problem with Maslow’s hierarchy.   None of these needs — starting with basic survival on up — are possible without social connection and collaboration. None of Maslow’s needs can be met without social connection
Humans are social animals for good reason. Without collaboration, there is no survival."
"From the Savannah to Facebook, social behaviors adapt to the environment to support that most basic of human needs. We strive to achieve it within the technological constraints of our environment"

E se i social smettono di funzionare? (Maslow updated)

La piramide dei bisogni di Abraham Maslow (Motivation and Personality, 1954) indica le cinque necessità basilari per la nostra specie, in ordine di importanza. Al primo posto i bisogni fisiologici (soddisfare le necessità per la sopravvivenza), al secondo la sicurezza e la protezione, al terzo i bisogni affettivi e di socializzazione, al quarto autostima e prestigio, al quinto l'affermazione delle proprie aspettative. Oggi alla piramide di Maslow sembra divenuto indispensabile aggiungere un nuovo livello: la necessità di una connessione Internet decente e la batteria carica (se si usano dispositivi mobili).
Ma se un social (come sta succedendo in questo momento con Twitter) smette di funzionare? In tal caso, anche se disponiamo di Wi-Fi e di una presa 220 Volt (o di una batteria di riserva o di una porta Usb), ci sentiamo comunque mancare qualcosa di importante.
Quindi il nuovo gradino della piramide di Maslow si potrebbe chiamare Internet tout court...
E in questo caso cosa facciamo? Per prima cosa cerchiamo di sciogliere l'agghiacciante dubbio: è successo solo a me o sono in compagnia? Stavolta, per capire che è in corso una crisi globale mi basta leggere cinque o sei commenti come questo: "I’m in the Caymans and we are all down". Alla seconda domanda: ma perché sta succedendo? Al momento non so rispondere... ho sonno, meglio andare a dormire...
Notte!

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 29 Dicembre 2014, ore 1:55

Source: Leader Sheep blog

Source: Doug Belshaw blog
P.S. La crisi di Twitter si è risolta dopo poche ore.

27 dicembre 2014

Malaria in Sardinia (The Rockefeller Foundation Annual Report 1949)


The Rockefeller Foundation Annual Report 1949 

"For hundreds years the Italian Island of Sardinia was known as an unhealthy place to live. Its 9,300 square miles supported only one-third as many persons per square mile as the mainland of Italy. Although the mainland became overcrowded, were unwilling to emigrate to Sardinia. The big reason for this was malaria."




26 dicembre 2014

27 Dicembre 1923: muore Alexandre Gustave Eiffel, «l’uomo della torre» o, se preferite, del viadotto verticalizzato

Pensavano di abbatterla dopo 20 anni, invece è ancora in piedi: la torre Eiffel, in questo modo, non è solo il simbolo di Parigi e della sua modernità, ma, in fondo, della forza dell'ingegno umano. Così è doveroso ricordare il suo ideatore, Alexandre Gustave Eiffel, nel giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 dicembre 1923, anche se è buffo pensare che il suo (famosissimo) cognome fu scelto dal bisnonno in sostituzione di quello originario (Bönickhausen) ritenuto difficile da pronunciare per i francesi.
Appena ventiseienne Gustave Eiffel nel 1858 fu chiamato a dirigere i cantieri della compagnia di Bordeaux e si occupò della costruzione di ponti e viadotti. Per il primo dei quali, lungo 510 metri (oggi noto come Passerelle Eiffel), fu impiegata per la prima volta l'aria compressa per la costruzione delle colonne portanti, fatte di ghisa e affondate a 16 sotto del livello del fiume. Qui Eiffel si rese protagonista anche del salvataggio di un operaio caduto in acqua.
Nel 1867 fondò la Société de Constructions de Levallois-Perret, divenendo un esperto di fama mondiale nella costruzione dei laminati metallici, e pubblicò un importante studio sui materiali usati in questo tipo di costruzioni.
Dal 1887 al 1889 Eiffel fu impegnato nella progettazione e realizzazione della sua opera più celebre: la strabiliante porta d'accesso all’Exposition Universelle che cadeva nel centenario della Rivoluzione Francese.  
Quel “ponte verticale” che mantenne il primato di costruzione più alta del mondo fino al 1930, quando fu superato dal Chrysler Building di New York. Una torre di 10 mila tonnellate (ma erano “solo” 7500 all'inizio) che occupa una superficie di 4.415 metri quadrati. Per costruirla Eiffel utilizzò 18.038 parti di ferro, fissate con 500 mila bulloni, e i lavori di costruzione si protrassero per 2 anni, 2 mesi e 5 giorni. Dal giorno dell’inaugurazione, avvenuta il 31 marzo 1889, la Tour Eiffel viene ridipinta ogni 7 anni con 60 tonnellate di vernice. All'interno della torre, alta 324 metri (antenna compresa, altrimenti sono 307, anche se d'estate si innalza di 15 centimetri a causa della dilatazione del metallo di cui è fatta), c'è posto anche per un appartamento (in cima) e per un rifugio (sotto la base).
Tuttavia Eiffel non visse di solo ferro: nel 1912 costruì la prima galleria del vento, basata sul principio del moto relativo (che in questo modo fu il primo a dimostrare): le forze esercitate su un corpo in quiete colpito da un flusso d'aria sono uguali a quelle a cui quello stesso corpo è soggetto muovendosi alla stessa velocità nell'aria. Poi, durante la Prima Guerra Mondiale, condusse ricerche sulle eliche e sui proiettili.

La stessa torre fu teatro di una scoperta di enorme importanza: i raggi cosmici. Il merito è del gesuita, fisico, Theodor Wulf il quale nel 1910 si recò in cima alla torre per effettuare misure delle radiazioni, riscontrando significative differenze rispetto ai valori presi a terra.
Meno felice fu l'esito dell'esperimento effettuato da Franz Reichelt nel 1912: la prova del primo paracadute fallì tragicamente.


Andrea Mameli, Blog Linguaggio Macchina, 26 Dicembre 2014
Questo post viene pubblicato contemporaneamente sul blog di Daniele Barbieri.


Il tragico volo di Franz Reichelt (4 Febbraio 1912)

Il testo del calligramma di Guillaume Apollinaire (1915): “Salut monde dont je suis la langue éloquente que sa bouche O Paris tire er tirera toujours aux Allemands”



L'immagine della torre Eiffel come cronotopo poetico d'avanguardia (Danila Colucci, rivistasinestesie.it, Giugno 2014, Pdf)



24 dicembre 2014

@AstroSamantha & friends in Merry Xmas from the Space

Merry Xmas scritto con i batteri e qualche esperimento natalizio

Ecco i batteri coltivati da Munehiro Asally (Systems and Synthetic Microbiology Lab, University of Warwick) e utilizzati per augurare Buon Natale. Per scrivere Merry Xmas sono stati usati i Bacillus subtilis forgiati con stampi di metallo per 12 ore.

Ed ecco gli esperimenti suggeriti dal National Science Learning Centre (UK):

21 dicembre 2014

A new life-saving wearable cycling tech concept (International CES, Las Vegas, 6-9 January 2015)

In a ground-breaking collaboration, Volvo Cars, protective gravity sports gear manufacturer POC and Ericsson will present an innovative safety technology connecting drivers and cyclists for the first time ever at the International CES in Las Vegas (6-9 January 2015).
The technology consists of a connected car and helmet prototype that will establish 2-way communication offering proximity alerts to drivers and cyclists and thereby avoid accidents.
No car manufacturer has previously put a stake in the ground to help address the problem by using Connected Safety technology – until now.
The global growth in cycling continues unabated as commuters take to their bikes. This has resulted in an increase in serious cycling accidents, an issue that Volvo Cars and POC believes is unacceptable and requires an innovative and concerted effort to address. Volvo Cars’ City Safety system - standard on the all-new XC90 - is a technology that can detect, warn and auto-brake to avoid collisions with cyclists. It was the industry’s first step to seriously address cyclist safety.
Using a popular smartphone app for bicyclists, like Strava, the cyclist’s position can be shared through the Volvo cloud to the car, and vice versa. If an imminent collision is calculated, both road users will be warned – and enabled to take the necessary action to avoid a potential accident. The Volvo driver will be alerted to a cyclist nearby through a head-up display alert – even if he happens to be in a blind spot, e.g. behind a bend or another vehicle or hardly visible during night time. The cyclist will be warned via a helmet-mounted alert light.
In a ground-breaking collaboration, Volvo Cars, protective gravity sports gear manufacturer POC and Ericsson will present an innovative safety technology connecting drivers and cyclists for the first time ever at the International CES in Las Vegas (6-9 January 2015). The technology consists of a connected car and helmet prototype that will establish 2-way communication offering proximity alerts to Volvo drivers and cyclists and thereby avoid accidents. No car manufacturer has previously put a stake in the ground to help address the problem by using Connected Safety technology – until now.
Cycling statistics:
  • Globally, 132.3 million bicycles were sold in 2013 (source: NPD Group 2013)
  • Beijing government hopes, ¼ of people would use cycling to commute in 2015 (source: The Guardian, November 2013)
  • In the Swedish city of Gothenburg alone, the number of bikers raised 30% in 2013 (source: Göteborgs Posten, November 2014)
  • 4,533 cyclists were injured in Berlin only in 2012 (source: The Guardian, November 2013)
  • 55% of cyclist fatalities in EU-23 countries occur in urban areas (source: CARE Database, European Commission 2012). In US 69% of all cyclist deaths in 2012 occurred in urban areas (source: National Highway Traffic Safety Administration/Traffic Safety Facts April 2014)'
  • (On the road) serious injuries for UK cyclists in 2013 were 31% higher than in 2009 (source: Department for Transport, Reported Road Casualties Great Britain: 2013 Annual Report)
  • In US 726 cyclists were killed in 2012, an increase in 6.5% compared to 2011 and 49’000 were injured, +2.1% vs. 2011 (source: NHTSA/Traffic Safety Facts, November 2013)
  • The total cost of bicyclist injuries and deaths is over $4 billion per year in the US (source: National Safety Council 2012)
  • In Germany, The Netherlands and Poland more than 85% of cyclist fatalities occurred at crossroads (source: CARE Database, European Commission 2012)
  • In some countries, pedestrians and cyclists constitute more than 75% of road deaths (source: WHO Fact Sheet # 358, March 2013) 


19 dicembre 2014

Cerco un centro di densità permanente. All we need is people (and proxymity)

Quest'estate ho sentito Franesco Pigliaru, appena nominato presidente della Regione Autonoma della Sardegna, parlare di densità in relazione a ricerca e innovazione. Ho ritrovato un video relativo a quel ragionamento, registrato il 27 Giugno nel corso del workshop "Sardinian Innovation Eco_system: come e perché il modello Cagliari può essere cinghia di trasmissione d'innovazione per tutto il territorio regionale", in occasione del 2° Salone dell'Innovazione in Sardegna Sinnova 2014.
Ho ascoltato attentamente il discorso di Pigliaru (che parte dalla domanda di Nicola Pirina "Cagliari ha tutti gli elementi veramente per essere definito un sistema dell'innovazione?"): dopo aver elencato le caratteristiche di un ecosistema innovativo (le persone, i capitali e i luoghi) il governatore evidenzia l'importanza del concetto di densità, applicato alla ricerca e all'innovazione, e i problemi causati da quel peccato originale che fu la localizzazione del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna a Pula. A sentirle ora, queste osservazioni di Pigliaru, mi sorprende non poco il silenzio che ne è seguito. Perché non si parla della densità (e della prossimità [2] altro elemento critico, introdotto da Pigliaru a Cagliari il 10 Luglio 2014 in occasione di Next)? Quali possono essere le soluzioni concrete per aumentare la densità (e magari anche la prossimità)? E, in fondo, è meglio spostare la montagna o Maometto? L'unica cosa da non fare, ne sono profondamente convinto, è far finta di niente.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 19 Dicembre 2014

Ecco le parole di Pigliaru tratte da quel video:
«Anni fa ho letto un articolo su come si diventa Silicon Valley che mi ha sempre molto colpito. Lì c'è una classificazione molto chiara di cosa abbiamo e cosa non abbiamo. È un articolo di Paul Graham [1] abbastanza standard presumo per il tipo di argomento. Tutti vogliono diventare Silicon Valley, nessuno riuscirà a rifare la Silicon Valley, ma possiamo avere tante cose specializzate che funzionano e così via. Tipicamente per avere un ecosistema innovativo le cose che servono alla fine sono: i nerds, ci dev'essere gente molto innovativa che ha molta passione, molte competenze, molta voglia di fare innovazione; ci dev'essere il venture capital, che è uno dei problemi naturalmente che abbiamo, sono sicuro che ne discuterete, perché abbiamo avuto sempre l'idea che quando non si è Silicon Valley che il venture capital può essere sostituito dal settore pubblico, errore epocale, speriamo di averlo capito tutti, il venture capital è roba che ha informazioni straordinarimente raffinate e proprietarie e non son certamente assorbibili da un burocrate, me compreso, che non fa questo mestiere; quindi lì c'è un problema.
Dobbiamo avere quindi una comunità di persone strepitose, chiamiamole nerds per comodità, dobbiamo avere l'accesso al venture capital. Dobbiamo avere un posto, un posto che sia affascinante. Allora se parliamo di Cagliari credo che il posto affascinante ci sia, che la comunità attiva, vivace, che per comodità continuo a chiamare nerds, comincia a esserci eccome, dobbiamo naturalmente ragionare sul venture capital. E son sicuro che ci saranno cose sulle quali ragionare. Il venture capital in Sardegna c'è, dev'essere totalmente privato dev'essere quello che sa quotidianamente cosa si deve fare.
Questo articolo si concludeva con una bella notizia nel How to be Silicon Valley e la bella notizia è che: All we need is people. Non abbiamo bisogno di cose complicatissime, abbiamo bisogno della gente, di varie tipologie di persone e abbiamo bisogno di un ambiente confortevole. Cagliari esiste, una parte delle persone esiste, qualcosa non lo abbiamo, siamo piuttosto messi bene.
Questa cosa è interessante, cerco di essere brevissimo, perché dobbiamo renderci conto, io perlomeno voglio dire sempre a me stesso, che una delle cose che collega tutto questo è una parola, che da economista prima di essere presidente della Regione voglio sottolineare tutto il tempo, ma che voi conoscete meglio di me, ed è densità. Abbiamo bisogno di persone, abbiamo bisogno di varie componenti come dire umane intorno a questo ecosistema, ma l'ecosistema deve essere denso, deve avere caratteristiche di densità. Per questo la città è importantissima, per questo nel caso specifico Cagliari è importante.
Se ci pensate, non è banalissimo quello che sto dicendo, perché provate a pensare a quello che ha fatto la Regione Sardegna nei decenni scorsi. In fin dei conti ha fatto delle cose che oggi, con gli occhi di oggi, certo è facile con il senno di poi segnare dei problemi, però per esempio quando ha cercato di creare un ambiente favorevole all'innovazione, cosa è stato fatto? È stato costruito un parco tecnologico a 40 km dalla città. Abbiamo disperso la nostra densità invece di concentrarla. Questo è un errore che non faremo mai più. E questo è un errore importante.
Facile dirlo oggi, difficilissimo dirlo quando è stato costruito quel bellissimo parco tecnologico, nel posto che forse oggi non ci appare l'ideale. Ma comunque al di là del problema del parco dev'essere chiaro che qui la grande scommessa è questa: densità. Vuol dire mettere insieme da Open Campus a tutti gli incubatori che esistono, Contamination Lab. Vuol dire che questi attori devono dialogare con la massima densità possibile tutti insieme. Questo è un punto essenziale: collaborare, collaborare, collaborare.»

Il discorso di Pigliaru è dal minuto 3:00 al minuto 8:00.

[1] L'articolo di Paul Graham "How to be Silicon Valley"

[2] Why proxymity matters for innovation (il concetto di prossimità in un post di "Despite the proliferation and ease of Internet-based communication tools, experts say geographic proximity remains vital for the growth of regional industries".

Il mito della Silicon Valley, la sostenibilità e la foresta pluviale. Linguaggio Macchina (16 Febbraio 2013)

13 dicembre 2014

Le meraviglie del cervello (dell'attore e dello spettatore)

Grazie alla compagnia L'aquilone di Viviana oggi Cagliari ha ospitato un interessante dialogo tra Gabriele Sofia (Phil. Doctor in Tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo, Université Paul Valery di Montpellier III), Gaetano Di Chiara (docente di farmacologia all'Università di Cagliari) e Laura Bifulco (Comitato Scienza Società Scienza). "Le acrobazie dello spettatore: dialoghi fra teatro e neuroscienze".
Gabriele Sofia ha illustrato alcune ricerche come quella che ha evidenziato effetti benefici del teatro in pazienti con morbo di Parkinson ("Active Theater as a Complementary Therapy for Parkinson's Disease Rehabilitation: A Pilot Study") e quella che mostra le relazioni tra chi compie un'azione e chi la osserva ("I know what you are dong: a neurophysiological study"). Ma soprattutto ha portato a riflettere sulla necessità per l'attore di sviluppare uno schema corporeo differente: lo schema corporeo performativo.
Gabriele ha fatto riflettere sulla particolare condizione del mestiere dell'attore che si deve sforzare di di rendere la propria gestualità e la propria voce più aderenti possibili a quelle "reali".
Gaetano Di Chiara ha illustrato lo studio di Lauri Nummenmaaa, Enrico Glereanb, Mikko Viinikainenb, Iiro P. Jääskeläinenb, Riitta Haria, Mikko Samsb del 2011 ("Emotions promote social interaction by synchronizing brain activity across individuals") nel quale sono state osservate (con isonanza magnetica funzionale: fMRI) durante la visione di frammenti di film (When Harry Met Sally e The Godfather). Lo studio mostra che le emozioni forti sincronizzano le reti di elaborazione del cervello: quelle spiacevoli nelle regioni frontale e mediana, mentre quelle piacevoli sincronizzano l'attività nelle reti connesse con attenzione, tatto e visione. Questo lavoro conferma che le emozioni umane possono portare a migliorare l'interazione sociale.
Mi è subito venuta in mente una domanda: quali aree si attivano nel cervello di persone nonvedenti che ascoltano l'audio di un film?

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 13 Dicembre 2014

Experimental design for fMRI (Upper) and subjective emotional ratings (Lower)

P.S. Prossimo appuntamento: Domenica 14 Dicembre alle 19:00 Processi Creativi Random. Regia: Ilaria Nina Zedda. Musiche e suoni: Fabio Piras. Due drammaturghi (Rossana Copez e Massimiliano Messina) e due attrici (Maria Loi e Marta Proietti Orzella) mostreranno in diretta il processo creativo con la scrittura e l'esecuzione dal vivo. Tutte le componenti che partecipano alla costruzione del processo saranno visibili simultaneamente grazie alle proiezioni coordinate da Marco Quondamatteo. Anche lo spettatore partecipa alla costruzione e sceglie le proposte da seguire.


08 dicembre 2014

Esperienza di avvicinamento al carciofo: riuscita

«Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all’asciutto sotto le sue squame» (Pablo Neruda. Ode al carciofo)

Mi è rimasto l'amaro in bocca. E non in senso metaforico: la degustazione del Carciofo spinoso di Sardegna Dop è stata una piacevole sopresa, per come è stata condotta (da personale dell'agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura Laore) e nel contesto in cui era collocata (il Festival Scirarindi). Ho partecipato alla degustazione durata circa un'ora e mezza) grazie al suggerimento dell'antropologa culturale Alessandra Guigoni, giunto dopo che avevo tentato inutilmente di orientarmi nel vastissimo programma del festival: da solo non ci sarei mai arrivato Ho così scoperto l'importanza di questo prodotto alimetare e credo di aver imparato, almeno parzialmente ad apprezzare le sue virtù. L'agenzia Laore, nel volume "Ortaggi, salute e consumo consapevole" (2011, 302 pagine) scrive: "Lo spinoso sardo rappresenta senz'altro l'ortaggio tradizionale per eccellenza. Dal mese di febbraio 2011 è ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP dall'Unione Europea".
Ho sempre avuto molte curiosità sul carciofo e la prima parte dell'incontro le ha soddisfatte tutte: Gianfranco Matta e Davide Puddu hanno illustrato le caratteristiche alimentari di questo ortaggio e le peculiarità dell'analisi sensoriale (basata su gusto, olfatto e tatto).
L'agenzia Laore, nel volume "Ortaggi, salute e consumo consapevole" (2011, 302 pagine) scrive: "Lo spinoso sardo rappresenta senz'altro l'ortaggio tradizionale per eccellenza. Dal mese di febbraio 2011 è ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP dall'Unione Europea".
La degustazione vera e propria, condotta da Elisabetta Pace e Silvia Bertelli, ha portato i partecipanti a riconoscere gli aspetti principali di questo prodotto alimentare. La difficoltà maggiore, per me (e credo per tutti coloro che si avvicinano all'affascinante mondo delle degustazioni guidate) è stata memorizzare gli odori e i sapori, per poi confrontarli: per il resto sono utilissime le schede per le valutazioni. Un'esperienza intensa, resa viva dalla sperimentazione diretta: una conferenza sugli stessi temi non sarebbe mai altrettanto coinvolgente.

«Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo, poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta del suo cuore verde» (Pablo Neruda)

Andrea Mameli
Blog Linguaggio Macchina 
8 Dicembre 2014

06 dicembre 2014

Un avamposto spaziale per la Sardegna con il progetto COSMIC

Un finanziamento aggiuntivo per le attività spaziali italiane nell’ambito dell’Agenzia spaziale europea (Esa): è la conferma del Ministro per l’Istruzione, l’università e la ricerca, Stefania Giannini.
Per Giacomo Cao (presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna, Università di Cagliari e responsabile del programma di Bioingegneria del CRS4) è auspicabile che si possano finalmente reperire le risorse utili a rifinanziare il progetto COSMIC, grazie al quale l’Università di Cagliari, il CRS4 e l’ASI hanno potuto estendere i propri brevetti in Europa, Stati Uniti, India, Russia, Cina e Giappone.
docente di Principi di Ingegneria Chimica all’
Prof. Cao, quali obiettivi si potrebbero reallizzere immediatamente nel caso di rifinanziamento del progetto COSMIC?
«Si auspica in particolare che l’Agenzia Spaziale Italiana, che ha recentemente confermato l’impegno a dare visibilità e promuovere la prosecuzione del progetto COSMIC presso i partner nazionali e internazionali interessati, possa in particolare concorrere anche finanziariamente e nel più breve tempo possibile al raggiungimento del seguente obiettivo: la progettazione e realizzazione di dimostratori terrestri delle tecnologie brevettate per future missioni robotiche e umane, anche nella configurazione compatibile con i “lander” lunari di prossima realizzazione e lancio, che consentirebbe di portare la Sardegna e l’Italia in una posizione di chiara rilevanza nel settore dell’esplorazione robotica e umana dello spazio»
In queste condizioni la Sardegna potrebbe acquisire un ruolo rilevante nel settore dell’esplorazione robotica e umana dello spazio?
In queste condizioni la Sardegna potrebbe acquisire un ruolo rilevante nel settore dell’esplorazione robotica e umana dello spazio?
«Sicuramente. Al momento infatti sono veramente limitate in Italia e in Europa le attività di sviluppo di tali tecnologie con riferimento alle future missioni umane su Luna e Marte, mentre sono decisamente più frequenti i progetti che prevedono sperimentazioni sulla stazione spaziale orbitante. Per capire il ruolo che la Sardegna potrebbe acquisire in questo contesto riterrei sia utile portare ad esempio il fatto che uno stadio del processo per la realizzazione di elementi strutturali con l'ausilio della regolite lunare, a suo tempo brevettato, è perfettamente sinergico alla tecnologia sviluppata dalla NASA per la produzione di ossigeno sulla Luna.»

La Sardegna potrebbe anche esprimere contributi scientifici in merito agli sperimenti da proporre in assenza di gravità?
«Non c'e' dubbio. Ne abbiamo proposto anche nel passato e abbiamo avuto l'opportunità di effettuare una sperimentazione sulla stazione spaziale nel 2002 durante la missione Odissea. Riterrei utile che tali sperimentazioni fossero principalmente finalizzate a mettere a punto tecnologie che possano avere reali applicazioni in chiave di esplorazione robotica e umana di Luna e Marte. Ad esempio la valutazione delle proprietà schermanti degli elementi strutturali ottenibili con il brevetto citato nei riguardi dei raggi cosmici è una sperimentazione già proposta all'Agenzia Spaziale Italiana in risposta ad un apposito bando. Ci auguriamo possa essere effettuata quanto prima possibile sulla stazione spaziale.»
Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 6 Dicembre 2014


Avamposti del progresso. Dalla Terra allo spazio, dal racconto di Joseph Conrad al diario di bordo di Samantha Cristoforetti. Linguaggio Macchina, 5 Dicembre 2014

Quale futuro per la Sardegna dal Distretto Aerospaziale? Linguaggio Macchina, 17 Aprile 2014

Estensione del brevetto dedicato alla produzione di materiali utili a spedizioni umane su Marte (ASI, CRS4, Università di Cagliari). Linguaggio Macchina, 28 Gennaio 2014

Per Marte non mettere da parte. Ancora sul cibo degli astronauti. Linguaggio Macchina, 26 Gennaio 2013

Curiosity, una sete dell'altro mondo. L'Unione Sarda, 6 Agosto 2012

Interesse della Nasa per le tecnologie del progetto Cosmic (Università di Cagliari e CRS4). Linguaggio Macchina 25 Luglio 2012

Progetto Cosmic: tecnologie per la sterilizzazione di campioni provenienti da missioni marziane. Linguaggio Macchina, 13 Marzo 2012

La storia d'un viaggio mancato. L'Unione Sarda, 29 agosto 2011

Processi e tecnologie per l’esplorazione umana di Luna e Marte. Un progetto e due brevetti “made in Italy”. Linguaggio Macchina, 28 Luglio 2011

Mattoni su Marte, un brevetto nato a Cagliari. Linguaggio Macchina, 5 Luglio 2011

Moon and Mars human exploration. A valuable contribution comes from Sardinia. Sardinews, Luglio 2011

Esplorazione umana su Luna e Marte. Sardinews, luglio 2011

05 dicembre 2014

Avamposti del progresso. Dalla Terra allo spazio, dal racconto di Joseph Conrad al diario di bordo di Samantha Cristoforetti

Un tempo gli avamposti del progresso si trovavano sul nostro pianeta e sfruttare le loro risorse comportava disagi, sofferenze, sopraffazioni, che ora risciamo a immaginare solo grazie alla letteratura e al cinema. Esemplare in questo senso il racconto di Joseph Conrad Un avamposto del progresso (An Outpost of Progress, 1897) ambientato in Africa.
Dal 1957, con lo Sputnik, l'idea di frontiera si è allontanata dalla Terra. 
E quelle orme impresse sulla sabbia lunare nel 1969 sono un timbro indelebile sulla trasformazione del concetto di avamposto: l'esplorazione si estende allo spazio
Le ripetute missioni robotizzate su Marte e l'uscita delle sonde Voyager dal sistema solare sono solo alcune delle conferme di questo grande sogno diventato realtà. Ma il concetto di avamposto non si è modificato solo in virtù della distanza percorsa per le esplorazioni. Vi è, secondo me, qualcosa di più profondo: la nostra specie, allontandosi dal suo pianeta, trova motivo di crescita conoscitiva, scientifica, tecnologica, nello stesso viaggio. Certo, è possibile ipotizzare missioni finalizzate alla raccolta di materie prime, come l'elio-3 utile alle centrali a fusione rappresentato in Moon (film di fantascienza del 2009 diretto da Duncan Jones). 
Ma il motore principale è la missione stessa: dai razzi vettori alla preparazione degli astronauti (o alla realizzazione di avanzatissimi robot), è una lunga catena di progetti che impegnano fior di intelligenze e di tecnologie nella loro progettazione e realizzazione.
Inoltre questa crescita non è a discapito di altri umani: in questo senso è estremamente più sostenibile delle esplorazioni coloniali dei secoli scorsi.
Un concentrato di questo cambiamento è visibile nel sito Avamposto 42 nel quale Samantha Cristoforetti racconta la sua missione, le sue sensazioni e gli esperimenti che sta conducendo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. C'è il diario di bordo e ci sono le risposte a domande come questa: come si comporta una fiamma nell’astronave, dove c’e’ ossigeno ma non c’e’ gravita?


 Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 5 Dicembre 2014

04 dicembre 2014

Le meraviglie del possibile Scene digitali. Festival internazionale di teatro arte e nuove tecnologie

Segnalo tre interessanti Workshop che si terranno a Cagliari il mese prossimo, in occasione del Festival "Le meraviglie del possibile Scene digitali".
I workshop si svolgeranno presso lo Spazio OSC - Open Scena Concept di Via Newton 12 – Cagliari.  
Iscrizioni entro il 31 dicembre
Informazioni: info@kyberteatro.it o 0708607175 
Organizzazione: Kyber Teatro (Spin off della cooperativa L’Aquilone di Viviana).

Hackshow! A cura di Michele Cremaschi 12-13 Gennaio 2015 (durata: 12 ore)
Per artisti digitali, tecnici audio/video, informatici interessati alla performing art, perfomers interessati alle nuove tecnologie, studenti delle accademie e delle università a indirizzo spettacolo o tecnologico. Un percorso tra le tecnologie digitali più recenti nate per il teatro, la danza, il VJing e lo spettacolo dal vivo in genere. Si imparerà a utilizzare potenti software per la gestione degli eventi live sperimentando interfacce hardware e sensori nati per interagire con le azioni che avvengono in scena, in un'ottica sempre più interattiva tra azione e macchina scenica. Si scopriranno le possibilità di interazione tra attore, interfacce e software, approcciandosi agli strumenti di programmazione visuali per costruire le elaborazioni desiderate. Gestione dell'impianto illuminotecnico (gestione audio e video) con Qlab - Kinect for beginners - Shared visuals live elaboration – Quartz Composer – VUO - Live Graffitti Session.

Scenografia virtuale e Interaction design per il Teatro. A cura di Enzo Gentile. 17 Gennaio 2015(durata: 4 ore).
Si rivolge a studenti, professionisti e appassionati interessati allo sviluppo delle proprie potenzialità artistico-espressive, che abbiano scelto di “contaminare” il proprio percorso con le forme e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Si articola in due momenti formativi: una prima fase più teorica e multidisciplinare di preparazione e un laboratorio di lavoro attivo. I principali software audio-video nell'ottica di interattività con suoni, voce, movimento - Esempio di Videomapping interattivo di una superfice piana - I proiettori e le superfici di proiezione, accorgimenti pratici - Multiproiezioni, soft edging - Applicazioni pratiche (performance, vjing, installazioni video, scenografie sensibili, mapping su oggetti e modelli architettonici, sound responsive systems) - Applicazioni interattive di arte generativa con kinect - Body tracking and gesture recognition col kinect (1 or 2) e software Processing (open source) - Protocolli Midi and OSCl, app for IOS or Android (touchOSC) per controllare la scena con tablet e mobile.
Kinect e Unity 3D per la scena digitale. A cura di Recipient CC23-25 Gennaio 2015(durata: 20 ore)
Per artisti digitali, tecnici audio/video, informatici interessati alla performing art, perfomers interessati alle nuove tecnologie, studenti ad indirizzo spettacolo o tecnologico. Introduzione al capturing; introduzione a tool opensource come open TSPS che supporta camera semplice e kinect; introduzione al tool in sviluppo "kinactor"; introduzione ai protocolli come osc e syphon; introduzione a unity3d; approfondimento di unity3d e le sue funzionalità (luci, oggetti, texture, timeline, programmazione, etc); sviluppo di una applicazione pratica con l'integrazione dei vari sistemi.




03 dicembre 2014

Se un calendario racchiude la passione dei ricercatori

MolecularLab realizza il nono Calendario dei Ricercatori, con il quale intende mostrare la bellezza della scienza. Le foto provengono da laboratori sparsi per l'Italia. Protagonista del Calendario dei Ricercatori è la scienza nelle sue varie sfacettatture e la passione dei ricercatori nel loro lavoro: cellule staminali, esperimenti al microscopio, analisi a fluorescenza.
Una selezione delle foto del calendaio 2015 MolecularLab

Le prime due pagine del calendario

Il calendario può essere acquistato a €9,49 o scaricato gratuitamente dal sito: molecularlab.it

02 dicembre 2014

The Digital Einstein Papers

Princeton University Press proudly presents The Digital Einstein Papers, an open-access site for The Collected Papers of Albert Einstein.
Princeton University has made available a digitized collection of Albert Einstein's papers, writings, and correspondence. 


An open-access site for The Collected Papers of Albert Einstein: the ongoing publication of Einstein's massive written legacy comprising more than 30,000 unique documents.

The site presents all 13 volumes published to date by the editors of the Einstein Papers Project, covering the writings and correspondence of Albert Einstein (1879-1955) from his youth to 1923.

28 novembre 2014

Al museo Pigorini di Roma le statue di Mont'e Prama, in 3D, grazie al CRS4

Le Statue di Mont'e Prama saranno frubili in 3D nel Salone delle Scienze del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma, grazie alle tecnologie sviluppate dal centro di ricerca CRS4 in occasione della mostra "L'isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica" (29 novembre 2014 - 21 marzo 2015).

Ricostruzione virtuale del complesso di Mont'e Prama (37 statue, risoluz.: 16 punti/mm2)
L'esplorazione virtuale interattiva del complesso statuario è resa possibile grazie alle tecnologie sviluppate dal gruppo di Visual Computing (ViC) del CRS4 in collaborazione con le Soprintendenze per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano, Sassari e Nuoro.
Il complesso scultoreo di Mont'e Prama virtualmente a Roma grazie al CRS4
digital monte prama

25 novembre 2014

Un database di foto spaziali: The Gateway to Astronaut Photography of Earth

Stai cercando una foto scattata dallo spazio? Ecco il sito che fa per te: The Gateway to Astronaut Photography of Earth (NASA Crew Earth Observations) Io ho cercato Cagliari e ho trovato 85 risultati.
Esito della ricerca Cagliari: 85 risultati
CAGLIARI, C. CARBONARA, C. OF PULA, C.SPARTIVENTO, MTS., FOR., AGR., G
PORT, CAGLIARI, FARO, CAPOTERRA, SARROCH


[This service is provided by the International Space Station program and the JSC Astromaterials Research & Exploration Science Directorate]

24 novembre 2014

Che rumore fa un espresso a gravità zero? ISSpresso: coffee in space

Ma la macchinetta per il caffé portata da Samantha sulla Stazione Spaziale Internazionale farà lo stesso rumore di quelle terrestri?
Vorrei saperlo davvero, a parte gli scherzi. 




23 novembre 2014

Missione Futura. Ecco la prima immagine dopo il decollo

Dopo un conto alla rovescia durato 10800 secondi la spinta dei quattro propulsori sta portando la Soyuz a orbitare intorno al nostro pianeta alla velocità di 25 000 km/h e alla quota di 210 km. Ecco la prima immagine dopo il decollo ripresa da una delle due telecamere di bordo grazie al collegamento fornito dal sito asitv
:

Vogliamo essere i medici senza frontiere del digitale. In bocca al lupo, campioni digitali!

Si sono messi in testa un ruolo non da poco, simile a quello della luce per le foglie. Una luce digitale che aiuterà gli amministratori pubblici a districarsi nella giungla digitale, a dar voce ai cittadini quando mancano la banda larga e il wifi, a sostenere i progetti di alfabetizzazione digitale che germogliano ovunque.
Sono i primi 100 Digital Champion, presentati il 20 Novembre a Roma nel Tempio di Adriano della Camera di Commercio, tra cui gli 8 espressi dalla Sardegna: Francesca Casula (Digital Champion di Oristano), Luigi Cocco (Digital Champion dell’Ogliastra), Carlo Mancosu (Digital Champion del Medio Campidano), Lucio Murru (Digital Champion di Olbia), Serena Orizi (Digital Champion di Sassari), Fabrizio Palazzari (Digital Champion di Carbonia Iglesias), Nicola Pirina (Digital Champion di Cagliari), Federica Serra (Digital Champion di Nuoro).
Il Digital Champion è una carica istituita dall’Unione Europea nel 2012 con il ruolo di "ambasciatore dell’innovazione", non retribuito e senza una squadra (e senza fondi) di supporto.
Fatti i primi cento ora si pensa in grande: un Digital Champion in ogni Comune. Ottomila persone per raccontare le opportunità di Internet e della rivoluzione digitale. Chi se la sente si candidi!
Un momento, ma non c'è l'agenda digitale? «L’Agenda Digitale non esiste, esiste l’agenda del Paese, Internet è una grande opportunità per cambiare il paese e noi Digital Champion vogliamo essere i medici senza frontiere del digitale» è la chiara risposta di Riccardo Luna (Paolo Anastasio, Key4Biz, 20/11/2014). E in effetti le agende sono fatte per segnare appunti e appuntamenti: svolgono un ruolo importante ma senza le persone sono del tutto inutili.
Cosa serve per fare tutto questo? Due cose, secondo me: cultura digitale e pratiche tangibili. In modo che l'entusiasmo si possa realmente trasformare in fatti concreti. Per tutti e non per pochi. Altrimenti siamo punto e a capo.
Digitare meno, digitale per tutti.
E un sincero in bocca al lupo ai campioni digitali!

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 23 Novembre 2014

22 novembre 2014

Enrico Pau: la mia Accabadora a Cagliari, tra memoria, bombe e cemento.


«Il cinema rappresenta la realtà attraverso la realtà» 
(Gilles Deleuze)

"Il dramma" (Agosto 1940) sul set del film
Un vecchio giornaletto tra i calcinacci. Una cinepresa in cima alle scale. Gli oggetti di scena e la tecnologia usata per le riprese, le due facce del cinema, sospese in un equilibrio sottile tra reale e finzione. Concetti illustrati molto bene da Teresa Biondi nel saggio La fabbrica delle immagini. Cultura e psicologia dell'arte filmica (Edizioni Magi, 2007): "In Italia è la stagione del neorealismo che illustra l'uso del reale nel cinema come scelta e senso primo della rappresentazione filmica. Nei film che appartengono a questa corrente il cinema mette in luce l'essenza verista del rappresentato, che tutt'oggi costituisce il punto di arrivo più alto della cinematografia italiana, riconosciuta come opera d'arte nel mondo intero. Il neorealismo porta il cinema nelle strade fuori dai teatri di posa, rende protagonista la gente comune, propaganda l'estetica del «vero». Lo sceneggiatore Cesare Zavattini, per definire modi e tecniche delle riprese dal vero di questo nuovo stile/ideoligia del cinema, parla di teoria del pedimamento della realtà, attuata per cogliere le cose nel loro avvenire reale."
Il rapporto tra rappresentazione e finzione è estremamente affascinante per le dinamiche psicologiche che è in grado di scatenare e per le scelte che investono le tecnologie utilizzate nel cinema. Allora, se è vero che il film è la tecnica dell'immaginario per eccellenza, è altrettanto vero che la stessa lavorazione del film può portare a vivere esperienze fortemente autentiche. E non è necessario raggiungere situazioni estreme, come il vero trasporto di una vera nave su una vera montagna in Fitzcarraldo (Werner Herzog, 1982). Talvolta la scena diventa talmente accurata da rasentare la ricostruzione documetaristica, anche se con mezzi tutto sommato modesti rispetto alle grandi produzioni di Hollywood. 
Enrco Pau sul set del film (Cagliari, Ottobre 2014)
Io ho avuto l'onore di entrare nel set del film L'Accabadora, sotta la regia di Enrico Pau, e mi sono ritrovato nella Cagliari del 1943: proprio quella che mi hanno raccontato i miei genitori, con la polvere, i calcinacci e le carte per strada. Ho riflettuto molto su quel set, allestito nel quartiere Castello e nel rifugio sotto il Liceo Don Bosco di Viale Fra Ignazio. E così ho sentito il desiderio di interrogare il regista su questo tema specifico.
Enrico Pau, che cosa significa ricreare una città devastata dalle bombe, tra macerie sparse per le strade e muri mancanti ricostruiti con il ChromaKey
«Io questo film cerco di dare una forma all'oralità. Ho provato a restituire immagini di Cagliari bombardata come me l'ha raccontata mia madre. La nostra non è una produzione ricca in senso stretto e in queste situazioni bisogna cercare di avere le idee migliori per raccontare quel che si intende raccontare, provando almeno ad essere verosimili. In realtà è impossibile ricostruire Cagliari com'era in quei giorni se non per piccole porzioni.
Uno scorcio del set
Il nostro tentativo è quello di unire le capacità artigianali con qualche tassello tecnologico per riuscire a ricostruire le emozioni di quei momenti. E per farlo la scelta più azzeccata è immergere la gente nei luoghi reali di quei tempi. Non ci saranno effetti speciali mostruosi, solo cose molto semplici, che si sposano bene con i segni dei bomardamenti e i rifugi antiaerei che hanno conservato la memoria di quei giorni. Ora, in sede di montaggio, stiamo cercando di ricostruire i suoni di quel mondo devastato.»
Quanto sono servite le fotografie e i filmati dell'epoca? 
«Ci sono filmati e fotografie girati immediatamente dopo i bombardamenti. In particolare le fotografie di quei giorni sono state fondamentali. E devo dire che in me queste immagini hanno scavato molto in profondità. Io ho un'idea di cinema molto legata ai luoghi e agli spazi, idea che nasce e si rafforza da un rapporto con un luogo. E in questo hanno giocato un ruolo importante anche quelle fotografie.»
A una comparsa che chiedeva “perché hai scelto noi?” hai risposto “perché avete delle facce antiche”. Puoi spiegare che cosa significa?
«Significa poter stare dentro quelle fotografie. Sono facce scomparse credo per via del benessere e di questa strana cosa che rende tutti simili, Pasolini diceva in senso estetico, si trovano ancora in quartieri popolari di Cagliari in cui risiede l'anima popolare di Cagliari quella tragedia aveva colpito tutti indistamente infatti la cosa interessante che abbiamo fatto è stata dentro i rifugi mettere insieme volti, sempre antichi, ma appartengonoa aclassi sociali differenti, dai vestiti le facce antiche sono facce che comunque sono le facce giuste per la storia questi volti devono avere qualcosa che rimanda a quelle giornate ho moltissime foto d'epoca di quegli anni anche i costumi sono stati pensati in funzione di questo mondo di questo universo.»

Hai riflettuto molto sugli effetti che quei bombardamenti su Cagliari hanno avuto sulla città?
Bombs over Cagliari, Feb. 1943 www.reddog1944.com

«Sì. E questo riguarda anche il personaggio del film, che viene da un mondo arcaico e si trova improvvisamente in una città in un momento estremamente drammatico. Io penso che le bombe per Cagliari non sono state solo una forma raffinata e tragicamente violenta di tecnologia distruttiva. La profonda trasformazione che si è determinata con la ricostruzione della città è una seconda tragedia. E questo cemento modellato secondo i gusti di ingegneri e geometri, senza una visione d'insieme, ha esercitato una forma di violenza nei confronti del volto morbido e bello della città.
Questo non è un tema del film ma è estremamente importante, nel mio rapporto con il cinema, riflettere sulla città, che per me è un corpo. E credo che questi spazi vuoti andrebbero lasciati, come monumenti della memoria.»

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 22 Novembre 2014


Una foto pubblicata da Andrea Mameli (@linguaggiomacchina) in data:

20 novembre 2014

NASA's Earth Minute: Scale in the Sky

The force of gravity not only keeps us from floating away, it lets NASA study Earth’s water & ice from space. Using a pair of twin satellites named GRACE, we can monitor where our planet’s water is going, even when it is underground.

18 novembre 2014

Pyrrhocoris apterus o cimice rossonera o carabinieri. Per me sono magnifici gregari

Da bambino ricordo che questi magnifici insetti rossi li chiamavamo "Carabinieri". Solo da poco ho scoperto che altrove si chiamano "Cimice Rossonera". E più recentemente - grazie all'amico Agostino Letardi - ho individuato anche il loro nome scientifico: Pyrrhocoris apterus. Ecco una foto scattata a Monte Claro durante il Cagliari FestivalScenza. Ecco la foto:

Pyrrhocoris apterus on tree #Cagliari #sardinia Thanx to Agostino Letardi for the scientific name of the #insect

Una foto pubblicata da Andrea Mameli (@linguaggiomacchina) in data:

15 novembre 2014

Diventa anche tu cacciatore di asteoridi. Asteroid Grand Challenge Series

Oggi la NASA ha rilasciato una nuova mappa degli "oggetti vicini" Near Earth Objects (NEOs). Ma quanto vicini? Fino a 50 milioni di km dal nostro pianeta. Ogni giorno la Terra è bombardata da più di 100 tonnellate di polvere e particelle della dimensione di un granello di sabbia provenienti dallo spazio. E una volta all'anno un asteroide delle dimensioni di un'automobile colpisce l'atmosfera terrestre originando una spettacolare scia di luminosa.
Le tracce dei piccoli asteroidi che attraversano l'atmosfera terrestre sono indicate nella mappa (pubblicata ieri dalla NASA) con un cerchietto blu quando gli impatti sono avvenuti di notte e arancione giorno (la dimensione del cerchietto è proporzionale all'energia liberata nell'impatto espressa in GJ).
La mappa mostra dati raccolti dal Governo USA dal 1994 al 2013 periodo in cui gli impatti con l'atmosfera terrestre sono stati 556, e hanno generato bolidi (o palle di fuoco). In quasi tutti i casi gli oggetti si sono disintegrati nell'impatto, fatta eccezione per Chelyabinsk (l'asteroide esploso nei cieli della Siberia nel 2013 causando un migliaio di feriti) il più grande asteroide a colpire la Terra in quel periodo.
Chiunque può diventare un cacciatore di asteroidi con il programma NASA’s Asteroid Grand Challenge Series: i consigli per la popolazione sono nel video 

A 500-kiloton airburst over Chelyabinsk and an enhanced hazard from small impactors (Nature 503, 238–241, published online: 6 November 2013)

13 novembre 2014

Richard Phillips Feynman e l'immaginazione nella scienza

Mi interrogo spesso sul significato di immaginazione e di creatività, in campo scientifico.
Sarebbe mai nato, mi chiedo, un progetto come quello della sonda Rosetta, senza una buona dose di immaginazione? Non credo proprio.
E chi avrebbe mai cercato di capire il suono o il calore o la materia oscura o la luce o le bolle di sapone, non ci fosse l'immaginazione a far da compagna di strada agli scienziati.
Trovo spesso un aforisma di Richard Feynman (da "Fisica dello spazio-tempo", Zanichelli, Bologna, 1996) c: «La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste.»
Poi inizio a leggere la splendida opera del Nobel per la fisica 1965, "La Fisica di Feynman" e nell'introduzione al primo volume (Zanichelli nel 2001) mi imbatto in queste parole, che definirei senza esitazione, maestose, sacre, definitive.
Parole importanti in quanto dedicate alla consapevolezza della nostra conoscenza. E oneste, dato che restituiscono al concetto di approssimazione (del tutto delegittimato, almeno nella lingua italiana) adeguata dignità:

«Ciascun punto o parte dell'insieme della natura è sempre solo un'approssimazione all'intera varietà ossia a quella che, per quanto ne sappiamo, è l'intera verità. Infatti, tutto ciò che conosciamo è solo un qualche genere di approssimazione, perché noi sappiamo di non conoscere ancora tutte le leggi. Quindi le cose devono essere apprese solo per essere nuovamente disimparate, oppure, cosa più probabile, per essere corrette.»

E poi si arriva all'immaginazione:

«Il principio della scienza, quasi la sua definizione, è il seguente: La prova di tutta la conoscenza è l'esperimento. L'esperimento è il solo giudice della "verità" scientifica. Ma qual'à la sorgente della conoscenza? Da dove vengono le leggi che devono essere provate? L'esperienza stessa aiuta a produrre tali leggi, nel senso che ci fornisce dei suggerimenti. Ma è pure necessaria l'immaginazione per creare da questi suggerimenti le grandi generalizzazioni, per indovinare i meravigliosi, semplici, ma molto strani schemi che vi stan sotto, e poi sperimentare al fine di verificare nuovamente se abbiamo indovinato gli schemi giusti. Questo processo immaginativo è talmente difficile che nella fisica si fa una divisione del lavoro: vi sono i fisici teorici i quali immaginano, deducono e cercando di indovinare nuove leggi ma non fanno esperimenti; e poi vi sono i fisici sperimentali i quali fanno gli esperimenti, immaginano, deducono e cercano d'indovinare.»

The Feynman Lectures on Physics
Caltech and The Feynman Lectures Website are pleased to present this online edition of The Feynman Lectures on Physics. Now, anyone with internet access and a web browser can enjoy reading a high quality up-to-date copy of Feynman's legendary lectures. However, we want to be clear that this edition is only free to read online, and this posting does not transfer any right to download all or any portion of The Feynman Lectures on Physics for any purpose. 


P.S. Non appena ho scritto questo post ne ho letto un altro, almeno apparentemente di segno contrario:
Troppi creativi "rovinano" la società (Stefano Pisani, MaddMaths, November 13, 2014)
Un modello matematico che dimostra che per una società non sempre avere molti creativi è un bene (anzi). Per avere un risultato culturalmente ottimale per la società, dovrebbe essere scoraggiata la creatività quando un creativo 'fa fiasco' e incoraggiata quella dei creativi di successo