07 dicembre 2017

Dormono sulla collina. TeatrExma, venerdì 8 e sabato 9 dicembre alle 21:00

Finalmente ci siamo! Venerdì 8 dicembre alle 21 e in replica sabato 9 con lo stesso orario, andrò in scena insieme agli altri allievi del laboratorio avanzato del Teatro dallarmadio all'ExMa di Cagliari con Dormono sulla collina liberamente tratto dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, esito scenico del corso condotto da Fabio Marceddu e Antonello Murgia.

Dormono sulla collina
Regia e messinscena Antonello Murgia
Aiuto regia Fabio Marceddu
Assistente Cricri Bocchetta
Con:
Mariolina Addari
Marcello Bellu
Alessandra Boero
Sergio Casu
Carla Cocco
Fabrizia Coco
Nicola Costarellan
Elisabetta Cuccu
Emilia Gallistru
Daniela Idili
Daniela Littarru
Rita Loi
Andrea Mameli
Ornella Marelli
Maria Grazia Putzolu
Paola Sanna
Francesco Tuveri
Tiziana Vecchio

La messinscena, immersa in un gioco di luci e ombre, punta a esaltare l'intensità dei racconti di Spoon River, attraverso lo studio di una recitazione essenziale, che aspira a essere onesta e credibile.
L’Antologia è un testo vivo, moderno e quanto mai attuale, che racconta le storie di esseri umani senza epoca, gli abitanti del mondo, il microcosmo che proietta nel macrocosmo l'eterno affanno umano.
Non si parla di morte in questo saggio, si cerca soltanto di rievocare la magia necessaria del teatro, inteso come luogo dell'anima. Antonello Murgia e Fabio Marceddu riportano l'attenzione sul flusso vitale che si cela in ogni circostanza della vita, cercando di "tradurre" e reinterpretare il dolore, piuttosto che compiacersene, o scaraventarlo addosso agli spettatori.
TeatrExma - un teatro per tutte le stagioni nasce dalla collaborazione tra il Teatro dallarmadio e il Consorzio Camù gestore dell’EXMA, spazio che ospiterà complessivamente, sino al 25 maggio, venticinque spettacoli. TeatrExma - un teatro per tutte le stagioni ha il sostegno degli Assessorati alla cultura del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna.
Informazioni e prenotazioni: 3397102534 o 3405332685 o promoteatro@gmail.com

05 dicembre 2017

Sarda firma la copertina del Time. L'unione Sarda, 5 dicembre 2017

La copertina del Time di questa settimana, dedicata a un servizio sulle unità speciali delle forze armate Usa, è stata illustrata da Maria Antonietta Mameli.
Nata a Cagliari nel 1969, Maria Antonietta Mameli si è trasferita a New York dove a partire dal​ 2007 ha iniziato ad affermarsi come artista. Mameli ha acquistato la sua prima macchina fotografica professionale a New York nel febbraio 2006 e da allora non ha mai spesso di esplorare l'infinito potenziale della fotografia come strumento creativo.
Maria Antonietta Mameli ha esposto ​nelle fiere internazionali d'arte più importanti del mondo:​ Parigi, Firenze, Basilea, Miami, Beijin e a New York, nella rinomata Galleria Bruce Silverstein, specializzata in fotografia d'arte, che descrive così: «L'opera riduzionista di Maria Antonietta Mameli unisce le componenti più essenziali della fotografia: luce​,​​ ombra ​​e ​forma​.​ Riducendo al minimo gli elementi compositivi​ ​delle sue immagini, Mameli non solo richiama l'attenzione sulla bellezza temporale dei suoi soggetti anonimi, ma anche sulla semplicità del mezzo. Mameli​ isola l'arte dalle minuzie della vita e la nostra comprensione di essa".
Com’è nata questa copertina del Time?
«È nata con una telefonata da parte del photo editor della redazione del TIME: mi ha spiegato che stavano lavorando a una storia sui  soldati americani e mi ha chiesto di creare un’immagine ad hoc per illustrare l'articolo. L'immagine di copertina è il risultato di tanti scatti e ore di lavoro nella mia camera oscura digitale. Questa è la terza volta che collaboro con il TIME: e ci sarà senz'altro l’opportunità di nuovi progetti in futuro».
Il photo editor le lasciava carta bianca?
Il ritratto di Maria Antonietta è di Giovanni Stefano Ghidini​
«Sì. Ho lavorato con assoluta libertà creativa, con in mente il tema della storia che sarebbe stata pubblicata sulla rivista».
Che effetto le fa questo traguardo?
«Surreale».
Questo è un riconoscimento che arriva dopo dieci anni di mostre e successi in tutto il mondo. Quali sono i prossimi obiettivi?
«Sto lavorando a diversi nuovi progetti e collaborazioni internazionali.»
Quando e come si scoperta artista?
«Quando avevo cinque anni mi piaceva giocare con la Polaroid di mia madre. La fotografia è sempre
stata dentro di me.»
Che cosa rappresentano New York e l'America in tutto questo? Una fonte d’ispirazione o qualcosa di
più?

«New York è una città magica, popolata da magiche creature. L’energia che impregna New York è palpabile e io l’ho sentita fortissima dal primo istante in cui ho posato piede a JFK airport, e continua a nutrirmi con il suo flusso incessante. L’America è tutt’oggi il paese della meritocrazia e dalle incredibili opportunità. La mia storia lo dimostra. In Italia non sarebbe mai potuta succedere.»
ANDREA MAMELI

10 novembre 2017

Fisica sognante fa rima con insegnante. Federico Benuzzi a Cagliari per il FestivalScienza 2017

Federico Benuzzi è attore, giocoliere, insegnante di matematica e fisica. Al Cagliari FestivalScienza 2017 ha portato i suoi spettacoli e la sua capacità di spiegare con semplicità. Perché una delle qualità di Benuzzi è proprio questa: far divertire e poi far capire perché ci si è divertiti.
Prima con tre mattoni da giocoliere, poi con quattro, lancia, riprende, lascia cadere, raccoglie, rilancia, riprende. Scherza: "Attrito attrito delle mie brame, da cosa dipendi nel mio reame?".
E poi spiega: l'attrito è causato da microsaldature presenti fra le superfici a contatto.
La Sala delle Mura dello spazio culturale Il Ghetto è piena: non c'è una sedia libera. Studenti e professori seguono le battute dell'attore, i movimenti del giocoliere e le parole dell'insegnante.
E così le tre figure si fondono in una sola. Lui ne è consapevole e lancia alcuni messaggi nella bottiglia: galleggeranno nelle menti dei ragazzi finché sarà il momento di spaccare il vetro e leggere il contenuto.
"Quando studiate state sviluppando intelligenze per sfidare il mondo. E ricordatevi che anche le materie che non ci piacciono sono utili perché ci aiutano a capire le regole del mondo".


Il pubblico si diverte e Benuzzi alza il tiro: coinvolge alcuni ragazzi guadagnando ulteriore attenzione, in particolare quando porta in scena il suo monociclo e salta un ragazzo sdraiato a terra. Spiega l'equilibrio, mostra un video con strabilianti evoluzioni in sella al monociclo. Scherza: "Ombelico, i pugliesi lo chiamano baricentro".
Benuzzi non si limita a mostrare come sa usare bene il monociclo ma spiega con chiarezza come funziona: il pedale, la ruota, l'altezza della sella.


Poi accade qualcosa che altri, al suo posto, avrebbero fatto finta di non vedere. Un ragazzo strappa un capello a una ragazza. Benuzzi vede, si ferma, si rivolge prima al ragazzo per una breve ma intensa sgridata e poi al professore e gli chiede di allontanarlo. Il tutto dura pochi secondi. La lezione di educazione civica (quella materia introdotta nella scuola italiana da Aldo Moro nel 1958 e cancellata dalla "Riforma Gelmini" nel 2011) sarà sicuramente recepita.
Si passa poi al diablo (non dallo spagnolo diavolo ma dal greco "lanciare attraverso") e qui il palcoscenico è tutto per il giocoliere.



Ma poi il fisico si riprende la scena e spiega quali sono le regole che governano il comportamento di questa sorta di clessidra posata su una corda: regole non semplici, come non sono semplici le traiettorie e i movimenti del diablo.





Benuzzi - che illustra la fisica del diablo nel suo manuale di giocoleria in formato Kindle: "Giocolieri si diventa" - spiega chiaramente come funzionano le cose che porta sul palcoscenico e diffida dal farne un uso spericolato.
Dopo un'ora e mezza di conferenza-spettacolo o meglio di lezione-spettacolo è il momento delle domande.
Un ragazzo chiede: "cosa provi quando sei sul palco?" e lui: "mi piace quando la battuta che ho preparato fa ridere e quando il mio gesto, provato e riprovato, fa applaudire il pubblico".
Poi il ragazzo si scusa, evidentemente teme di aver posto un quesito sciocco.
E Benuzzi intuisce e risponde, forse parafrasando don Milani: "Non esistono domande sciocche, ma possono esistere risposte superficiali".

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 11 novembre 2017

Saper(e) Comunicare. Fabrizio Piredda e Andrea Mameli: la Scienza nella Pubblicità

Che rapporto c'è tra Pubblicità e Scienza?
Questa è la domanda che ci siamo posti io e Fabrizio.
E da questa domanda è nato il seminario che abbiamo proposto il 9 novembre 2017 al Cagliari FestivalScienza.
Nella sua storia la pubblicità ha sempre usato la reputazione connessa con alcune professioni o organizzazioni o categorie di pensiero, per dare forza al suo messaggio.
Nel 1938 la rivista scientifica British Medical Journal pubblicò la lettera di un lettore, intitolata “Science in Advertising”, nella quale si criticava con forza l’uso di termini medico-scientifici a scopo pubblicitario.
Chi predispone una campagna pubblicitaria ha bisogno di dare spessore al suo messaggio inserendo parole e immagini legate in grado di fornire un supporto di autorevolezza scientifica. Per evitare un uso scorretto di queste parole e di queste immagini sono state adottate regole severe: scienziati e medici ‘veri’ non potevano fare pubblicità, ma era vietato anche l’uso di camici, ambienti di lavoro, strumenti che richiamavano troppo da vicino la ricerca scientifica e il mondo scientifico e medico-sanitario. Questo costrinse i pubblicitari a rappresentare in modo creativo ciò che non era possibile mostrare direttamente. Ma non fu mai imposto alcun limite all’utilizzo della parola ‘Scienza’ o di termini scientifici.
Qualche paletto, in Italia, lo impone il decreto legislativo n. 145 del 2 agosto 2007 (emanato in attuazione dell'articolo 14 della direttiva 2005/29 della Comunità Europea che modifica la direttiva 84/450/CEE sulla pubblicità ingannevole), che definisce come pubblicità qualunque forma di messaggio che sia diffuso, nell’esercizio di una attività economica, allo scopo di promuovere la vendita o il trasferimento di beni mobili o immobili, oppure la prestazione di opere e servizi. Secondo questo decreto la Pubblicità deve essere: veritiera, riconoscibile e non ingannevole.
Il decreto legislativo 145/2007 classifica la pubblicità come ingannevole quando è in grado di indurre in errore o quando è idonea a ledere un concorrente.
La sentenza numero 5000 del 2011 del Consiglio di Stato afferma: "La pubblicità è ingannevole se induce il consumatore in errore o lo confonde influenzando la sua libera scelta".
Una pratica commerciale è scorretta quando, in contrasto con il principio della diligenza professionale, falsa o è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che raggiunge o al quale è diretta.
Le prariche scorrette fioccano. E non da oggi.
Un esempio che abbiamo portato è quello della Red Bull, condannata per pubblicità ingannevole in Usa e in Italia e per l’uso improprio di reportistica medico-scientifica a supporto dei presunti ‘benefici’ della bevanda.
Chi ha fatto causa indicava la mancanza di supporto scientifico delle affermazioni “mettere le ali” e “dare la carica” che darebbero ai consumatori l’impressione, solo apparente, di ricevere un rafforzamento psico-fisico. Nel 2009 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha definito scorretta la diffusione di un pieghevole “Red Bull – energy drink” che promuoveva il consumo della bevanda anche per fronteggiare stati di sonnolenza alla guida, utilizzando espressioni quali “il compagno di viaggio ideale per chi percorre lunghi tragitti” e “se gli occhi si chiudono e la strada verso casa sembra interminabile, è ora di ascoltare un po’ di buona musica ritmata e rinfrescare la mente con una lattina di Red Bull". L’Autorità, anche in considerazione del ravvedimento operoso del professionista, il quale aveva cessato la distribuzione dei volantini, ha applicato una sanzione amministrativa pecuniaria di 80 mila euro.
Al FestivalScienza abbiamo mostrato un altro caso in cui era coinvolta la Red Bull: dopo l'intervento dell'Autorità Garante il messaggio contenuto nel sito è stato modificato:

Un caso più recente riguarda il pronunciamento del TAR del Lazio (del 3 gennaio 2017) secondo il quale è legittimo il provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha inflitto a ditte produttrici di chewing gum una sanzione per pratica commerciale scorretta, per i messaggi promozionali incentrati sui benefici salutistici derivanti dal consumo degli stessi, specificamente per l’igiene orale e dentale: antitartaro, anticarie e antiplacca.
Messaggi che sembrano suggerire una sostanziale equivalenza dell’uso delle gomme da masticare pubblicizzate rispetto all’utilizzo dello spazzolino e del dentifricio e all’intervento del dentista, senza fornire adeguato sostegno con prove scientifiche.
Un altro esempio molto suggestivo, di cui abbiamo parlato il 9 novembre, riguarda lo spot della Land Rover in cui si parla di "una variante genetica, nota come DRD4-7R, presente in una persona su quattro, nota comunemente con il nome di Gene dell’Avventura: la variante rende le persone curiose, vogliose di andare oltre i confini e, se possibile, ancora più lontano".
Lo spot è molto bello e il gene esiste davvero, ma realtà complesse come la alla curiosità e il desiderio di avventura non si possono ridurre a un singolo gene.
Lo spiega molto bene David Dobbs in un articolo pubblicato nel 2013 su National Geographic Italia: L'inquietudine dei geni: "in effetti esiste una mutazione genetica di cui si parla spesso quando si affrontano questi temi: è una variante del gene DRD4, che serve a controllare la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto dal cervello che ha un ruolo importante nei meccanismi dell’apprendimento e della ricompensa. La variante, di cui è portatore circa il 20 per cento degli esseri umani, si chiama DRD4-7R, e diversi studi la associano alla curiosità e all’irrequietezza."

Il 9 novembre abbiamo concluso ricordando che in pubblicità è lecito avvalersi di dati scientifici solo se veritieri. Sembra banale, eppure non sempre accade.
Violare questa condotta è profondamente scorretto: si tratta di una presa in giro che in qualche caso può determinare conseguenze spiacevoli.
Chiunque può richiedere l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per segnalare casi di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette.

In fondo la pubblicità quando ci emoziona e ci tocca nel profondo può influenzare le nostre scelte. Per questo un pizzico di consapevolezza, razionale, non guasta.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 10 novembre 2017


Fabrizio Piredda e Andrea Mameli (Cagliari 9 novembre 2017)

09 novembre 2017

Pier Luigi Gaspa a Cagliari: dai fumetti a Marie Curie

Pier Luigi Gaspa, biologo prestato ai fumetti e mai restituito, è ospite del Cagliari FestivalScienza2017. Ho avuto il piacere di intervistarlo due volte: prima per Linguaggio Macchina e poi per Radio X. Ecco la prima intervista.

Gaspa, Zurru, Mameli a Radio X (9 novembre 2017). Foto: Davide Cabras

Pier Luigi Gaspa è a Cagliari. A cosa dobbiamo questa presenza?
«Sono a Cagliari perché perché sono stato invitato al FestivalScienza a presentare il mio libro "Madame Curie. Indipendenza e modernità" e ho scoperto con piacere che esiste un felicissimo connubio tra il festival della scienza e un festival del fumetto, che cerca di unire questi due modi di raccontare l'esistenza.»

Questo libro non tratta tanto la straordinaria avventura scientifica di questa donna quanto la sua esperienza umana. Perché indipendenza e modernità?
«Stiamo parlando di una donna che ha vissuto a cavallo tra due secoli durante i quali si sono stati parecchi cambiamenti ma che erano comunque indietro in parecchie cose. Indipendenza perché in quel periodo la donna di indipendenza ne aveva pochissima. Lei invece riesce a fare un sacco di cose: lavora, si sposta dalla Polonia alla Francia, si laurea in un periodo in cui le donne laureate erano pochissime, riesce a intraprendere un corso di studi che ha cambiato il nostro mondo. Perché questi studi hanno portato alla scoperta della radioattività e quindi a tutto quello che è nato in seguito. Modernità perché il suo atteggiamento verso il mondo era molto moderno e lei ha vissuto continuamente infrangendo tabù. Madame Curie è stata la prima donna a vincere un Nobel, è stata la prima donna a vincerne due, è stata la prima donna a insegnare alla Sorhona, violando una serie di preconcetti che erano tipici dell'epoca».

Come evolve il fumetto in relazione alla comunicazione della scienza?
«I fumetti, come altri medium dell'immagine, sono delle spungne: assorbono quelli che sono gli umori dell'epoca e li ritrasmettono sotto forme diverse. La scienza sì può raccontare con i fumetti per la loro immediatezza nel rappresentare concetti e personaggi. Il concetto scientifico trasmesso per mezzo dei fumetti viene veicolato meglio perché questo abbatte le difese. Esiste un autore che vi posso consigliare: Keno Don Hugo Rosa, noto Don Rosa (Zio Paperone: L'incerdibile avaro minuaturizzato; Sistema Solare in Zio Paperone: L'attacco delle orribili creature spaziali)».

Ed ecco la seconda intervista (alla quale si riferisce la foto pubblicata sopra):
150 anni di modernità: intervista radiofonica a Pier Luigi Gaspa e Alessia Zurru (Radio X, 9 novembre 2017)

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 9 novembre 2017

Anche fumetti al Cagliari FestivalScienza (4 novembre 2008)
 
Viva la scienza che vive tra le nuvole (L'Unione Sarda, 12 maggio 2008)

Il mondo scientifico di Don Rosa (Gianluigi Filippelli, 14 ottobre 2012)

06 novembre 2017

Lucca Comics & Games 2017: la fantasia al potere

Non è facile descrivere una grande manifestazione (240 mila biglietti venduti in cinque giorni), che è contemporaneamente una festa, una gigantesca mostra interattiva e un'occasione (spesso unica) per sentire dal vivo una varietà di autori di altissimo livello, da Robert Kirkman (The walking dead) a Licia Troisi. In una parola un grosso evento culturale. Ho detto culturale?
Sì, ne sono sono convinto: Lucca Comics & Games è un evento culturale.
Perché Cultura - come ha scritto Giacomo Brunoro su Sugarpulp Magazine il 4 novembre 2013- «è anche il giocare, Cultura è riflessione consapevole sul mondo, Cultura è una visione che unisce passato, presente e futuro, Cultura è evoluzione, Cultura è divertimento, Cultura è anche un disegnatore che passa le sue giornate ad incontrare i suoi lettori e a disegnare per loro, Cultura è un bagaglio di esperienze, di saperi e di conoscenze che vengono condivise, è un flusso continuo e vivo di energie, di persone, di vitalità.»
Di sicuro posso testimoniare tre cose: il clima sereno (mai vista tanta gente allegra tutta insieme), l'organizzazione impeccabile (tutto sembra pensato con cura), la ricchezza della proposta (mostre da vedere, seminari da ascoltare, videogame da provare, cosplay da esibire).
Ma c'è un altro aspetto che vorrei evidenziare: la qualità del pubblico. E non solo, come scrivevo prima, per la sua allegria. Per me la qualità del pubblico la esprime anche la sua capacità di assorbire un grande numero di fasce d'età, con proposte diversificate.
Inoltre quello di Lucca mi sembra l'unico festival italiano autenticamente internazionale e realmente multimediale (dove con multimediale intendo una molteplicità di mezzi espressivi che raramente si incontra altrove).
La 51ª edizione di Lucca Comics & Games sarà ricordata anche per l'annuncio, da parte del Comune di Lucca e della società che organizza l'evento (Lucca Crea srl), del Lucca Expo Comics Museum: un nuovissimo museo del fumetto che sarà anche un luogo di sviluppo della creatività
Per la realizzazione di questo progetto l’amministrazione comunale può contare su 7 milioni di euro per realizzare un progetto si sviluppa attorno alle esposizioni (permanenti e temporanee), uno spazio autori, un’area di lavoro attrezzata, una foresteria e uno spazio di aggregazione accessibile anche senza biglietto.
E pensare che tutto è nato (come me) nel 1965, con il Salone internazionale dei comics, del cinema d’animazione e dell’illustrazione (prima a Bordighera e un anno dopo a Lucca.
Oggi Lucca Comics and Games, per impatto economico, presenze e biglietti venduti (56 milioni di euro solo da questa voce, nel 2016, contando vitto, alloggio, acquisti all'interno e all'esterno) è una delle principali manifestazioni europee dell’intrattenimento.
Intanto si pensa già al futuro: sono pronte le date per l'edizione 52, da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre 2018.  



Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 6 novembre 2017

29 ottobre 2017

Con Gianni Morandi, sull'Isola di Pietro

L'isola di Pietro, terza puntata (Canale 5, ottobre 2017)
Oggi va in onda l'ultima puntata della serie tv nella quale ho avuto l'onore di lavorare: L'isola di Pietro.
Gianni Morandi alla festa del primo ciak (sett. 2016)
Ricordo nitidamente l'annuncio del casting ("Si cercano attori e comparse in Sardegna per una nuova serie televisiva prodotta da Lux Vide Spa"), il provino del luglio 2016 (nella sede di Mommotty a Cagliari) e la telefonata di Laura Biagini (il 4 agosto): "Siediti che ti devo dare una notizia importante. Sei stato scelto!"...
Poco più di un mese dopo ero a Roma, convocato dalla Lux Vide per provare i vestiti di scena.
Poi, tra settembre e ottobre 2016, una serie di chiamate per le riprese, soprattutto sull'Isola di San Pietro (un luogo incantato, di cui mi sono innamorato a 13 anni e non ho mai smesso di amare).
Così ho avuto il privilegio di lavorare accanto a una grandissima attrice, Maria Rosaria Russo. E ho avuto il piacere di scoprire la professionalità, la simpatia e la positività di Cristian Cocco.
Ma la sorpresa più grande di tutta questa storia è stata trovarmi a lavorare sul set insieme a Gianni Morandi. Non me lo sarei mai immaginato. E invece è successo.
Indimenticabile.

Andrea Mameli, 29 ottobre 2017

P. S. Con Luisa Massidda, Infermiera Maria nella serie, abbiamo discusso a lungo della grande opportunità che ci è capitata con L'isola di Pietro. Per entrambi la recitazione non è l'attività principale, quindi esserci aveva un sapore particolare.




L'isola di Pietro. Set della quarta puntata. Spiaggia La Bobba, ott. 2016. Foto: Fabrizio De Blasio
L'isola di Pietro. Quarta puntata.
L'isola di Pietro. Quarta puntata.

28 ottobre 2017

Laboratorio di cucina sostenibile per bambini da 3 a 6 anni. ExMà Cagliari 29 ottobre

ExMà (Exhibiting and Moving Arts, Via San Lucifero 71, Cagliari) nell'ambito del ciclo Cervello che pensa, cervello che fa: Laboratorio di Cucina Sostenibile per bambini da 3 a 6 anni, Domenica 29 ottobre 2017.
Il laboratorio sarà condotto da Raffaelangela Pani (Scuola di Pasta) che insegnerà a preparare la pasta semplice a partire da due soli ingredienti: acqua e semola di grano duro.
Contemporaneamente verrà illustrato il funzionamento del forno solare "Mameli I", con una dimostrazione di cottura.

P.S. Il 29 ottobre il forno solare ha svolto egregiamente 
il suo compito, cuocendo i culurgionis con l'energia del sole
Culurgionis solari all'ExMà (Andrea Mameli)


Forno solare all'ExMà (Andrea Mameli)
Forno solare all'ExMà (Andrea Mameli)
La temperatura raggiunta all'interno del forno solare durante la dimostrazione all'ExMà (Andrea Mameli)

25 ottobre 2017

Gli spettacoli del Cagliari FestivalScienza 2017

Gli spettacoli del Cagliari FestivalScienza 2017:
  • l'8 novembre alle 12:00 e alle 15:00 Exmà (Foyer) Via S. Lucifero 71, Cagliari va in scena lo spettacolo: “Show food: quale sarà la nostra alimentazione nel futuro?”, di Pina Rosa e Lina Deplano con gli allievi del Liceo Pitagora di Selargius e i ragazzi extracomunitari seguiti dal COSAS (Comitato Sardo di Solidarietà). Età: 11 - 15 anni.
  • il 9 novembre alle 11:00 e alle 19:00 Teatro Massimo, Viale Trento 9 a Cagliari, spettacolo: “Scrivere il Futuro” uno spettacolo di Teatro Scienza e Nuove Tecnologie “Compagnia Kyber Teatro”.
  • il 9 novembre alle 11:45 e alle 15:00 Il Ghetto (Sala delle Mura) Via Santa Croce 18 a Cagliari: “Dr. Molecula: Magic or Science?”, spettacolo (in lingua inglese) a cura di Ori Weyl (Israeli artist).
  • il 10 novembre alle 11:00 Teatro Massimo, Viale Trento 9 a Cagliari, spettacolo: “STARLIGHT settemillimetridiuniverso”, di e con Filippo Tognazzo prodotto da Zelda Teatro in collaborazione con l’INAF.
  • il 10 novembre alle 12:00 e alle 15:00 ExMà (Sala conferenze) Via S. Lucifero 71 a Cagliari, lo spettacolo: “Macramè” Pièce teatrale curata da M. Bonaria Zandara (ANISN Sardegna), Alessandro Gervasi e Marina Floris, Istituto Comprensivo di Dolianova. Per tutti.
  • il 18 novembre alle 11:30 al Teatro Eliseo di Nuoro, in collaborazione con Sardegna Teatro, conferenza dal titolo Vampiri, fantasmi e mutanti, le metafore per parlare del neutrino

24 ottobre 2017

Alcune immagini della conferenza stampa di presentazione del Cagliari FestivalScienza 2017

Oggi alla MEM di Cagliari è stata presentata la decima edizione del Cagliari FestivalScienza 2017
#Scienzafutura Giuseppe Dessena (Assessore Regionale Pubblica Istruzione)
#Scienzafutura intervento di Paolo Frau (Assessore Comunale alla Cultura)
#Scienzafutura intervento di Carla Romagnino (Presidente comitato organizzatore)


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 ottobre 2017


FestivalScienza Cagliari 2017. Conferenza stampa: 24 ottobre 2017

Si sviluppa intorno al binomio Scienza Futura la decima edizione del Cagliari FestivalScienza attraverso un ricco programma, fatto di conferenze, presentazioni di libri, spettacoli, letture, laboratori, percorsi espositivi, botanici, naturalistici e scientifico-tecnologici. Dopo l'edizione cagliaritana (7-12 novembre), il festival prosegue per il terzo anno consecutivo a Oliena (da 22 al 24 novembre), a Oristano, per la sua seconda edizione (dal 29 novembre al 2 dicembre) e per la prima volta a Iglesias (dal 30 novembre al 2 dicembre).
La conferenza stampa del Cagliari FestivalScienza è in programma oggi, 24 ottobre, alla MEM di Cagliari con inizio alle 10:00.
Intervengono Carla Romagnino, presidente dell'Associazione Scienza Società Scienza e Paolo Frau, Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari.
#Scienzafutura
#cagliariscienza17


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 ottobre 2017

13 ottobre 2017

Cagliari FestivalScienza 2017: Linguaggio Macchina media partner.

Il 7 novembre sarà inaugurato il Cagliari FestivalScienza 2017 di cui il blog Linguaggio Macchina sarà media partner.
Iniziamo a presentare la copertina, il cui disegno centrale anche quest'anno è frutto di un concorso tra studenti dei Licei Artistici e degli Istituti Tecnici e Professionali a indirizzo grafico della Sardegna:
L'autore del disegno che ha vinto il concorso è Luca Pusceddu, studente della 4C Grafica del Liceo Artistico di Quartu Sant'Elena.

Due link utili:
Gli eventi dal 7 al 12 novembre 2017

Come prenotare gli eventi 2017

P.S. Pier Luigi Gaspa a Cagliari: dai fumetti a Marie Curie (9 novembre 2017)

27 settembre 2017

Nuovi scenari tra accessibilità e archeologia pubblica (Serri, 23 settembre 2017)

Andrea Ferrero interviene al workshop di Serri (23/9/2017)
Il 23 settembre ho partecipato al workshop "Santa Vittoria di Serri luogo di cultura e natura: nuovi scenari tra accessibilità e archeologia pubblica", organizzato dal Comune di Serri e dalla direzione scientifica dell'Area Archeologica di Santa Vittoria in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017, in collaborazione con l'associazione Borghi Autentici d'Italia. Un bel momento di condivisione di esperienze e di progettualità
L'archeologo Giacomo Paglietti, direttore dell'Area Archeologica di Santa Vittoria, ha sottilineato l'importanza di dedicare attenzione all'accessibilità in maniera concreta allo scopo di fare dell'archeologia pubblica qualcosa di reale, come gli stradelli in terra stabilizzata, realizzati all'interno del progetto di qualità (POR FESR 2007/2013 Asse IV. Linea di attività 42.4c) "Opere e interventi di riqualificazione del sito archeologico di Santa Vittoria".
L'assessore alla cultura del Comune di Serri, Federico Porcedda, ha elencato le numerose iniziative intraprese dall'amministrazione comunale per la valorizzazione del sito archeologico e ha spiegato che l'archeologia pubblica è un'area di ricerca che studia i rapporti tra archeologia e contemporaneità: «Avere una pagina facebook del sito o pubblicare le foto non sono, da sole, condizioni per dire che si sta facendo archeologia pubblica. Come non è solo organizzare conferenze, anche se si organizzano è meglio; e non è solo fare laboratori con i bambini ma è certo meglio se si fanno. L'archeologia pubblica è un processo partecipativo di costruzione di conoscenza e di identità basato sul coinvolgimento delle comunità e sull'analisi approfondita dei bisogni delle persone.»
Il collega Andrea Ferrero (Programma Comunicazione CRS4) ha introdotto l'accessibilità dal punto di vista teorico, facendo riferimento innanzitutto alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, il cui Articolo 30 recita: "gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire alle persone con disabilità l’accesso: ai prodotti culturali in formati accessibili, a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili, a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, a monumenti e siti importanti per la cultura".
Andrea Ferrero a Serri [Foto: Annalisa Marini]
Andrea Ferrero ha raccontato la sua visita al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, nel quale sono esposte copie di statue dell'arte greca, romana e rinascimentale e originali di opere contemporanee, tutte a portata di mano, come esempio di arte accessibile proprio a tutti.
Poi Andrea ha illustrato la sua collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, nell'ambito del progetto Museo Liquido, in cui ha effettuato un test di rispondenza tattile fra gli originali e le copie realizzate a partire dalla digitalizzazione accurata (in forma e colore) eseguita dai colleghi del CRS4 (Visual Computing).
Andrea Ferrero a Serri [Foto: Annalisa Marini]
Nell'ambito dell'accessibilità ai parchi archeologici, Andrea ha ricordato due significative esperienze: il test dei percorsi del Parco Archeologico di Tuvixeddu (Cagliari) e quello dell'Area Archeologica di Santa Vittoria (Serri).
In questo secondo caso Andrea ha potuto provare gli stradelli in terra stabilizzata appena terminati. A questo proposito Andrea ha dichiato: «è un passo avanti importante per l'accessibilità dell'area, a vantaggio di disabili visivi, disabili motori, anzianzi, genitori con passeggini, bambini piccoli, proprio tutti i visitatori. Tuttavia c'è ancora molto da fare, per esempio: pannelli informativi adatti a tutti gli utenti, quindi non solo tattili, audioguide intelligenti, sensori e percorsi LOGES (Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza), nonché formazione del personale, sia per l'accoglienza che per la visita guidata.»
Il Sindaco di Serri, Samuele Gaviano, ha ringraziato Andrea Ferrero per le sollecitazioni e ha garantito l'impegno dell'ente locale, pur nella ristrettezza dei bilanci comunali, verso la valorizzazione, piena e universale, del più importante santuario nuragico, che vanta 16 mila visite all'anno.
In conclusione dei lavori il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Roberto Concas, ha sottolineato l'importanza di un museo accessibilie per la fruizione dei reperti aperta a tutti e ha ribadito la volontà di proseguire in questa direzione puntando a soluzioni innovative.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 settembre 2017

23 settembre 2017

Antonio Taramelli, poeta e Indiana Jones, rivive nel discorso scritto (e mai pronunciato) nel 1917

[Foto: Annalisa Marini]
Oggi ho avuto l'onore di prestare la mia voce alle parole scritte un secolo fa da Antonio Taramelli (1868-1939).
L'occasione è stata un incontro, organizzato dal Comune di Serri e dalla Direzione scientifica dell'Area archeologica di Santa Vittoria, in cui sono stati illustrati i progressi nell'accessibilità del sito archeologico e si è ricordata la figura del grande archeologo lombardo a un secolo dal discorso che avrebbe dovuto tenere per l'inaugurazione del Regio Museo Archeologico di Cagliari, nel 1917.
Un discorso che non fu mai pronunciato, perché, come ha spiegato Ennery Taramelli, pronipote dell'archeologo e accademico dei Lincei, rimase nel cassetto a causa della Prima Guerra Mondiale: gli Unterseeboot, i sommergibili tedeschi, rendevano altamente insicura la navigazione nel Mediterraneo.
Di quel discorso, che ho immeritatamente letto di fronte a una sala gremita, a poche decine di metri da quel tempio a pozzo scoperto dallo stesso Taramelli nel 1907, che mi emozionava da bambino e mi affascina tuttora, mi hanno colpito alcuni aspetti, come l'ardore poetico e la grinta da Indiana Jones.


Mi ha colpito lo stile con cui Antonio Taramelli ha scritto quel discorso, rivolto al Prefetto e ai colleghi del Regio Museo e quel formidabile amore per l'isola dei Nuraghi: «Invitandovi, o Signori, a celebrare con me gli antichi fatti, le antiche testimonianze di questa terra di Sardegna, a noi tutti sommamente cara, non vi trassi a un'accademia di vuote immagini e di parole, ma vi trassi, lo dico ancora, a un rito».

Mi ha colpito il rispetto con cui il ricercatore si accostava ai resti del passato: «vi confesserò che ogni volta, e in dodici anni furono molte, ogni volta che per il dovere del mio ministero io dovevo strappare al nuraghe l'intricato e pittoresco viluppo dei suoi rovi e delle sue spine, ogni volta che in quelle belle rovine io doveva incidere il solco del piccone indagatore io sentivo quasi il rimorso di un profanatore».

Mi ha colpito, nelle parole di Ennery Taramelli, la sottolineatura del termine perturbante, adoperato dall'archeologo per definire il “mistero delle origini”, che è compito dell’archeologia preistorica portare alla luce. Un termine, come ha ricordato la storica dell'arte, a sua volta innamorata della Sardegna: «che fu introdotto da Freud per indicare qualcosa che riconosci come familare ma avverti nello stesso tempo come estraneo. Tra l'altro Freud introdusse quel termine in un lavoro che riguardava proprio l'estetica. Qualcosa che ti interroga e ti costringe a porti delle domande. E ti crea angoscia perché, come scrive Freud, “è un qualcosa di familiare alla vita psichica fin da tempi antichissimi, che le è diventato estraneo soltanto per via del processo di rimozione”.»

Secondo Ennery Taramelli «è proprio la ricerca della memoria delle origini a motivare a inizio Novecento due pietre miliari della letteratura europea, La ricerca del tempo perduto di Marcel Proust e L’Ulysses di Joyce. E non è certo un caso che sempre nei primi del ‘900 nascano l'archeologia preistorica e la psicoanalisi con Freud e Jung.»

Ennery Taramelli ha concluso con un auspicio: «dedicare il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari a mio bisnonno».


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 23 settembre 2017

Via Antonio Taramellli a Cagliari




22 settembre 2017

Cosa ho imparato leggendo il Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista di Ninni Bruschetta

Ci saremmo potuti incontrare sul set della fiction L'isola di Pietro, dove lui interpretava il padre di Caterina e io il patrigno di Diana, ma non accadde mai, nonostante le due ragazze avessero non pochi punti di contatto nella storia. Lui è Ninni Bruschetta, uno che tra cinema e serie tv ha lavorato in quasi 100 set. Io, che di set non ne conto neanche 10, da uno come lui ho solo da imparare.
Così, quando su Twitter ho visto la copertina del suo Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista ho deciso di leggerlo.
Certo, l'aver scritto un "Manuale di sopravvivenza energetica" mi porta a interessarmi a tutti i manuali di sopravvivenza che incontro. Ma non è solo questo: essere (o meglio diventare) un "attore non protagonista" mi sembra un obiettivo importante e come tale richiede non solo preparazione ma anche consapevolezza. E la consapevolezza cresce quando c'è qualcuno che ti racconta la sua esperienza e la sua visione in tema.
In effetti il libro di Ninni Bruschetta si è rivelato un ottimo acquisto: mi ha insegnato qualcosa (in particolare nelle dinamiche interne alle produzioni), mi ha mostrato un impegno morale (nel capitolo sulla mafia vista dalle fiction), mi ha divertito (nei resoconti dei viaggi da un set all'altro e delle relazioni con gli altri attori), mi ha confermato alcuni punti fermi (per ottenere risultati serve impegnarsi seriamente e «Non bisogna mai farsi condizionare dalle proprie emozioni, bisogna saper essere freddi e veramente umili. Sempre»), mi ha motivato («Il fine del nostro lavoro, cioè il racconto, è un aggregante sociale e umano»).
Ninni Bruschetta sembra spinto da un desiderio genuino e da una sana voglia di analizzare criticamente: quello che ho imparato, in tanti anni di sacrifici e di soddisfazioni, quello che ho visto intorno ai set, quello che ho capito dopo essermi confrontato con registi, attori, produttori, funzionari di rete, voglio raccontarlo, senza giri di parole, a chi intende percorrere la stessa strada.
E, forse è la cosa più importante, questo libro aiuta a tenere i piedi per terra: «soprattutto, non createvi alcun genere di aspettativa: tutto ciò che inseguirete vi sfuggirà continuamente e niente vi darà mai pace e serenità».
Grazie Ninni.

P.S. E ora proviamo a organizzare una bella presentazione a Cagliari!

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 22 settembre 2017



Autore: Ninni Bruschetta
Titolo: Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista
Pagine: 176
Codice isbn: 9788876258473
Prezzo in libreria: € 16,00
Codice isbn Epub: 9788876259685
Prezzo E-Book: € 7.99
Data Pubblicazione: 25-02-2016

21 settembre 2017

"Last Christmas", il film di Christiano Pahler presentato in anteprima a Cagliari


Quando seppellire tua madre è un diritto negato, quando uno dei protagonisti ha parole gentili soltanto nei confronti di un cane, quando "L'amore è morto" diventa "L'amore è mirto", allora significa che sei dentro un film che ti racconta qualcosa di serio, ma facendo ridere.
Come in Last Christmas, l'opera prima di Christiano Pahler presentata in anteprima a Cagliari il 20 Settembre 2017. 
Sarà nelle sale dal 28 Settembre
In questo film riecheggia il grido di Kurtz «L'orrore! L'orrore!» che sembra rivoltarsi contro le rigidità istituzionali, contro l'incomunicabilità nei rapporti tra fratelli e con i concittadini del paese.
Non passa inosservata la fotografia, accurata e, la scelta del bianco e nero (tranne per alcune rare scene) e le scelte musicali (sempre in tema e mai fuori ritmo).
Ma il film di Pahler, girato quasi interamente a Serramanna (più una luminosa scena a Cagliari) è anche sano divertimento: l'acida l'alchimia tra i due fratelli mantiene un livello elevato per tutta la pellicola e gli inserimenti di personaggi secondari (quasi tutti di spessore) arricchiscono lo scenario senza (troppe) sbavature.
Il film, prodotto dalla società Guasco di Ancona, sostenuto dalla Regione autonoma della Sardegna e dalla Fondazione Sardegna Film Commission, è stato selezionato al Jagran Film Festival di New Delhi e ha vinto il primo premio come migliore lungometraggio al Movie Planet Film Festival.
L'anteprima di ieri sera al Greenwich di Cagliari
Quando un film è girato in Sardegna sento sempre chiedere quanti sardi sono stati coinvolti. Allora rispondo preventivamente a questa domanda: c'erano alcuni professionisti nella troupe (tra cui Claudio Marceddu direttore della fotografia, Federica Ortu assistente operatore, Francesco Caboni attrezzista di scena, Sara Sechi costumista, Maria Pilo truccatrice, Nicola Garau macchinista, Damiano Picciau elettricista); 19 attori sardi tra cui Gabriele Farci (Che strano chiamarsi Federico, di Ettore Scola), Giampaolo Loddo (Ballo a 3 passi di Salvatore Mereu), Gianluca Medas (Per Sofia di Ilaria Paganelli), Giulio Cancellli (Diverso da chi?, di Umberto Carteni), Giulio Neglia (La santa, di Cosimo Alemà) e 50 comparse.

Sinossi - La mattina della vigilia di Natale, la famiglia Mular subisce l’improvvisa perdita della mamma Anna Maria. I due figli della defunta, Antonio, tornato frettolosamente in Sardegna da Genova, e il fratello Francesco, incapperanno in (dis)avventure rocambolesche pur di dare una degna sepoltura alla loro madre scomparsa, scontrandosi con una burocrazia caotica e improvvisata, mista all’immobilismo che contraddistingue il piccolo paesino. Una giornata surreale e dai toni grotteschi in cui la famiglia Mular verrà messa a dura prova.

P.S. Una menzione speciale la merita sicuramente Olivieri, che nel film interpreta Merda, il cane più nero, più simpatico e più affettuoso che si potesse trovare per questa parte, l'unico in grado di restituire a Francesco un atteggiamento più umano e meno nevrotico.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 21 Settembre 2017
 

20 settembre 2017

Chiara e il filo di luce. L'ultima maestra di bisso a Cagliari il 22 settembre 2017

Chiara Vigo, l’ultima maestra di bisso marino, sarà a Cagliari il 22 settembre, per raccontare la sua tecnica di preparazione della "seta del mare", a partire dalla Pinna Nobilis, riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. L'occasione è l'inaugurazione della mostra “Chiara e il filo di luce. La trasmissione orale dell’arte del tessere il bisso” (alle 18:00, nello Spazio San Pancrazio, Cittadella dei Musei, piazza Arsenale 1, Cagliari) che rientra nel calendario delle manifestazioni previste per Musei di Storie.
All'incontro parteciperanno: Giovanna Damiani (direttore del Polo Museale della Sardegna), Pierantonio Addis (ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università di Cagliari), Claudio D’Alessandro (ricercatore del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell'Università di Cagliari). Coordina: Marcella Serreli (direttrice della Pinacoteca Nazionale di Cagliari).

15 settembre 2017

Cassini, il tuffo, il radiotelescopio sardo e l'ultimo scatto

Impact Site: Cassini's Final Image (jpl/nasa)
Oggi la sonda Cassini ha concluso il suo giro di 13 anni intorno a Saturno con un tuffo nel pianeta con gli anelli (qui accanto l'ultima foto scattata dalla sonda).
Grazie all'invito dell'Osservatorio Astronomico di Cagliari (INAF) ho potuo assistere, nella sede sede di Selargius al collegamento con la sede ASI di Roma e quella del Jet Propulsion LAboratory (NASA) a Pasadena (California). Durante l'incontro sono intervenuti di Andrea Zanini (portavoce ASI), Nichi D'Amico (presidente INAF), Emilio Molinari (direttore OAC), Andrea Possenti (direttore vicario OAC), in un clima di soddisfazione e di ammirazione per il lavoro svolto dalla collaborazione internazionale.
La comunità scientifica ha ragione di felicitarsi per questi risultati: progettazione, esecuzione e raccolta di dati sono tutte imprese gigantesche. E ora che la nave spaziale Cassini è stata fagocitata da quegli splendidi anelli che ha fotografato per tanti anni, la sua enorme raccolta di dati su Saturno, la sua magnetosfera, gli anelli e le lune, continuerà a produrre nuove scoperte per decine d'anni.
Assistere, seppure a distanze astronomiche, a questo storico evento offre l'occasione per riflettere sulla grandezza della mente umana. Spece se si confronta una simile impresa con cose meno edificanti. O peggio distruttuve ("Il costo della missione Cassini equivale a 3, 4 giorni di guerra in Iraq”, Roberto Battiston, presidente ASI, agenzia spaziale italiana).
Lo scopo della missione Cassini-Huygens, frutto di una collaborazione tra NASA (National Aeronautics and Space Administration), ESA (European Space Agency) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), è lo studio di Saturno e del suo sistema di satelliti e anelli con particolare riguardo al satellite Titano, elemento cardine per la decodifica di alcuni dei processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario e in particolare per la comprensione del più complesso tra i pianeti gassosi.
Tra l'altro il tuffo ha avuto luogo su Saturno e non sul suo satellite Titano per non violarne l'atmosfera, estremamente preziosa in quanto simile a quella della Terra circa 3 miliardi di anni fa.
Un aspetto per me molto rilevante, sottolineato da Nichi D'Amico, è che il radiotelescopio sardo da alcune settimane stava seguendo la sonda e ha raccolto una grande quantità di dati: "ora si apre una nuova era per SRT, dato che l'ASI ha intenzione di investire nell'osservatorio sardo come sta già facendo la Regione Autonoma della Sardegna".
Le operazioni di “tracking” della sonda Nasa-Esa-Asi Cassini dal Sardinia Deep Space Antenna (Sdsa), iniziate il primo settembre 2017, sono state possibili equipaggiando opportunamente il Sardinia Radio Telescope realizzato dall’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, la Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero dell’istruzione, università e ricerca. In questo modo a partire da gennaio 2018 il Sardinia Deep Space Antenna diventerà ufficialmente operativo nell’ambito del Deep Space Network della Nasa e fornirà servizi di comunicazione e navigazione anche per le sonde interplanetarie europee, in vista dell'esplorazione umana di Marte.





This unprocessed image of the Saturn system was taken by NASA's Cassini spacecraft on Sept. 13, 2017. It is among the last images Cassini will send back. Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institu



Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 15 Settembre 2017